50 sfumature di auto – Nostalgia da salone dell’auto? Uno sguardo a quell’ultima edizione di Ginevra… [Parte 1]

In questo 2021 a molti appassionati di auto e professionisti del settore come me sta salendo la malinconia da Salone dell’Automobile. Nel vecchio continente stavano già diventando rari ma con la pandemia tutto si è completamente arrestato. Non rimane che tuffarmi con nostalgia negli scatti che ho raccolto durante l’ultima edizione del Salone di Ginevra. salone dell’auto

Tutto nasceva dal desiderio di un papà, che per gli 80 anni aveva manifestato il desiderio di visitare uno di questi eventi internazionali. Da appassionato di auto italiane e sportive, voleva capire come si erano trasformate negli ultimi anni, dopo aver tanto sentito parlare di Elettricità, Internet e Guida Autonoma!

Dopo una “frugale ed economicissima” colazione, e aver parcheggiato agevolmente il SUV 6×6 davanti all’Hotel, grazie al puntuale trasporto pubblico svizzero raggiungevamo il palaexpo di Ginevra. salone dell’auto

Scherzi a parte, abbiamo cercato di scoprire il salone con la nostra visuale, provando ad immaginare la prospettiva delle nuove generazioni, ma anche di chi l’auto nel nostro paese l’ha vista crescere e diventare importante.

Quello che colpiva subito a Ginevra era la folla: tanti, forse troppi visitatori per poter ammirare e osservare le vetture con la dovuta tranquillità. Ma l’entusiasmo, il numero enorme di giovani appassionati che correvano da uno stand all’altro, risvegliarono in me un pizzico di ottimismo per il futuro dell’automobile. Non potevo immaginare il 2020…


L’impressione che ho avuto quel giorno fu che l’Auto e la passione per i motori fossero più vive che mai, anche tra i più giovani. Un indizio?

Le tante supercar, irrazionali e senza logica, forse anche un po’ anacronistiche e politicamente scorrette; dall’alto del loro design, a volte così sfacciato, rimangono intriganti oggetti del desiderio a debita distanza dalla massa dei visitatori.

Circondati da mille click di smartphone diventò difficile, se non impossibile, vederle da vicino, eppure erano sempre loro le regine della kermesse: gli stand di Bugatti, Lamborghini, Bentley, Pagani e Ferrari, come di altri premium brands, erano letteralmente presi d’assalto.

Dopo aver letto più volte di come l’automobile sia destinata ad un futuro fatto di elettrodomestici a batteria senza anima e personalità, fu senz’altro un bel guardare.

Qualcosa di terribilmente nuovo però c’era ed era ancora più evidente, guardando ai costruttori premium tedeschi e al loro storico conformismo.

La tempesta di elettroni che si sta abbattendo sul nostro concetto di mobilità può esplodere dappertutto, a partire dagli storici sostenitori della motorizzazione diesel.

È il salone del vecchio e del nuovo, della grande profusione di proposte e alternative, che possono confondere: Ibrido, Plug-In, Elettrico?

C’è chi come KIA cercava di spiegarlo facendoci giocare con tempi di ricarica, autonomia, potenza, con un pannello degno di Star Trek. Riusciremo ad abituarci a tutto ciò, prima o poi?

Su un altro versante, quasi artigianale, era un fiorire di idee nuove ma comunque completamente elettrificate, come la sportiva Swiss-Made della Piech, la Mark Zero. Potrà piacere o no con le sue linee retrò che celano la pulizia tecnologica del Full- Electric, ma il futuro è anche questo: ci si aspetta l’elettrificazione di massa mentre l’elettrico sta arrivando dall’alto, dal mondo delle vetture esclusive.

Anzi, la normalizzazione del design rispetto alle proposte pionieristiche di qualche anno fa ci portano a toccare con mano quanto comunicato dai designers: non più linee anticonvenzionali per identificare le auto elettriche come un vezzo o un mondo a sé, ma forme decisamente filanti e gradevoli.

Passammo ad altri stand incontrando vetture pronte ad essere immesse sul mercato e veri fenomeni di massa. L’esclusività e le tendenze mainstream si fondono: stiamo parlando dei SUV, che ormai hanno colonizzato il terreno di qualunque costruttore, anche di lusso, Aston Martin o Rolls-Royce compresi. Potevamo forse farne a meno, ma il mercato li chiede, li ama ecosì sia. salone dell’auto

Poi tornammo al Salone futurista, che premia il design fatto da linee piene di spigoli. Un assaggio la magnifica Peugeot concept E-legend.

“Unboring the future” dicono in Peugeot: perché il futuro deve essere noioso?

Seguiva a ruota Subaru, con un netto taglio – anzi una serie di tagli, che producono spigoli – alle banali linee attuali, prefigurando il nuovo corso stilistico del marchio con il concet Viziv.

Sempre sull’onda del design trovammo Led ovunque: che cingono la vettura, congiungono idealmente i fari, l’anteriore col posteriore, in maniera trasversale o addirittura longitudinale. Un assaggio di futuro tra luci e ombre del concept IMAGINE di KIA, e di quello Renault EZ-ULTIMO, che forse ha viaggiato nel tempo spingendosi un po’ troppo in là.

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Sembrava essere anche il momento dei Colori Opachi, di nuove vernici che fanno sembrare le carrozzerie più “solide”,;scolpite e “plastiche” senza ricorrere a giochi di luce.

Granturismo affermate o concept che rivisitano la micromobilità urbana, il tono “solido” piace a tutti

To be continued…

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Giacomo Vitali

Ingegnere meccanico, si occupa di formazione tecnica nel settore automotive, cofondatore di HL Consulting srl, appassionato di Motorsport.