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F2 | Intervista ESCLUSIVA a Zane Maloney: “È per arrivare in F1 che ho iniziato a gareggiare!”

Direttamente dal paddock di F2 a Monaco abbiamo avuto il piacere di intervistare il leader del campionato Zane Maloney: ecco cosa ci ha raccontato!

La Formula 2 è nel Principato di Monaco per il quinto round della stagione. Noi abbiamo avuto la possibilità di intervistare Zane Maloney, il pilota attualmente in testa al campionato F2 2024. Pilota junior della Stake Sauber, Maloney ci ha parlato delle sua stagione, la sua passione per le corse, la peculiarità di Monaco e le sue ambizioni e prospettive future. Buona lettura!

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Zane Maloney, leader in F2, nel Principato di Monaco.

Al momento sei il leader del campionato, vincere il titolo è l’obiettivo già da inizio stagione? 

Sì, certo. Credo che come squadra vincere il titolo sia sempre l’obiettivo, il campionato a squadre per il team e il titolo piloti per me. Chiaramente finora abbiamo disputato appena quattro round; Monaco è importante per il campionato, l’obiettivo è spingere e fare bene in tutte le gare e così il campionato verrà da sé. Adesso non sono concentrato sul campionato ma allo stesso tempo sono molto concentrato sul performare bene per il team ogni weekend di gara

La costanza sarà la chiave per vincere il campionato?

Sì, certamente. Ma detto questo, bisogna vincere le gare e come hai detto tu essere sempre nelle posizioni al vertice. Certo, non sono qui per vincere il campionato a suon di quinti posti e accontentarmi, non è questo il mio obiettivo. Quindi il mio obiettivo è vincere quante più gare possibile ed essere in alto quanto più possibile. Senza dubbio è una griglia con un livello molto alto, ci sono tanti piloti forti, squadre forti, per cui è difficile. Noi dovremo solo provare a fare il nostro meglio così da poter essere costantemente al vertice. 

Da dove nasce la tua passione per le corse e come essere soprannominato “il ragazzo dalle Barbados” ti sta spingendo nel corso della tua carriera?

La mia intera famiglia è composta da piloti. Corrono più per divertimento in Barbados facendo molto rally, gare su pista ed è un po’ tutta la mia famiglia, i miei zii, mio padre, mio nonno, tre dei miei cugini, mio fratello… Ed è così che è nata, ad uno o due anni respiravo già l’aria delle piste e ho iniziato a tre anni. E poi sì, essere il primo pilota dalle Barbados a competere a questi livelli è fantastico. Non mi aiuta in alcun modo, ma mi dà una spinta mentalmente per continuare a rendere orgoglioso il mio Paese ed esserne il primo a raggiungere la Formula 1


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Parlando di Formula 1, da pilota junior della Stake Sauber, sei sulla lista dei candidati per un sedile l’anno prossimo?

Non posso rispondere perché non ho la lista, non so dove sia! Il mio compito è solo di fare quel che devo in pista. Alle mie spalle ho un management team, ADD Management, che si occupa di tutto ciò che succede fuori dalla pista. Loro possono fare il loro lavoro solo se io faccio il mio! Se comincio a concentrarmi su di loro, allora non ci riuscirò mai. Quindi mi concentro sul mio lavoro e fare il meglio che posso in pista. Se farò abbastanza bene, spero che le opportunità arriveranno in futuro. 

Sono previste delle FP1 per te quest’anno? 

Non ne sono sicuro. 

Questo weekend a Monaco le qualifiche si tengono in un giorno isolato rispetto alle libere, questo cambia qualcosa nella tua preparazione considerando che le libere di ieri sono state bagnate? 

Sì, certo. Di per sé, Monaco è una pista sulla quale bisogna crescere di giro in giro. È una pista dove è tutto diverso rispetto al solito; usiamo le supersoft anche nelle libere qui. Ieri non abbiamo avuto la possibilità, ovviamente, quindi sarà molto aperta per tutti in qualifica. Abbiamo tre o quattro giri push alle spalle e dobbiamo essere veloci da subito. Generalmente qui abbiamo le libere e possiamo costruire il feeling giro dopo giro, ma quest’anno non è così. Monaco è molto speciale ma è molto difficile su questi aspetti. La pioggia ha complicato le cose ma è lo stesso per tutti. 

L’anno scorso eri nel programma Red Bull, come mai la vostra collaborazione è finita dopo un anno e, in ogni caso, come ti ha aiutato a crescere?

Lo ripeto, io mi concentro solo sulla pista. ADD Management mi guida dal 2020 e hanno fatto un lavoro incredibile quindi ho fiducia in ciò che loro credono sia l’ideale per me. Il colore della mia macchina, della mia tuta, del mio casco… personalmente non mi fa una grande differenza. Una volta che Rodin mi dà una macchina competitiva, e me la stanno dando, sono contento. Ovviamente essere nella Sauber Academy, pilota di riserva in Formula E per Andretti, tutto ciò mi aiuta come pilota. Sono stato bene alla Red Bull, certo. Il motorsport è un mondo piccolo e si vive un giorno alla volta provando a fare il miglior lavoro possibile. 

Rispetto alla vettura dell’anno scorso hai dovuto cambiare il tuo stile di guida? Hai notato dei miglioramenti o peggioramenti in fase di gara?

Dal punto di vista del pilota non è molto diverso. In F2 con stesse gomme, stesso motore… ci sono delle piccole differenze, delle quali non parliamo perché variano di squadra in squadra, su cui stiamo lavorando. Lato pilota è un po’ più semplice seguire con il DRS ed è più efficiente, ma non è un cambio dal giorno alla notte rispetto alla vettura precedente. Penso che ogni giorno sia diverso in macchina, specialmente in F2 con tutte le finestre di funzionamento che dobbiamo raggiungere, ogni giorno guidare una F2 è diverso; perciò è difficile dire quali siano le differenze ma sono un po’ diverse. 


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Prima hai citato la Formula E, escludendo la F1 in quali categorie ti piacerebbe gareggiare e com’è stata l’esperienza con Andretti? 

Con Andretti è stato fantastico, sono con loro da un anno e mezzo e ho fatto molti rookie test… Il mio sogno è la Formula 1 e non dirò mai diversamente. Se però non dovesse accedere, la Formula E è un campionato fantastico, anche l’Indycar. Ma in questo momento son seduto qui e il mio obiettivo è la Formula 1 ed è per questo che ho davvero iniziato a correre

Qualora non dovessi vincere il campionato di F2, considereresti una terza stagione? 

No, perché nei miei piani c’è la vittoria quest’anno! Ad ogni modo no, non farò tre anni. Il motorsport è tanto costoso. I miei sponsor, per fortuna, mi hanno dato un altro anno a disposizione per performare; finora sta andando bene. Questo sarà l’ultimo anno e allo stesso tempo spero il migliore

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