24 Ore di Daytona | Sintesi finale: Vince Daytona la Konica Minolta Cadillac #10

Tanta azione nelle ultime 6 ore della 24 ore di Daytona 2020. ecco la sintesi con tutti gli aggiornamenti sui momenti salienti. Se vi siete persi i dettagli precedenti sulla corsa ecco la sintesi dopo 18 ore

Foto: Twitter IMSA

La sintesi dopo 18 ore

DPi

A poco meno di sei ore dalla conclusione, l’ingresso di una Safety Car per l’uscita di scena della Mercedes #74 riapre la lotta per la vittoria.
Briscoe sulla Cadillac #10 vede il proprio vantaggio su Duval con la #5 completamente vanificato. Le due Mazda rimangono le uniche vetture non doppiate. Tincknell con la #55 insegue in terza posizione, davanti alla #77 di Pla. sintesi Daytona
Briscoe tuttavia deve scontare un drive through per non aver rispettato il semaforo rosso in uscita dai box durante la safety car, finendo col perdere un giro. Duval sale quindi in prima posizione, seguito dalle due Mazda.

Alla diciannovesima ora, il ritiro della Lamborghini #19 provoca un altra safety car. Briscoe con la #10 si sdoppia e si porta in terza posizione tra le due Mazda. Passano pochi minuti e un’altra Lamborghini, la #47 causa l’ennesima full course yellow. Alla bandiera verde Briscoe supera la Mazda di Pla, ristabilendo l’1-2 Cadillac.

L’Acura #6, due giri indietro dalla testa a poco più di tre ore dalla fine, cambia la parte anteriore durante il pit stop. Nel frattempo Bourdais sulla Cadillac #5 perde la sua seconda posizione a vantaggio della Madza #77 con Jarvis al volante; la battaglia fra le DPi si sta facendo sempre più accesa in vista delle ultime cruciali ore di gara.

A due ore e mezza dalla fine la leadership è ancora firmata Cadillac, con la #10 di Kobayashi in testa. La Madza #77 supera la Cadillac #5, che perde la seconda posizione presa qualche giro prima.

Anche per le vetture della classe regina inizia il valzer dei pit stop a 1 ora e mezza dalla fine. La prima a rientrare per cambio gomme e rifornimento e la #5. La mossa costringe la vettura di Kobayashi a rientrare ai box in copertura e attuare la stressa strategia. Probabilmente le vetture dovranno effettuare altri 2 pit stop, ma molto dipenderà dall’evoluzione della gara nelle fasi finali.

55 minuti dal termine, Kobayashi è il primo a rientrare ed effettua quello che probabilmente sarà il penultimo pit stop della 24 ore di Daytona della Cadillac #10. Subito dietro la vettura #5 è costretta ad attuare la medesima strategia. In questo momento della gara si trova a 73 secondi di distanza dal leader in P3.

in P2 a 43 secondi dal leader compare dopo i pit stop la #77.

Kobayashi effettua a 34 minuti dalla fine l’ultimo pit stop della gara. Ora è tempo di dare tutto il possibile in pista essendo rientrato in P2.

Sosta ai box per gli ultimi 30 minuti di adrenalina anche per la vettura # del team Mazda Team Joest.

La classifica di classe vede all’inizio dell’ultima mezz’ora di gara in testa la vettura #10, poi #77 e #5.

Alla bandiera a scacchi l’ordine delle prime vetture è: #10, #77, #5, #6, #85, #55

LMP2

A sei ore dal termine, la classifica vede un cambio al vertice. Hedman sulla vettura #81 prende il comando della corsa a discapito della #52 di Keating. Quest’ultima aveva condotto la gara sin dal via,ma allo scadere della diciottesima ora  è costretta ai box. Keating riesce a ripartire, perdendo tre giri e la testa della corsa.

A circa 4 ore dal termine, nella confusione delle tre safety car, la #52 riesce a recuperare i 3 giri di distacco in poco più di un’ora. La DragonSpeed #81 inoltre presenta un vistoso danno all’anteriore.

L’Oreca #81 e la #52 dettano il passo anche nella ventesima ora; i loro avversari inseguono. Con l’orologio che segna tre ore dalla bandiera a scacchi, Colin, P1, lascia il volante della sua Oreca #81 al collega Ben Hanley.

Nel corso dell’ultima fase di gara entra nuovamente in pista per la #81 Newey dopo la sosta ai box per la vettura leader di categoria. all’uscita dalla pit line rimane saldamente in testa alla categoria e in P8 nella classifica generale.

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Alla bandiera a scacchi l’ordine delle prime vetture è: #81, #52, #18, #8

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GTLM

L’ingresso della safety car accende la lotta in GTLM. Alla ripartenza le Porsche #912 e #911 conducono la corsa separate da pochi decimi. Qualche secondo più indietro troviamo la BMW #24 di Farfus e la Chevrolet #3 di Taylor, le uniche in GTLM a pieni giri.
Il nuovo ingresso della Safety Car quando mancano 5 ore sconvolge la classifica. Serra sulla Ferrari #62 riesce a sdoppiarsi, mentre la #24 supera la 911 in seconda posizione. Poco dopo Edwards supera di forza Jaminet e porta la BMW in testa.

