1000 Miglia 2020 | Le vetture più iconiche

Sono ben 400 gli equipaggi ammessi alla 1000 Miglia 2020. Analizziamo le vetture più iconiche che hanno preso parte alla 38esima edizione.

Alla 1000 Miglia 2020 sono 30 in meno, rispetto alla passata edizione i convogli che vi hanno partecipato. Il tutto per garantire maggiore sicurezza, esclusività e aumento della qualità dei servizi offerti, così come ha spiegato il Presidente Gussalli Beretta nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento.

I partecipanti sono stati scelti tra le iscrizioni provenienti da 33 Paesi distribuite in tutti i 5 continenti. Il Paese più rappresentato continua ad essere l’Italia con il 30% di partecipanti ammessi. Tra le vetture, la casa automobilistica più rappresentata è l’Alfa Romeo con 68 vetture, seguita da FIAT con 63, Lancia 49, Jaguar 45, Porsche 38, Mercedes-Benz e Austin Healey con 27, Aston Martin 26, Ferrari e Bugatti con 20.

Tra le ammesse, ci sono 85 vetture che hanno partecipato ad almeno una delle ventiquattro edizioni della 1000 Miglia di velocità disputatasi dal 1927 al 1957. Immancabile anche quest’anno, il Ferrari Tribute to 1000 Miglia e il Mercedes-Benz 1000 Miglia Challenge, le gare riservate alle vetture di Maranello e Stoccarda che hanno anticipato il passaggio delle vetture storiche.

FERRARI 250 MM BERLINETTA PINIFARINA

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Foto: 250 MM BERLINETTA PINIFARINA

Derivata dalla 250 S, è prodotta in due versioni: una berlinetta di Pinin Farina, che apre una nuova epoca nel design, ed una barchetta di Vignale. Notevoli i miglioramenti sul motore e sulle sospensioni, dove sono utilizzati ammortizzatori Houdaille. Il cambio viene previsto a soli quattro rapporti sincronizzati, la sua manovrabilità è però molto più agevole. Oltre alle vittorie nelle competizioni nazionali, arrivano le prime affermazioni negli Stati Uniti per merito di Phil Hill.

FERRARI 212 INTER EUROPA

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Foto Ferrari 212 INTER EUROPA

Enzo Ferrari, spinto dalla notorietà che le vittorie di Giannino Marzotto e Franco Crosara sulla 195 S nella Mille Miglia 1950, decise di riproporre la stessa linea di modello su una vettura che fosse meno spinta, tanto da poterla lanciare sul mercato delle granturismo di classe. Questa versione presentava un allestimento meno sportivo e più da auto da turismo. I motori avevano differenti alimentazioni, una con un solo carburatore. Ebbe un discreto successo commerciale, soprattutto in America. Dopo un incidente e svariate riparazioni, la vettura continuò a correre in competizioni come la Mille Miglia e la 24 Ore di Le Mans fino al 1955. Nella genealogia Ferrari la 212 Inter ricopre un ruolo di particolare rilievo, poiché segna il principio di una prolifica e duratura collaborazione tra Ferrari e Pinin Farina.

FERRARI 166 INTER SPIDER CORSA ANSALONI

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Foto: FERRARI 166 INTER SPIDER CORSA

Una delle opere iniziali della Ferrari che si è ritagliata uno spazio importante nella storia della Ferrari. L’auto discende dai bolidi da corsa che portano il suo stesso codice numerico, ma è la prima vettura veramente stradale a fregiarsi del “Cavallino rampante”. E’ la capostipite di una famiglia che caratterizzerà i primi anni di vita dell’azienda italiana. Eclettica e versatile, con abitacolo a 2  posti e con linee esterne disegnate da alcuni dei più celebri maestri italiani. Tra i punti di forza della Ferrari 166 Inter, oltre alla grinta del propulsore, anche la grande agilità, dovuta al passo corto. È un vivace due litri, di grande robustezza, che non soffre le sollecitazioni prodotte dalla rilevante potenza specifica.

