50 sfumature di auto. Ancora dubbi sull’elettrico? Il fact checking delle affermazioni del Vettel opinionista

Quando ho scoperto l’intervista di Vettel rilasciata al sito tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung e AMuS, in cui massacrava le auto elettriche, ho capito subito che il buon Sebastian aveva letto il nostro articolo sulla zia che valuta un’auto a emissioni zero e si stava prendendo gioco di noi. Gli amici della redazione di F1INGENERALE mi hanno fatto notare che la mia è solo una clamorosa mania di persecuzione ma nel dubbio renderò pan per focaccia al tedesco prendendo tutte le sue affermazioni e le andrò a verificare una ad una. Vettel auto elettriche

Vettel auto elettriche
Foto Ferrari

Premesse doverose

Il buon Sebastian è un grande pilota, un quattro volte campione del mondo e ha accumulato un patrimonio stimato in 245 milioni di dollari [fonte it.mediamass.net] guidando vetture super efficienti ma che, per avere quelle prestazioni, percorrono in media tre chilometri con un litro di benzina e quindi, purtroppo, emettono CO2 come se non ci fosse un domani.

Vettel è un grande appassionato di auto e nella sua collezione privata vanta vetture di grande prestigio tra cui una Ferrari 430 Scuderia (consumo reale 3,93 km/lt), una Porsche 911 GT2 RS (consumo reale 4,87 km/lt) e una Mercedes SL 65 AMG Black Series (consumo reale 3,83 km/lt). [Fonte consumi motoreu.com.]

Ho un mio amico di Rimini che con queste premesse avrebbe già detto a Sebastian: “Non fare il patacca! A parlare di elettrico sei credibile come Chef Cannavacciuolo che dà consigli sulle diete vegane.” Noi non siamo così frettolosi nei giudizi e in fondo a questo ragazzo della Formula 1 vogliamo bene, non solo per le emozioni regalate in rosso ma anche per la correttezza e dignità che ha dimostrato in Ferrari dopo lo schiaffone di benservito che ha ricevuto prima dell’inizio della stagione 2020. Ma passiamo ai fatti.

 

FACT CHECK 1. Affermazione di Vettel: “Ad un certo punto dovremo accettare che le auto che amiamo, quelle con cui abbiamo imparato a guidare, non saranno più costruite. Continuo a pensare che potremo continuare a guidarle. Altrimenti sarebbe un crimine”.
VERO…ma con riserva
Una recente indagine condotta da Bloomberg ci dice che solo nel 2038 le immatricolazioni delle auto elettriche supereranno quelle delle auto termiche: 42,4 milioni per le prime, 41,8 milioni per le seconde. Dunque tra 18 anni avremo ancora in produzione tante auto ibride-endotermiche e carburanti per farle andare. Seb dormi tranquillo.

 

FACT CHECK 2. Affermazione di Vettel: “Non ritengo che le auto elettriche risolvano tutti i problemi di questo mondo. Secondo me, è una tecnologia sbagliata: è troppo costosa e non è così pulita come alcuni vogliono farci credere”.
FALSO
I due ricercatori Brian Cox e Christian Bauer del Paul Scherrer Institut hanno esaminato l’intero ciclo di vita dei veicoli elettrici e termici: non solo le emissioni di CO2 quando il veicolo è in funzione, ma anche le emissioni che si verificano durante la produzione e lo smaltimento dell’auto e quelle derivanti dalla produzione del rispettivo carburante. Ecco il risultato di oggi e in previsione del 2040:

Auto elettrica
122,2 grammi di CO2 (89,2 dalla produzione, 33 dal carburante)
101,4 grammi di CO2 nel 2040

Benzina
293,7 grammi di CO2 (64 dalla produzione, 229,7 dal carburante)
194,8 grammi di CO2 nel 2040

Per i due ricercatori, il principale beneficio sull’ambiente è che ogni auto elettrica prenderà vantaggio da una sempre migliore produzione di energia elettrica. Un veicolo endotermico, invece, avrà le stesse emissioni per tutta la sua vita utile senza migliorare mai.

 

FACT CHECK 3 “Pensate al problema di liberarsi delle batterie. La gente è contenta perché non inquineranno in casa loro, ma lo faranno comunque da qualche altra parte”.
FALSO
Sfatiamo questo mito: dopo 2500 cicli di ricarica, le batterie hanno ancora un contenuto energetico dal 70 all’80 percento della loro capacità originale e hanno davanti a loro una seconda vita in cui possono continuare ad essere utilizzate come accumulatori statici nell’edilizia per immagazzinare l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Un esempio? Lo stadio dell’Ajax illuminato grazie alle vecchie batterie delle Nissan Leaf. Inoltre, anche dopo trent’anni di utilizzo, più del 90 percento del cobalto e del nichel delle batterie può essere riciclato.

 

FACT CHECK 4 “Bisogna distinguere: noi facciamo uno spettacolo e quindi si tratta di qualcosa che ha a che fare con le emozioni. Se offri solo un gioco di luci laser in un concerto rock, manca qualcosa…. Possiamo eliminare tutto ciò che è inutile a partire da aerei di linea e parate militari”.
VERO
In Formula 1 il  punto cruciale non sono le emissioni delle vetture. La quantità di CO2 in F1 prodotta in un anno è pari a 256 mila tonnellate e la fonte di maggiore inquinamento proviene dal settore logistico, tutti i viaggi aerei e marittimi necessari per spedire le apparecchiature, contro l’8% delle emissioni delle piste. [Fonte F1.com]

F1 Carbon Footprint

In realtà la Formula 1 sta già facendo grandi passi per trovare un equilibrio tra spettacolo e ecologia. Oltre ad una logistica ottimizzata già per il 2025 le monoposto di Formula 1 avranno un’ibridazione più “spinta” e utilizzeranno biocarburanti di seconda generazione interamente sostenibili. Obiettivo: far diventare la Formula 1 totalmente “carbon neutral” entro il 2030.

 

Conclusioni

Caro Seb, ti abbiamo perdonato per l’uscita di pista ad Hockeniem del 2018 quando eri in testa alla gara e al campionato, figurati se non ti perdoniamo per qualche affermazione avventata.

La cosa importante è che i grandi campioni, che come te hanno grande seguito, si rendano conto che con i dilaganti fenomeni di cialtronismo in rete (noto come analfabetismo funzionale cioè diffusione di notizie non vere) ci sono molte persone che leggono solo il titolo di un’intervista e la prendono come riferimento per continuare a non capire una mazza di dove sta andando il mondo.

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Vettel critica l’ibrido e la sostenibilità in F1: “Eliminare tutto ciò che è inutile a partire da aerei di linea e militari”

Marco Cucchi

Formatore, consulente e coach nel settore automotive, cofondatore di HL Consulting srl, appassionato di Motorsport, autore del libro "Ayrton Senna, io c'ero" Edizioni Acar.