24 Ore di Daytona | Sintesi dopo sei ore: cala la notte tra colpi di scena e FCY

Sintesi delle prime sei ore della 24 ore di Daytona 2020, la gara endurance più importante d’America.

Sintesi Daytona
Foto: IMSA Media Center

Sintesi Daytona

DPi

La partenza avviene in modo regolare, senza cambi di posizione ai vertici delle quattro classi. Al termine del primo giro Jarvis con la Mazda acquista già un discreto vantaggio sull’Acura di Montoya, esteso a 3 secondi dopo i primi 10 minuti. Sintesi Daytona
Dopo quasi mezz’ora la Cadillac #31 conquista  la seconda posizione, con Nasr che scavalca Montoya.

La Mazda #55 di Bomarito è la prima vettura in pista a effettuare un pit-stop, seguita al giro dopo dal leader della corsa Jarvis.

A 90 minuti di gara, la #55 è ancora in testa, ma la #31 di Nasr insegue a distanza ravvicinata. Il brasiliano tuttavia è protagonista del primo colpo di scena: una ruota fissata male al secondo pit-stop lo costringe a percorrere un giro molto lentamente e a rientrare per fissarla nuovamente. La Mazda #31 scende quindi in ultima posizione, mentre a inseguire Jarvis troviamo Montoya e Briscoe con la Cadillan #10.

Allo scoccare delle due ore è Nunez, su Mazda #77, a mettersi in testa, con un meraviglioso sorpasso su Jarvis. L’altra Mazda esegue un pit stop, non senza qualche complicanza, e cambia pilota: esce Hunter Reay a favore di Tincknell. Nel frattempo Kobayashi si mette in testa con la sua Cadillac #10. Nunez, però, si riprende la P1 dopo un pit stop. Seguono Kobayashi e le due Acura. Il giapponese si rimette in testa con un fantastico sorpasso ai danni della Madza #77.

La lotta si è fatta così accesa che l’Acura #7 con Castroneves e la Madza #55 di Tincknell, in lotta per il terzo posto, si sono scontrate e sono finite fuori pista. La numero 7 ha avuto la peggio, con dei danni alla parte posteriore, e i meccanici si sono messi al lavoro per ripararla. L’Acura #6 si mette in testa e nel frattempo il team termina di lavorare sulla #7: dopo oltre mezz’ora di riparazioni, riesce a farla rientrare in pista. Continua la lotta tra #6 e #77, ma a spuntarla è di nuovo la prima.

Alla ripartenza dal primo FCY di gara tutti i gruppi si ricompattano e ricominciano i corpo a corpo. Con i pit stop che seguono il gruppo di testa si rimescola e parte una lotta a tre che coinvolge la #77, la #85 e la #10, con l’ultima in testa. Lungo della #10 in curva 1, mentre Albuquerque sulla #31 ha già scalato fino alla seconda piazza.

LMP2

Sfruttando la partenza dal palo, Keating mette a segno dei tempi record nei primi giri, acquisendo un vantaggio record di 17 secondi nei primi 20 minuti su Cassels con l’Oreca #38. Il pilota di Mathiasen Motorsport continua a martellare giri veloci, estendendo il gap a 40 secondi dopo la prima sosta. Allo scadere della prima ora, in seconda posizione troviamo quindi Hanley con la #81, 13 secondi davanti a Cassels sulla #38. Al termine delle prime due ore il vantaggio del leader della corsa rasenta il minuto. Sintesi Daytona

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L’Oreca #52, che si stava mantenendo saldamente in testa durante la metà della seconda ora di gara, ha pittato e ha messo in pista Boulle, che ha mantenuto la P1. Alle sue spalle Newey su Oreca #81 e Farano sulla #8. Brown è vittima di una foratura alla posteriore destra, ma la sua #81 riesce a conservare una preziosa terza posizione.

GTLM

Le Porsche mantengono le prime due posizioni allo start. Al secondo giro, Pier Guidi supera la BMW #24 di Edwards, salvo perdere nuovamente la sesta posizione pochi minuti più tardi.
Garcia con la Corvette è l’unico in grado di tenere il ritmo delle Porsche nei primi giri, arrivando anche al sorpasso di Vanthoor sulla #912 per la seconda posizione.
Dopo i primi 20 minuti, il trio di testa può già contare su una ventina di secondi di vantaggio sugli inseguitori, comunque molto compatti. Sintesi Daytona

A sorpresa in casa Ferrari scelgono per il cambio pilota alla prima sosta, sostituendo Pier Guidi con Calado. La classifica subisce un brusco scossone dopo il primo giro di pit-stop. Le Porsche 911 e 912 si ristabiliscono al comando della corsa. La BMW #25 di Eng sale al terzo posto a discapito di Garcia, mentre lo stesso Calado si porta al 5° posto.

Foto: Twitter, IMSA

Si anima la gara durante il secondo giro di pit-stop. Calado lamenta della perdita di potenza, ma prosegue senza particolari problemi. La BMW #25 di Eng perde diversi secondi a causa delle difficoltà nello sfilare la ruota anteriore destra. Le due Porsche arrivano quasi al contatto in corsia box, ma Tandy conserva la posizione su Vanthoor. La battaglia tra le due vetture tuttavia prosegue ancora in pista.

Ferrari apre la seconda ora di gara con un pitstop, dopo un fantastico stint di Davide Rigon; l’italiano, giro dopo giro, riesce a recuperare qualche posizione e mantenersi 5° nella categoria. A tre ore dall’inizio gara, la Ferrari #62 ha affidato il suo volante a Daniel Serra; con la sosta il team ha sfortunatamente perso due posizioni. Un’ora dopo la lotta tra i primi tre – #912, #911 e #24 – è ancora serrata, con le due Porsche e la BMW racchiuse in circa un secondo. Problemi apparenti per la #25 durante il FCY. Catsburg ingaggia un duello con Tandy e riesce a spuntarla. Botto finito bene in curva 1 per la #3 e la #98, immediatamente posto sotto investigazione.

GTD

Robinchon su Porsche conserva la testa della corsa alla partenza, ma il primo degli inseguitori diventa Foley con la BMW #96, che scavalca la Ferrari #63 di Westphal.
Bisogna aspettare cinquanta minuti prima che cominci il valzer dei pit-stop. Robichon tiene la testa della corsa, davanti a Hindman sulla Acura #57. In terza posizione troviamo la Ferrari #63 di Scuderia Corse, mentre la BMW #96 scivola al quarto posto, prima di scavalcare nuovamente la vettura di Maranello.

Allo scoccare dei 100 minuti di gara, la #63 perde un’altra posizione a vantaggio dell’Audi #88, che con Ineichen conclude un gran sorpasso all’esterno di curva 1. È Dennis Olsen su Porsche #9 a tenersi in testa sul gruppo dopo due ore dal semaforo verde, con Auberlen sulla BMW #96 al suo inseguimento. L’Audi #88 fa una sosta, piuttosto lenta, e fa entrare Morad in pista al posto di Ineichen.

La Huracan #48, con Sellers al volante, si porta dietro Olsen, che mantiene saldamente la prima posizione della sua categoria. Lars Kern si mette in testa allo scadere della terza ora di gara; ottima prestazione per Alessandro Balzan, 4^ posizione. Brutto contatto tra la #23 e la #47, che cercava di rientrare in pit lane: si decide per il FCY a cinque ore dallo start. Molti equipaggi approfittano della situazione per effettuare un pit stop. Si segnala un contatto tra la #74 e la #88.

Tempi e classifiche complete sono reperibili in aggiornamento a questo link.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.