50 sfumature di auto: 3000 km con un SUV Plug-in Hybrid…tutta la verità!

Abbiamo avuto modo di guidare per sessanta giorni un SUV 4×4 Plug-in Hybrid del segmento C. Ecco come è andata.

Finalmente possiamo tornare a tirar tardi la sera, magari girando per locali. Se dopo aver comprato il vostro SUV Plug-in Hybrid volete andare al bar a vantarvi con i vostri amici sul fatto che siete in grado di percorrere più di 50 chilometri con la sola trazione elettrica, scordatevi del climatizzatore, delle accelerate poderose e delle staccate mozzafiato. BMW X1 

Dimenticate tutto quello che facevate al volante e guidate come “l’uomo con il cappello”. Ripartiamo dall’inizio. Ho utilizzato per sessanta giorni e 3.000 chilometri un SUV 4×4 Plug-in hybrid del segmento C. Non vi dirò quale e lascerò a voi, se ne avrete voglia, la possibilità di indovinare marca e modello. BMW X1 

First impression

Appena mi sono messo alla guida di questa bella PLUG-In Hybrid l’impressione di guida è stata fantastica: una coppia prontissima e silenziosa. Il motore elettrico che sin dai primi giri motore ti regala già tutto quello che ha da dare e se pesti a fondo l’acceleratore, o metti il cambio in Manual/Sport, i due propulsori lavoreranno assieme erogando una potenza complessiva di oltre 200 cavalli e una coppia di 385 Nm. Da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi. Divertente! Quel primo giorno ho capito finalmente perché in Formula Uno da qualche anno parlano di Power Unit e non più di motore. Prestazioni a parte, chi come me scende dal diesel penserà di essere entrato nel futuro della mobilità in quanto a rumore e vibrazioni. Davvero un buon inizio.


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Ma dove la ricarico?

La prima sera di nozze con la mia plug-in comincia però a sorgermi un dubbio: perché devo già ricaricare la batteria se ho percorso solo venticinque chilometri? Sarà perché ho guidato come un adolescente che sfida gli amici sui go-kart a noleggio? Non voglio pensarci ora. La presa Schuko in garage andrebbe benissimo per ricaricare…peccato che nel mio box non ci sia. Ok, é l’occasione per cercare una delle colonnine pubbliche di cui si parla tanto. Su questo sono fortunato: a cento metri dall’ufficio ce n’è una.

L’indomani installo l’APP indicata sulla colonnina stessa e scopro che l’operatore della mia città propone, una tariffa flat di 30 euro al mese per ricaricare quanto voglio. Benone! Ogni ricarica alla colonnina costerebbe 0,4€ al kWh che per i 10 kWh della mia batteria porterebbe il totale a 4 euro. Con sole 7 ricariche e mezzo mi ripagherò l’abbonamento. Per me che dal lunedì al venerdì faccio solo città, dall’ottava ricarica mensile in avanti viaggerò a zero emission e a zero euro. Non male! Metto subito i dati della mia carta di credito…prima che cambino idea su questa tariffa flat.  Questa prima ricarica dura circa tre ore visto che la batteria è quasi completamente scarica. Per ora tutto bene.

Autonomia in elettrico: un mistero!

Va bene che ora posso ricaricare la mia SUV alla spina anche tutti i giorni senza preoccuparmi del costo…ma perché continuo a percorrere solo 25-30 chilometri in elettrico? Caspiterina…per non dire peggio…questo arcinoto costruttore dichiara oltre 50 chilometri di autonomia per ogni ricarica!!!! Vado in fissa su questo aspetto e per quindici giorni le provo tutte pur di arrivare a percorrere i famigerati 50 chilometri in elettrico promessi. Per via delle limitazioni legate alla pandemia sto girando solo in città, quello che dovrebbe essere il luogo ideale per la guida in elettrico. Dopo vari esperimenti e peripezie arrivo a percorrerne 36 km con una ricarica guidando come una lumaca tra casa e ufficio e con il clima spento. Ma sono su un SUV da 200 cavalli che costa 50k. Tutto questo ha un senso?

