50 sfumature di auto – Incentivi auto…ma servono ancora? E per l’elettrico?

Nell’ultimo articolo di questa rubrica ci siamo divertiti prendendo un po’ per i fondelli il buon  Vettel, reo di aver massacrato su tutta la linea la mobilità elettrica.  In questo articolo invece guarderemo  più da vicino gli incentivi auto.

Il fact checking proposto ha acceso qualche polemica ma con pazienza e sangue freddo abbiamo risposto un po’ a tutti. Detto questo non mi sarei mai aspettato che l’attacco frontale più dirompente arrivasse da parte di un amico storico. Gli voglio bene come a un fratello ma Mario (“il Mario” come dicono dalle sue parti) è un po’ come Vettel, non proprio uno stinco di santo in tema di motori ecologici e forse il suo giudizio è un tantino di parte. Per intenderci è un personaggio che si ostina a guidare (blocchi permettendo) una Land Rover Defender Euro 3 pur abitando in centro a Milano… incentivi auto

Ecco il suo testuale commento: “I produttori di auto stanno correndo troppo…nessuno le vuole queste elettriche. Nel tuo articolo poi parli di incentivi grazie ai quali le auto elettriche diventano competitive. Basta incentivi! Basta dare soldi alle case automobilistiche per vendere queste lavatrici con le ruote e la batteria! Se c’é bisogno di incentivi non funziona, elettrica o meno!”

Chi pensa che dopo questo suo sfogo io l’abbia mandato a quel paese rimarrà deluso. Al contrario, l’ho ringraziato! Grazie Mario! Rispondendoti ho l’opportunità di fare chiarezza sul tema degli incentivi per auto.

“Le case automobilistiche stanno correndo troppo…nessuno le vuole queste elettriche”.

Chi sta correndo in realtà è l’unione Europea. Con l’accordo di Parigi del 2016, per limitare i cambiamenti climatici, la UE si pone l’obiettivo di “realizzare la transizione verso quota zero emissioni entro il 2050”. Le case automobilistiche non possono che adeguarsi pena sanzioni bestiali. Proviamo a semplificare facendo un esempio. Nel 2020 un costruttore multi-brand vende in Europa 2 milioni di auto. La media delle emissioni della sua gamma è di 105 grammi di anidride carbonica al chilometro superando di 10 grammi il limite previsto dalla UE (95g/co2). A quanto ammontano le sanzioni per questo gruppo? Sono 95 euro per ogni grammo di Co2 di troppo, moltiplicato i veicoli venduti. Nel nostro esempio € 95 x 10 x 2.000.000 = un miliardo e novecentomila euro…..una mazzata! (Fonte: https://www.dealerlink.it/limiti-emissioni-co2-multa-case-auto-normativa-2020/). E’ scontato che spuntino come funghi i progetti delle elettriche di tutte le case per abbassare la media delle emissioni.

 

Basta incentivi! Basta dare soldi alle case automobilistiche per vendere le auto!

Gli incentivi auto hanno sempre funzionato: sostengono il mercato e sono un volano per il gettito fiscale dell’IVA. Se uno Stato, con un incentivo di 1500 euro, convince migliaia di famiglie ad anticipare l’acquisto di un’auto nuova, parsimoniosa e più ecologica da 15.000 euro, incassa 2.704 euro di IVA, importo superiore all’incentivo stesso. Potremmo dire che lo Stato prende due piccioni con una fava: meno emissioni e sostegno del gettito IVA.

Con le elettriche è lo stesso. Prendiamone una da 35 mila euro. Anche senza rottamazione lo Stato garantisce al cliente 5.000 euro tra ecobonus e incentivo. Ma a quanto ammonta l’IVA che verrà incassata dallo Stato stesso? E’ sufficiente per bilanciare gli incentivi? Si. In ogni caso non dimentichiamo ancora una volta le indicazioni dell’Unione Europea: “Il meccanismo di incentivazione deve essere concepito in modo da promuovere la diffusione di veicoli a zero e a basse emissioni”. Per tutti coloro che stanno pensando di cambiare l’auto ecco dove trovare una sintesi degli incentivi 2021: https://www.ipsoa.it/documents/finanziamenti/imprenditoria/quotidiano/2021/01/07/incentivi-auto-regole-acquisti-scontati


 

In conclusione:

L’Unione Europea e le altre nazioni industrializzate non possono più tergiversare, l’aumento della Co2 comporta l’effetto serra e il drammatico cambiamento del clima. Le polveri sottili hanno invece una stretta correlazione con gli aumenti delle neoplasie. Scacco matto!

Le case automobilistiche si stanno adeguando per evitare o limitare sanzioni pesantissime.

Gli automobilisti, in media, non stanno più capendo una mazza.

Ecco che spuntano gli incentivi economici che come abbiamo visto mettono d’accordo tutti. Per noi i più efficaci sono quelli destinati a chi acquista auto a motore termico con minori emissioni perché fanno sostituire auto vecchie a milioni di persone e non a poche migliaia di elettro-compatibili.

Per quanto riguarda te, Mario, vai tranquillo. Secondo Bloomberg nel 2038 il 50% delle auto saranno ancora a motore a scoppio. Conoscendoti tra queste ci sarà ancora il tuo Defender.

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Marco Cucchi

Formatore, consulente e coach nel settore automotive, cofondatore di HL Consulting srl, appassionato di Motorsport, autore del libro "Ayrton Senna, io c'ero" Edizioni Acar.