Alla ventesima ora Jaminet si porta nuovamente in P1, mentre Pier Guidi, 4° in classifica GTLM, stava dando il massimo per portare la Ferrari verso il podio. L’italiano, qualche giro dopo, riesce nell’intento e porta la sua Ferrari #62 in terza posizione qualche giro dopo il volante sarà affidato a James Calado. La top 3 rimane invariata.

Allo scoccare delle ultime 2 ore di gara la #24 è la prima rientrare ai box per cambio gomme e rifornimento e dopo 3 minuti la Porsche #912  conquista la testa della categoria. Pochi minuti dopo la anche la #911 affronta la Corvette #3 e riesce a superarla salendo in P3 provvisoria.

Delle tre auto a podio la prima ad effettuare il probabile penultimo pit stop è la #991 che lo effettua con rifornimento e cambio gomme da record.

A 1 ora e venti dalla fine la Ferrari #62 subisce una spettacolare foratura mentre si trova in parabolica. Riesce a rientrare comunque ai box, ma perde molto tempo. I meccanici lavorano molto sulla posteriore destra. Con ogni probabilità la forte esplosione  ha portato la macchina a danneggiare lasse posteriore.

Pit stop anche per la #912 che cede nuovamente la prima posizione alla BMW #24.

La #24 subisce un rallentamento in ingresso ai box a causa di una LMP2 e il motore va in stallo. il tutto va a vantaggio delle Porsche dirette avversarie. a 1 ora dal termine è la #911 a dettare il passo.

A 45 minuti dalla bandiera a scacchi, con una staccata al limite la BMW #24 conquista in curva 1 la testa della classifica di classe a discapito della #911.  Quest’ultima rientra subito ai box per cambio gomme e probabile refuel finale per tentare il tutto per tutto.

Nella frenesia degli ultimi 40 minuti, la #911 imposta male una delle ultime curve e si fa affiancare e superare dalla sorella #912. La #24 rimane da sola in testa.

I distacchi nelle ultime battute della gara rimangono molto rigidi e la leader #24 mantiene gli 8 secondi di vantaggio dalle Porsche inseguitrici.

Alla bandiera a scacchi l’ordine delle prime vetture è: #24, #912, #911, #3, #25

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GTD

Alla diciottesima ora, in GTD la Lamborghini #48 viaggia in testa, seguita da uno scatenato Mirko Bortolotti sull’Audi #88.
A 5 ore e 50 dal termine, la Mercedes #74 di Fraga esce di pista. L’impossibilità nel ripartire costringe i commissari a mandare in pista la Safety Car. La nuova classifica vede quindi Lewis sulla #48 in testa seguito da Vanthoor sulla #88, subentrato a Bortolotti, e Lally sulla Lamborghini #44. Pochi giri dopo il via, Vanthoor sorpassa la #48 all’esterno di curva 1, portando l’Audi #88 al comando.

Sintesi Daytona

A 5 ore dal termine, la Lamborghini #19 con Christina Nielsen prende fuoco e si ritira. Entra nuovamente una safety car, ricompattando il trio di testa. Alla ripartenza Pumpelly è in testa con la #44 davanti a Vanthoor e Lewis, ma dopo pochi giri l’Audi torna in vetta.
Passano pochi giri e la Lamborghini #47 è costretta al ritiro. Nel seguente regime di FCY, il comando passa alla Huracan #48, davanti alla #88 e alla #44.

Successivamente è la Porsche #16 di Long a spuntarla sulle Huracan, rispettivamente al secondo e terzo posto.

Alla 21^ ora Audi rimette in pista l’italiano Bortolotti che con la #88 martella per ridurre il gap con le Lamborghini #44 e #48 con i suoi connazionali Mapelli e Caldarelli al volante e la Porsche #16 di Long. Mezz’ora dopo Mirko riesce finalmente a portarsi in terza posizione, alla caccia delle sue Lambo.

Bortolotti riesce eventualmente ad agguantare la seconda posizione, superando Mapelli. Andrea Caldarelli rimane in testa, nel mirino dell’italiano sull’Audi #88.

La lotta serrata tra le due Lamborghini di Mapelli e Caldarelli si infiamma nelle ultime 2 ore. la vettura #44 riesce a riconquistare la testa e  tener dietro gli inseguitori.

A 1 ora e trenta dalla fine la #44 di Mapelli entra ai box per un pit stop completo con cambio gomme e rifornimento.

il distacco allo scoccare dell’ultima ora rimane fisso sui 12 secondi tra le due Lamborghini in vetta alla corsa.

a 20 minuti dalla fine Caldarelli conduce la gara. I distacchi iniziano a prendere consistenza dato che il diretto rivale in P2 dista circa 20 secondi. Segue a 47 secondi Bortolotti a bordo della sua Audi in P3.

Alla bandiera a scacchi l’ordine delle prime vetture è: #48, #44, #88, #54, #96

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Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.

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