La prima trasferta autostradale

Arriva il primo viaggio: 400 km tutti d’un fiato. Scelgo di andare solo a benzina e metto la modalità di guida “Save” con l’obiettivo di risparmiare i 20 km di autonomia elettrica residua della batteria per quando arriverò a destinazione. Nei primi 100 chilometri mi accorgo che la lancetta della benzina è scesa come se il serbatoio fosse bucato e noto che magicamente l’autonomia in elettrico è salita a 44 km. Ma porca zozza, a casa mia “Save” vuol dire risparmio! Ancora una volta penso al costruttore blasonato che mi ha gabbato in questo modo. BMW X1 

Faccio una telefonata ad un amico espertone e scopro che in realtà è colpa mia. Come sempre non mi sono dato la pazienza di leggere tra le pieghe del libretto di uso e manutenzione dove avrei trovato la spiegazione: in modalità “SAVE” l’auto consuma come una petroliera perché oltre a sfruttare la trazione termica, ricaricare la batteria…mannaggia mannaggia! Con soli 35 litri di serbatoio devo fermarvi per un pit stop anticipato a cui non ero abituato. Il benzinaio mi chiede: “Si risparmia con queste?” e io rispondo “Si guidano molto bene….” per non fare la figura del citrullo. La dura realtà è che ho sotto il cofano un turbo tre cilindri molto divertente, che frulla come un forsennato ma che in autostrada si beve 7,6 litri di carburante per fare 100 km. I vecchi 13 chilometri con un litro….di benzina. Inaspettato!

Percorso extra-urbano: la quadratura del cerchio

Le limitazioni agli spostamenti sono finalmente terminate e in un giorno festivo percorro la Statale Gardesana che collega Brescia a Trento. Obiettivo: gita a Pinzolo. 114 chilometri di traffico scorrevole con qualche attraversamento cittadino. Velocità media: 70 km/h. La batteria è carica e il serbatoio di benzina pieno. Questa volta non mi faccio fregare e metto la modalità “AUTO”. Cara la mia ibrida plug-in, fai come cavolo ti pare e decidi tu come viaggiare. Miracolo! I primi cinquanta chilometri sono quasi completamente elettrici.

L’extraurbano è davvero il suo terreno di gioco. A seguire il termico si dimostra parsimonioso. Nel parcheggio del Palazzetto dello Sport di Pinzolo trovo una colonnina di Enel X libera ma ho troppo poco tempo e decido di non ricaricare perché mi aspetta una camminata in Val di Genova con annesso tagliere di salumi e formaggi presso una splendida baita. Al ritorno in città trovo un po’ più di traffico ma mi accorgo che l’auto nelle lunghe discese rigenera la batteria che continua così a dare il suo contributo. BMW X1 

Risultato finale: ho percorso 250 chilometri con 8,75 litri di benzina. 28, 5 chilometri con un litro. Se mi fossi dato la pazienza di ricaricare per il ritorno sarebbe andata ancora meglio. Mui bien!

Bilancio complessivo

Non fatevi fuorviare dalle mie paturnie iniziali. Una vettura plug-in Hybrid per la maggior parte delle persone, che in Italia percorrono meno di 15.000 chilometri all’anno, rappresenta il futuro. Mixare un turbo benzina di piccola cilindrata con un propulsore elettrico rende la vettura performante ed efficiente. Se come me dal lunedì al venerdì fate solo città, il SUV non è la Plug-in ideale. In ogni ripartenza il suo peso si fa sentire e “ammazza” l’autonomia. Ma se i vostri percorsi sono saltuariamente autostradali e per la maggior parte misti urbano-extra urbano andrete alla grande. Pensate anche al valore residuo di queste auto. Tutti gli operatori di mercato, compresi i noleggiatori che fanno cospicui investimenti sui loro parchi auto, stanno aspettando Plug-in ed elettriche perché ne prevedono un’ottima rivendibilità sul mercato dell’usato nei prossimi anni. Chi vivrà vedra! BMW X1 

Allora avete indovinato di che auto si trattava?

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Marco Cucchi

Formatore, consulente e coach nel settore automotive, cofondatore di HL Consulting srl, appassionato di Motorsport, autore del libro "Ayrton Senna, io c'ero" Edizioni Acar.