Amarcord | 16 giugno 1985 – Alboreto-Johansson: il Canada si tinge di rosso

Nel GP del Canada 1985, le Ferrari numero 27 e 28 di Michele Alboreto e Stefan Johansson ottennero una splendida doppietta. Con quel successo, il pilota milanese conquistò la vetta del mondiale. Alboreto Ferrari Canada 1985.

Alboreto Ferrari Canada 1985
Credit: Autosprint – Corriere dello Sport

Nel 1984, la Ferrari decide di puntare nuovamente su un pilota italiano. Trattasi di Michele Alboreto, primo pilota del Bel paese a guidare la Rossa di Maranello dal 1973 e da Arturo Merzario. Alboreto Ferrari Canada 1985.

Il milanese, dopo aver conquistato il titolo europeo di Formula 3 nel 1980, è approdato in Formula 1 l’anno seguente alla corte della Tyrrell. Alboreto si mette in luce nei tre anni passati nello storico team inglese, dove conquista due vittorie, entrambe negli Stati Uniti: la prima nel 1982 a Las Vegas, la seconda l’anno seguente a Detroit. Alboreto Ferrari Canada 1985.

Nel 1984 arriva così la chiamata del Drake come compagno di squadra di Renè Arnoux. Ma la stagione sarà dominata dalle McLaren-TAG Porsche di Niki Lauda ed Alain Prost che lasciano solo le briciole agli avversari. Ma Alboreto riuscirà comunque ad ottenere una bella vittoria a Zolder nel GP del Belgio che insieme ad altri tre podi gli varrà il quarto posto nella classifica piloti.

Contesto Alboreto Ferrari Canada 1985.

Il 1985 per il Cavallino deve costituire l’anno del riscatto. Nel corso del 1984, dopo oltre 20 anni, inframezzati solo da una breve parentesi tra il 1971 ed il 1973, Mauro Forghieri ha lasciato la direzione tecnica della scuderia.

La nuova 156-85 firmata dal progettista inglese Harvey Postlethwaite è la prima Formula 1 uscita dalla fabbrica di Maranello dotata delle pance a “coca cola”, ossia con la parte posteriore della vettura che si restringe formando una sorta di collo di bottiglia, in modo da liberare spazio per il fondo ed incrementare la portata d’aria che alimenta il diffusore. Il risultato è un aumento complessivo del carico aerodinamico della monoposto.

Michele Alboreto sulla Ferrari 156-85 – Credit: Pinterest

La stagione conta in totale 16 gran premi ed Alboreto parte subito forte. Ottiene infatti tre secondi posti nelle prime quattro gare, andando vicino alla vittoria sia in Brasile che a Monte Carlo. Piazzamenti che gli fruttano 18 punti e la seconda posizione in classifica in coabitazione con il francese della McLaren, Alain Prost, assetato di vendetta dopo che sia nel 1983 che nel 1984 il titolo gli è sfuggito di un soffio.

Il leader del mondiale è un altro italiano, il pilota della Lotus Elio De Angelis che ha totalizzato 20 punti.

In seno alla Ferrari c’è subito stato un cambiamento: dopo la prima gara in Brasile, sulla vettura numero 28 non c’è più Renè Arnoux, bensì il 28enne svedese Stefan Johansson. Ufficialmente il divorzio tra il pilota francese ed il Cavallino è arrivato per motivi di salute, ma le reali ragioni della separazione non sono mai state chiarite da ambo le parti.

Qualifiche

Per il quinto appuntamento della stagione, la Formula 1 attraversa l’oceano a fa tappa a Montreal, sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve. Quale tracciato migliore dunque per la Ferrari per ottenere la prima vittoria stagionale. Le Lotus sono come al solito velocissime sul giro secco: dopo le tre pole consecutive di Ayrton Senna, viene il turno di Elio De Angelis che fa meglio del compagno di squadra di quasi 3 decimi. Le Ferrari sono però subito dietro, in seconda fila, con Alboreto che ha battuto di pochi millesimi Johansson. In terza fila, la McLaren del “professor” Prost e la Renault di Warwick.

