24 ore di Le Mans 2018 | Toyota vince finalmente con Alonso, Buemi e Nakajima!

Prima vittoria per la Toyota, che dopo decenni di delusioni trionfa con una doppietta, con la #8 di Buemi, Nakajima e Alonso sul gradino più alto del podio. Trionfo anche per Porsche in GTE-PRO, con la #92 che va in fuga dopo le prime ore, mentre gli avversari soffrono, tra incidenti, forature e problemi tecnici. In LMP2 la #26 del G-Drive Racing vince con tre giri di vantaggio, e in GTE-AM la #77 del Dempsey-Proton Racing porta a casa il secondo successo, dopo il 2010. 24 ore di Le Mans 2018

LMP1

Fin dai primissimi giri è risultato evidente il margine tra le Toyota e i team privati, che corrono con il solo motore endotermico. La gara delle LMP1 è stata quindi una corsa contro la distanza, e il team giapponese ha fatto tutto il possibile per garantire l’affidabilità delle vetture, giungendo a cambiare l’anteriore durante la notte con una versione più aperta, per gestire meglio il raffrddamento.

© TOYOTA MOTOR CORPORATION 24 ore di Le Mans 2018
© TOYOTA MOTOR CORPORATION

La #7 e la #8 hanno inizialmente fatto la staffetta in testa, fin quando poco dopo la mezzanotte la #8 è stata penalizzata per eccesso di velocità in una slow zone (la virtual safety car “a settori”, caratteristica unica di Le Mans), mentre era al volante Buemì. Lo stint successivo di Fernando Alonso, durato ben quattro rifornimenti, circa dall’1:50 alle 4 di mattina, vede una grande rimonta del pilota spagnolo, che da più di due minuti dopo lo stop&go si porta a meno di 40 secondi dalla #7.

© TOYOTA M. C.

Il sorpasso avviene alle 6:30 con Nakajima, che da lì si allontana dall’auto di Conway-Kobayashi-Lopez. Una seconda penalità per eccesso di velocità in slow zone viene comminata a entrambe le Toyota, senza cambiare la classifica. Mentre la #8 accumula vantaggio durante la mattinata, Lopez sulla #7 va in testacoda, perdendo ulteriormente tempo.

Alle 13:21 è sempre la #7 a causare preoccupazione: poco dopo il traguardo inizia a girare lentamente, ma l’allarme rientra: semplicemente Kobayashi si era dimenticato di rientrare ai box. Un inconveniente un po’ assurdo che serve la vittoria alla #8 su un piatto di argento.

Fernando Alonso, dopo un notevole stint notturno, adesso ha solo la 500 Miglia di Indianapolis da aggiungere ai suoi trofei per completare la Triple Crown. La Toyota dopo trent’anni di tentativi, risultati spesso in clamorosi fallimenti, può finalmente assaporare la gioia della vittoria.

La gara dei privati inizia subito male: la #4 ByKolles fatica a partire, e la Rebellion #1 di Lotterer si scontra con una Toyota al via, perdendo l’anteriore e coinvolgendo anche la #10 DragonSpeed. La DragonSpeed #17 per alcune ore rimane in terza posizione, mentre le Toyota si allontanano, mentre la gemella #11 (guidata anche da Jenson Button) soffriva di numerosi problemi tecnici. La #17 però si elimina dalla gara con un incidente alle curve Porsche. Il pilota Isaakyan prova in tutti i modi a riportare ai box la vettura, ma il cambio è distrutto, e la vettura si ferma in pista.

Il terzo posto viene quindi ereditato dalla Rebellion #3 che lo mantiene fino al traguardo. La Bykolles e la Dragonspeed terminano la loro corsa dopo alcune uscite di pista, mentre le due Ginetta del CEFC TRSM Racing, nonostante il passo lontanissimo anche rispetto agli altri privati, sono riuscite a giungere al traguardo con la #5, a differenza della #11 SMP Racing. Il distacco con le due Toyota per la Rebellion #3 è risultato alla fine di 12 giri rispetto alla #8. In conclusione un monologo Toyota, contro auto non ancora mature.


