Amarcord – Accadde oggi, 11 febbraio

11 febbraio 2005 – Ci ritroviamo oggi a parlare della più corta “carriera” in Formula 1, dell’anniversario della nascita di John Surtees e del GP del Brasile del 1973.
11 febbraio 2005
Foto: f1-express.net

Il detentore di questo record si chiama Mario Dominguez. Pilota alquanto sconosciuto dal nome anonimo.
Fu chiamato proprio dalla Jordan durante una sessione di test a Silverstone per prepararsi alla stagione 2005. I due piloti di ruolo erano Tiago Montiero e Narai Karthikeyan.

Nella sua unica chance di guidare una delle più ambite vetture del mondo riuscì a completare solo un lento giro d’installazione. La sessione fu fermata a causa della pioggia e nebbia che non potevano permettere un’eventuale decollo dell’elicottero medico. E fu così che fini la sua breve, e non intensa, esperienza nella massima categoria.

Negli anni successivi guidò in categorie minori senza trovare mai una continuità.


L’11 febbraio ricorre anche l’anniversario della nascita del Figlio del Vento.

L’icona del Motorsport John Surtees nacque l’11 febbraio 1934 a Tatsfield, non lontano da Londra.
Pilota dal talento cristallino, l’unico capace di vincere un campionato del mondo su due e quattro ruote.
Il suo palmares, tra le competizioni più importanti, annovera quattro campionati del mondo di motociclismo negli anni ’50-’60 nella classe 500cc e un campionato del mondo di formula uno nel ’64 con Ferrari; ma la lista delle corse vinte dall’inglese è infinitamente più lunga.

La carriera in Formula Uno.

Nel 1960 approdò in Lotus, dove trovò Jim Clark come compagno di squadra, e venne ritenuto addirittura il più veloce dei due da parte di Chapman.
Il suo debutto nella serie fu folgorante, con un secondo posto a Silverstone, alla sua seconda gara; nella gara successiva in Portogallo conquistò la pole e dominò la corsa fin quando la sua Lotus non ebbe un problema tecnico che lo costrinse al ritiro.

Surtees arrivò al successo in campionato nel ’64 dove tra gli altri, battè il compagno di squadra Bandini, un pilota tutt’altro che lento.
Avrebbe potuto ripetersi nel ’66 se non fosse stato per il diverbio avuto con la Ferrari alla 24h di LeMans, dopo il quale non partecipò alla corsa francese e si licenziò immediatamente dal team italiano; approdato in Cooper, trovò Rindt, altro pilota velocissimo. Nonostante queste vicissitudini (fu anche vittima di un grave incidente nel ’65); finì il campionato in seconda posizione, battendo il proprio compagno di squadra e togliendosi il lusso di vincere l’ultima gara.
Dopo altri innumerevoli successi, nel 1972 partecipò alla sua ultima gara di F1 al GP di Italia.
Ebbe anche un proprio team, che proprio nel ’72 conquistò il campionato europeo di Formula 2 con Mike Hailwood.

“Big John”, una delle più grandi Leggende del Motorsport ci ha lasciati il 10 Marzo 2017, ad 83 anni.


Passiamo ora al 1973, anno in cui si tenne il primo GP del Brasile ad Interlagos, vinto da Emerson Fittipaldi.
Si impose di fronte al pubblico di casa battendo Stewart e Hulme, mentre gli altri tre brasiliani in gara non ebbero grande fortuna; Wilson Fittipaldi, fratello di Emerson fu costretto al ritiro dalla sua Brabham, Carlos Pace arrivò giusto al nono giro, prima che la sospensione della sua Surtees si rompesse; infine il debuttante Luiz Bueno sì qualificò ed arrivò ultimo nel suo primo ed unico GP.

Matteo Franzo e Fabio Pagliuca– F1 in Generale
Amarcord – Accadde oggi, 11 febbraio
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Matteo Franzo

Grande appassionato di motorsport, specialmente anni '70 e '80. Grazie ad articoli nostalgici vi porterò a rivivere le grandi opere del passato con la speranza di trasmettervi questa sana passione.