Gara

Sul circuito che misura 4,410 chilometri sono previsti 70 giri. Al semaforo verde, le prime tre posizioni rimangono invariate. Scatta benissimo Warwick che guadagna subito due posizioni ed è quarto. Seguono Johansson, Prost, la seconda Renault di Tambay ed ottava la Williams di Keke Rosberg.

Al secondo giro, Tambay supera Prost, mentre l’altra Renault di Warwick deve guardarsi dagli attacchi della Ferrari di Johansson. Ma al giro seguente, Warwick accusa problemi alla sua Renault: il pilota britannico riprende la corsa, ma scivola in dodicesima posizione. Si ritirerà nel corso del giro 26.

Alla conclusione del terzo giro, le Lotus di De Angelis e Senna sembrano volare via, con Alboreto già staccato di quasi 6 secondi. Segue Johansson ad oltre 10 secondi, tallonato da Tambay, Prost e Rosberg.

Posizioni stabili fino al sesto giro, quando Senna accusa problemi al turbo e deve fermarsi ai box. Rientrerà in pista ma con 5 giri di ritardo e la sua gara è definitivamente compromessa.

Alla conclusione del sesto giro, De Angelis conduce con 6 secondi su Alboreto, segue, ad 11 secondi dalla vetta, il trenino composto da Johansson, Tambay, Prost e Rosberg.

All’ottavo giro, Rosberg entra ai box e torna in pista in sedicesima posizione. Alboreto intanto, giro su giro, inizia a guadagnare su De Angelis ed alla conclusione del decimo giro si è portato a 4 secondi dal connazionale.

Nelle tornate successive, il pilota milanese guadagna un’eternità ed al 14° giro i due alfieri italiani sono uno l’ombra dell’altro. Alboreto tenta per due volte l’attacco, ma De Angelis si difende egregiamente. Sul rettilineo del traguardo, il pilota romano non può nulla però contro la potenza del motore Ferrari ed Alboreto va così in testa.

De Angelis però non demorde ed il GP del Canada si trasforma in un duello fra i due italiani in testa alla gara ed al mondiale. Il distacco fra i due va ad elastico: al 23° giro il vantaggio di Alboreto tocca i 4.6. De Angelis però riguadagna ed al 26° giro, Alboreto si prende un rischio enorme quando quasi tampone la Brabham di Marc Surer da doppiare. Sul traguardo il romano è a soli 3 decimi.

Il numero 27 torna però a guadagnare e riporta il vantaggio a 4.4 secondi alla fine del 33° giro. De Angelis si fa però nuovamente sotto ed al 38° giro è di nuovo ad 1.6.

A questo punto però la Lotus non riesce più a reggere il ritmo della Rossa là davanti ed anzi deve guardarsi dalla rimonta dell’altra Ferrari, quella di Johansson. Al 50° giro, lo svedese è ormai nei tubi di scarico della Lotus e tenta il primo attacco all’esterno del tornantino, ma il pilota romano riesce a difendersi.

Stefan Johansson – Credit: Wikipedia

Nel giro seguente, Johansson tenta un attacco simile al precedente. De Angelis ancora copre l’interno, ma lo svedese è bravo ad incrociare la traiettoria ed a passare la Lotus sfruttando la miglior trazione della Ferrari sul rettilineo successivo. Uno-due Ferrari in Canada.

Nel frattempo, Prost ha approfittato dei problemi sulla Renault di Tambay ed è passato in quarta posizione. Dopo un’ottima gara, il francese accusa problemi alla sua vettura ed alza notevolmente i suoi tempi. Riuscirà comunque a terminare la gara in settima posizione, superato anche dalle Williams di Rosberg e Mansell.

Con il compagno alle sue spalle, Alboreto controlla la situazione, tant’è che Johansson arriva alle sue spalle. Ma lo svedese sa che il suo compito è quello di coprire le spalle al suo capitano ed infatti non impensierisce mai il leader della gara.