LMP2

Dopo un avvio molto competitivo, dominio assoluto della #26 del G-Drive Racing, con al volante Roman Rusitov, Andrea Pizzitola e Jean-Eric Vergne, che hanno preso la testa della corsa già durante la prima ora, senza mai lasciarla, dando ben 3 giri alla #36 Signatech Alpine, seguita dalla #39 Graff-SO24.
Problemi tecnici, incidenti e penalità hanno afflitto la concorrenza, in particolare i campioni in carica del Jackie Chan DC Racing.

GTE-PRO

Porsche domina dall’inizio alla fine la gara, vincendo infine con la #92 “maialino rosa” di;Christensen, Estre e Vanthoor, che approfittando di una slow zone, riesce a andare in fuga, senza più essere ripresa, per più di 20 ore.

La #91 si prende la piazza d’onore dopo un’intensa battaglia con la Ford #68 nella;mattinata, che infine cede alla difesa di Makowiecki..

La Ford #67 non riesce a mantenere il passo degli altri due e si accontenta della quarta posizione.

La Corvette #63 guadagna una quinta posizione,;dopo una gara abbastanza regolare, ma senza mai preoccupare i primi.

La prima Ferrari è la #52 di Derani, Giovinazzi e Vilander, che giunta anche in terza posizione, giunge sesta dopo ben tre penalità. Il BoP in generale non era positivo per le vetture rosse, ma errori dei piloti, problemi meccanici e;anche un po’ di sfortuna vedono la #51 ottava e la #71 addirittura decima. Nota di merito per Antonio giovinazzi, all’esordio a Le Mans.

Le BMW dopo aver in alcuni frangenti lottato contro le Ford e le Porsche concludono la;gara con un ritiro per la #82 e un dodicesimo posto per la #81.

Le Aston Martin, pur girando in maniera regolare, non avevano semplicemente il;passo per lottare e concludono in nona e tredicesima posizione rispettivamente con la #95 e la #97.

Ritiro per la Corvette #64 e la Porsche #94.

GTE-AM

La Porsche #77 (Ried-Campbell-Andlauer) del team Dempsey-Proton racing, finanziato dal noto attore e;pilota amatoriale, 2° posto in GTE-Am a Le Mans nel 2015, conquista la gara nella categoria per i;piloti non professionisti (coadiuvati in genere da due professionisti).

Anche qui gara in fuga fin dalla terza ora, con concorrenza limitata alla Ferrari #54 del team Spirit of Race che conclude;in seconda posizione, e le altre Ferrari #84 JMW Motorsport e #85 Keating Motorsports, con quest’ultima che termina al secondo posto.

In conclusione

Non è certo stata la 24 ore più eccitante degli ultimi anni, e si sente la mancanza di un vero costruttore,;le Toyota, pur non risparmiandosi coi tempi (Buemì ha girato in 3:17.658, appena due decimi sopra il record in gara),;non ha mai veramente avuto concorrenza e ha corso contro se stessa.

La classe LMP2, che pure l’anno scorso aveva regalato magnifiche battaglie in notturna per la prima posizione, quest’anno non si è replicata.

In GTE-PRO l’anno scorso la prima posizione era stata decisa all’ultimo giro, mentre quest’anno la #92 è andata assolutamente in fuga.

Ogni tanto ci sta, non è possibile chiedere a una 24 ore, anche se è Le Mans, un arrivo in volata. Si spera che con i nuovi regolamenti le gare di durate si rinvigoriscano, con nuovi costruttori, e costi più bassi.

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24 ore di Le Mans 2018 | Toyota vince finalmente con Alonso, Buemi e Nakajima!
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Francesco Ghiloni

Studente e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.