24 Ore di Daytona | Lamborghini squalificata dal Roar, cosa c’è dietro?

Ci siamo ormai lasciati alle spalle il Roar Before the 24, consueto test che precede la 24 Ore di Daytona, e Lamborghini ha subito un brutto colpo. Durante il garage qualifying del sabato, infatti, la direzione gara ha riscontrato irregolarità in ben 4 dei 5 equipaggi del Toro partecipanti. Il risultato, come prevedibile, è stato una squalifica dalla (simbolica) sessione del sabato. Le ragioni dietro a questa scelta, tuttavia, ci danno delle informazioni inattese.

Daytona Lamborghini
Jake Galstad / LAT Images

Fine del rapporto Daytona Lamborghini

Le irregolarità riscontrate dal team tecnico IMSA, comunicate direttamente in pista nella mattinata di domenica, si concentravano tutte nel cambio. I team interessati (GRT Grasser, GRT Magnus, GEAR, Precision Performance), infatti, non hanno applicato i rapporti previsti per Daytona. Affidiamoci, come sempre, alla lettura del testo.

Il regolamento tecnico della Weathertech Sportscar Championship 2020 (classe GTD) dedica gli artt. 9.11.4-5-6-7 al cambio e alle sue componenti. Quello standard, corrispondente a quanto omologato dalla FIA, prevede sei rapporti e retromarcia. Le squadre, tuttavia, sono tenute ad adottare altri rapporti in occasione di Daytona, il cosiddetto Daytona Gear Set. Gli equipaggi Lamborghini, tuttavia, hanno utilizzato il set standard nei primi due giorni dell’evento. Scopriamo perché questo “errore” fa la differenza.

Questione di parità

I due gear set utilizzati nel campionato americano si distinguono per un dettaglio assolutamente fondamentale: la lunghezza dei rapporti. Il set standard, infatti, prevede dei rapporti decisamente più corti rispetto a quanto disposto per Daytona. Il risultato appare intuitivo anche a chi non vanti particolari conoscenze in materia: rapporti più corti riducono notevolmente la velocità di punta, aumentando l’accelerazione (viceversa i rapporti lunghi). Si pensi alle biciclette dotate di marce: con un rapporto corto, i pedali rimangono “morbidi”, si effettuano molti giri, ma non si raggiungono grandi velocità.

Di primo acchito, dunque, la”svista” Lamborghini potrebbe sembrare penalizzante di per sé. Così non è, se si fanno i conti con il BoP. Esattamente come a Le Mans, i test di Daytona sono fondamentali per stabilire gli equilibri e i rapporti di forza fra vetture estremamente diverse fra loro, e determinare le conseguenti “penalizzazioni”. Mostrarsi leggermente più deboli, in queste circostanze, è un grande vantaggio, soprattutto se la debolezza non è completamente autentica. Ecco spiegato perché, nel paddock e fra gli appassionati, la pur dichiarata involontarietà dell’accaduto non convince del tutto.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.