FIAT 750 SPORT

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Foto: FIAT 750 SPORT

Un autentico pezzo di storia della Mille Miglia, questa vettura unica è oggetto di un dettagliato pedigree che ne ha caratterizzato l’intera esistenza e la sua partecipazione alla gara bresciana negli anni 1948 e 1950. Caratterizzato dal terzo supporto di banco oltre che dalla testata in alluminio, L’auto, che è naturalmente un esemplare unico, si presenta oggi in questa conformazione con cui corse la Mille Miglia del 1950 ed è accompagnata da un ampio archivio di documenti tecnici, storici e sportivi.

MERCEDES 300 SL W 198

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Foto: Mercedes 300 SL W 198

La leggendaria coupé Ali di gabbiano è stata la prima vera sport-car ad essere sviluppata da Daimler-Benz dopo la guerra. Le caratteristiche salienti, riprese da questa auto sportiva, erano le insolite porte che le fecero guadagnare il soprannome di “Gullwings”, ali di gabbiano. Il motore erogava fino a 215 CV di potenza massima e garantiva prestazioni al vertice assoluto nella produzione automobilistica mondiale dell’epoca. Per quanto riguardava la trasmissione, questa si avvaleva di un cambio sincronizzato a 4 marce con frizione monodisco a secco ed un differenziale autobloccante. Le sospensioni erano a ruote indipendenti. La velocità massima era compresa tra i 220 ed i 258 km/h, notevoli per l’epoca.

ALFA ROMEO 1900 C SPRINT TOURING

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Foto: Alfa Romeo 1900 C SPRINT TOURING

L’Alfa Romeo nel 1954, per onorare lo slogan pubblicitario che definiva la 1900 come la “vettura di famiglia che vince le corse” ma soprattutto per ottenere un motore più potente, aumenta l’alesaggio dei pistoni di 2 mm portando la cilindrata a 1.975 cm3,  incrementandone così le prestazioni. Per distinguere le nuove versioni, il nome si arricchisce dell’appellativo “Super”. Sospensioni indipendenti all’avantreno, ponte rigido con braccio centrale triangolare al retrotreno, quattro freni a tamburo.

PORSCHE 356 1500 COUPÉ

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Foto: PORSCHE 356 1500 COUPÉ

La Porsche 356 è un’automobile sportiva, sia coupé che cabriolet, prodotta dalla Porsche ininterrottamente dal 1948 al 1966. In poco meno di un ventennio si sono succedute parecchie versioni, con differenti motorizzazioni. La 356 è una vettura che ha fatto epoca, vantando eccezionali livelli di maneggevolezza, leggerezza, affidabilità e tenuta di strada e spianando la strada alla futura Porsche 911. Può essere considerato il primo modello “di serie” prodotto dalla casa di Stoccarda. Il modello di punta è la Porsche 356 Sport con un motore da 1,5 litri di cilindrata che raggiungeva una velocità massima di 170 km/h.

ASTON MARTIN DB2

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Foto: Aston Martin DB2

La DB2 è un’autovettura coupé prodotta dalla casa britannica Aston Martin dal 1950 al 1953. Con la presentazione, nel 1949, di un prototipo della DB2, avvenuto alla 24 Ore di Le Mans, prese avvio la serie di vetture dotate del motore 6 cilindri con doppio albero. L’anno successivo venne presentata una versione potenziata della DB2, denominata Vantage. Il modello DB2/4, introdotto nel 1953,  poteva ospitare quattro passeggeri. La carrozzeria era realizzata in alluminio dalla. Il telaio tubolare era in acciaio e venne progettato. Le sospensioni erano dotate di molle elicoidali.

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1000 Miglia 2020 | Storia e statistiche della Freccia Rossa

Giuseppe Cinotti

Laureato in Operatore Giuridico d'Impresa e specializzando in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo sviluppo presso L'Università per Stranieri di Perugia. Autore per F1ingenerale.com. E’ appassionato di Formula 1 fin da bambino. Ama questo sport perchè è il suo sogno da sempre. Ama il rumore assordante, l'odore della pista, l'attesa, la tensione, le macchine che scattano impazzite, il brivido, la strada che corre veloce, i sorpassi, la paura di sbagliare, il coraggio, il superare se stessi. Il suo motto: "Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere" cit. Enzo Ferrari.