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F1 Academy, Maya Weug in ESCLUSIVA: “La prima volta alla Ferrari Driver Academy, da pelle d’oca”

La pilota della fucina del Cavallino si è aperta ai nostri microfoni per ragionare sul suo impegno attuale, ma anche sul passato e sul futuro.

Nel corso dell’ACI Racing Weekend di Imola, abbiamo avuto l’occasione di intervistare Maya Weug, pilota Ferrari in F1 Academy e membro della Ferrari Driver Academy. Nata lungo le rive della Costa Blanca spagnola da madre belga e padre olandese, Weug ha cominciato ben presto a farsi spazio nel mondo del motorsport. Dopo avere preso parte a diverse competizioni di karting, sia nazionali che internazionali, la pilota olandese ha debuttato in monoposto nel 2021, prendendo parte sia al campionato italiano di Formula 4 che a quello tedesco.

La vittoria nella competizione Girls on Track Rising Stars in quel medesimo anno le aprirà le porte dell’Academy della scuderia di Maranello: è la prima donna a raggiungere questo risultato. Weug ha inoltre partecipato alla stagione 2023 della Formula Regional European Championship by Alpine, finendo terza nella classifica dei rookies e diciassettesima in quella generale.

Maya Weug F1 Academy Ferrari Driver Academy
Maya Weug sul podio a Jeddah – Fonte: Scuderia Ferrari Driver Academy via X

Al momento, la pilota della Ferrari Driver Academy è impegnata in F1 Academy, la categoria femminile consacrata a coltivare la Formula 1 del futuro. Portabandiera della Rossa, Weug ha conquistato ben due podi nel primo appuntamento di stagione a Jeddah e ha chiuso le due gare a Miami rispettivamente in sesta e in quinta posizione.

Siede momentaneamente al terzo posto della classifica pilote, preceduta dalla compagna di squadra Doriane Pin e dall’inglese Abbi Pulling. La prossima tappa del campionato avrà luogo al Circuito di Barcellona-Catalogna, nel medesimo weekend della Formula 1.

La nostra intervista a Maya Weug, pilota Ferrari in F1 Academy

Questo è il tuo primo anno in F1 Academy. Pensi che il progetto stia dando i risultati attesi? Vedi, in generale, dei miglioramenti nella percezione mediatica delle donne nel motorsport?

“Secondo me, sì. Il sostegno è aumentato tantissimo in confronto all’anno scorso, anche con tutto il supporto di ogni team di Formula 1. Corriamo nei loro stessi weekend di gara e questo fa vedere a tante ragazze più piccole che ce la si può fare. Tanta più gente inizia a fare karting, inizia a correre. Ci sono anche tanti meccanici e ingegneri donne nel campionato. Il mio ingegnere, ad esempio, è una donna. Sono sicura che, sotto questo punto di vista, sia di grande aiuto.”

C’è una figura femminile nel mondo del motorsport, anche del passato, alla quale ti ispiri particolarmente?

“È un po’ particolare. Quando ho iniziato sui kart in Spagna avevo sette anni. Marta Garcia, che ha vinto la F1 Academy l’anno scorso, frequentava la mia stessa pista ma aveva un paio di anni in più. Era sempre un passo avanti, quindi è sempre stata il mio punto di riferimento, dove volevo arrivare. Lei è stata la mia ispirazione.”

C’è un momento della tua carriera che ricordi con particolare felicità o al quale sei affezionata?

“Ce ne sono un paio. Il primo è più recente, anche se ormai sono passati quasi quattro anni, ed è stato entrare a fare parte della Ferrari Driver Academy. Per me è stato un sogno fatto realtà: vedevo i ragazzi nell’Academy e sono sempre stati bravissimi. La prima volta che ho indossato la maglietta dell’FDA mi è venuta la pelle d’oca. Quello è stato un momento veramente speciale. Mi ricordo poi che, nel 2016, ho vinto la mia prima gara internazionale in kart. È sempre bello ottenere dei risultati, soprattutto quando ci sono tanto lavoro e tanto impegno dietro: ero in una squadra piccola, con solo un meccanico e mio padre!”


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A proposito della Ferrari Driver Academy: come ti aiuta nei weekend di gara e nella tua carriera in generale? Come ti supporta?

“Io abito praticamente a Maranello quindi, quando non sono in pista, sono lì. Ci alleniamo tanto nella forma fisica, per noi è molto importante. Non mi piace quando si dice che per le donne è più difficile. Sembra che stiamo solo guidando, ma in realtà non è così. Dobbiamo fare anche molto mental training, è fondamentale essere concentrati e non essere sopraffatti dalla pressione. Abbiamo sempre dei meeting con gli ingegneri e con altre figure dell’Academy, ci aiutano prima e dopo le gare in modo tale da imparare e da essere pronti per tornare in pista.”

Un’ultima domanda: oltre alla Formula 1, ci sono altri campionati dove ti piacerebbe correre?

“Una gara che mi piacerebbe fare da sempre è la 24 Ore di Le Mans. In alternativa, qualche altra 24h, deve essere bellissimo. Anche l’IndyCar mi ispira, però non i circuiti ovali. Le altre gare mi sembrano molto belle.”


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Crediti immagine di copertina: Maya Weug via X