E’ invece in palese difficoltà De Angelis che a 9 giri dalla fine viene superato da Prost e nelle tornate conclusive perde anche la quarta posizione a vantaggio di Keke Rosberg. Clamorosa la rimonta del  campione del mondo 1982, caduto nelle retrovie dopo il pit stop di inizio gara e poi risalito fino ai piedi del podio.

Negli ultimi giri anche Prost ha un sussulto d’orgoglio e si avvicina minacciosamente a Johansson che proprio al penultimo giro riesce a respingere l’attacco del francese.

Sul traguardo è l’apoteosi per la Ferrari: Alboreto e Johansson tagliano il traguardo quasi in parata. Terza posizione per Prost, quarto è Rosberg. Entrambi finiscono il carburante subito dopo aver tagliato il traguardo, come spesso accadeva in quegli anni.

Il podio del GP del Canada 1985 – Credit: Motorsport Images

Per Alboreto la vittoria significa vetta della classifica con 27 punti. Seguono Prost e De Angelis appaiati a quota 22.

Il proseguo della stagione

La stagione 1985 è tutta incentrata sul duello fra la Ferrari di Michele Alboreto e la McLaren di Alain Prost. La nona gara si corre sul rinnovato e più breve circuito del Nurburgring, dove la Formula 1 torna per la prima volta dopo il rogo di Niki Lauda del 1976.

In Germania, Alboreto ottiene la seconda vittoria stagionale davanti a Prost e si porta a 46 punti contro i 41 del francese. Tutto in Ferrari sembra filare per il verso giusto ed invece sarà quella l’ultima soddisfazione stagionale per il Cavallino.

Nelle due gare successive, in Austria ed in Olanda, Michele conquista un terzo ed un quarto posto a fronte di una vittoria ed un secondo posto per Prost che così passa in testa al campionato. Il mondiale sarebbe però ancora apertissimo: a 5 gare dal termine Alboreto è infatti a soli 3 punti dal “professore”. Quel che è peggio però è che la Ferrari accusa un preoccupante calo di prestazioni.

I problemi riguardano soprattutto il lato telaistico ed aerodinamico. Enzo Ferrari se la prende invece col costruttore tedesco KKK che fornisce il turbo sia alla Ferrari che al motore TAG Porsche montato sulle McLaren. Il Drake teme infatti che la KKK voglia favorire la connazionale Porsche, fornendole pezzi qualitativamente migliori.

Così, al GP di Monza, la Ferrari si presenta con un motore rinnovato, più potente e soprattutto con nuovi turbocompressori: fuori le KKK dentro le americane Garrett. Ma puntare tutto sulla potenza del motore per ovviare alle difficoltà si rivelerà una scelta a dir poco scellerata. La Ferrari perde così anche quello che inizialmente era stato il suo punto di forza, ossia l’affidabilità.

Sulla Rossa numero 27 i nuovi turbocompressori si rompono come se non ci fosse un domani, tant’è che Alboreto non vedrà mai la bandiera a scacchi nelle ultime 5 gare stagionali.

Prost è invece implacabile: vince a Monza, è terzo a Spa e con il quarto posto nel GP d’Europa a Brands Hatch chiude matematicamente i conti a due gare dal termine e fa finalmente suo quel titolo mondiale che stava iniziando a diventare un’ossessione.

Per Alboreto invece la vittoria del Nurburgring sarà l’ultima della sua carriera e costituisce ancora oggi l‘ultima vittoria di un pilota italiano con la Ferrari in Formula 1.

La stagione 1985 rimarrà dunque quella del rimpianto in casa Ferrari. Con un Prost ed una McLaren così, per Alboreto sarebbe stato quasi impossibile portare a casa il titolo. Ma con scelte meno affrettate, il mondiale sarebbe quantomeno potuto rimanere in gioco fino alla fine.

 

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Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari