Amarcord – Accadde oggi: 11 marzo. GP USA 1990

Vi raccontiamo oggi il primo appuntamento della stagione 1990 tenutesi nel circuito cittadino di Phoenix. La precedente stagione finì tra le polemiche per la vittoria del mondiale da parte di Prost dopo una rovente gara a Suzuka, culminata con il famoso incidente nella chicane prima del traguardo. 11 marzo
Foto Progcovers

Nel ’90 i due grandi avversari, Senna e Prost, si trovarono per la prima volta dopo due anni, ad affrontarsi in due scuderie diverse. Difatti, dopo i continui scontri con il pilota brasiliano e con la scuderia, Prost abbandonò la McLaren a favore della Ferrari. In Ferrari fu affiancato dal “Leone d’Inghilterra” Nigel Mansell mentre l’ex ferrarista Gerhard Berger fu schierato al fianco di Senna.

Fatte le presentazioni d’obbligo torniamo al Gran Premio. Il weekend iniziò sotto un’incessante pioggia che influenzò l’esito delle qualifiche. La griglia di partenza fu stanziata in base ai tempi fatti segnare il venerdì dove i piloti gommati Pirelli riuscirono a trarre un buon vantaggio da coloro che montavano le Good Year, gomme meno prestanti in fase di qualifica. Il buon Gerhard Berger conquistò così, alla sua prima apparizione con la McLaren,  la pole position seguito a sorpresa dalla Minardi di Pierluigi Martini. In terza posizione tra lo sgomento generale si piazzò Andrea De Cesaris con la Dallara, mentre la quarta piazzola fu occupata dal giovane Jean Alesi alla guida della rivoluzionaria Tyrell 019 (prima macchina con il muso rialzato). Retrocedendo con le posizioni troviamo finalmente le grandi star: Senna in quinta posizione, Piquet sesto, Prost settimo a chiudere Mansell in diciassettesima posizione.

Con una griglia del genere lo spettacolo era più che assicurato. Alla partenza il giovane Alesi sopravanzò il duo italiano arrivando alla staccata affiancato alla McLaren di Berger, per poi infilarlo all’interno prendendo così la testa della gara.

Nel frattempo Ayrton si portò, quasi facilmente, alle spalle del nuovo compagno di squadra. Durante il nono giro Berger perse in curva il retrotreno finendo in testacoda e danneggiando l’alettone posteriore.

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Grazie ad un pronto intervento dei meccanici il pilota austriaco riuscì a rientrare ma sarà costretto poco dopo al ritiro per problemi alla frizione. Senna si prese così la seconda posizione e iniziò una paziente rincorsa per la testa della gara.

Per le due Ferrari fu un esordio stagionale da incubo: Prost ebbe un problema al cambio al 17esimo giro mentre Mansell, il quale era risalito in quinta posizione, fu tradito dalla frizione che esplose proprio mentre stava transitando nel rettilineo principale.

La testa della corsa rimase nelle mani della Tyrell di Alesi per ben 34 giri, grazie anche alla buona durata delle gomme Pirelli. Proprio durante la 35esima tornata Senna sferrò il primo attacco all’interno in curva 1, ma Alesi si fece trovare pronto e grazie ad una tenace resistenza si riprese la posizione nella tornata successiva.

Senna ci riprovò un giro più tardi sempre nello stesso punto, ma questa vota la storia fu diversa. Il brasiliano dopo aver affiancato la Tyrell in rettilineo la passò all’interno un curva;1 e chiuse ogni traiettoria mantenendo la testa anche alla seconda tornata. La tenacia di Alesi lo portò ad effettuare altri tentativi di riconquistare il comando ma alla fine decise di preservare le gomme per concludere in una straordinaria seconda posizione. Terzo arrivò Thierry Boutsen mentre Nelson Piquet sfiorò di poco il podio (colpa d qualche spiattellata di troppo). Vi lasciamo con il riassunto di quello che fu uno strano GP già dalle prove,;con una griglia mescolata e che vide giganti combattere con piccoli piloti emergenti; insomma gli ingredienti per una gara memorabile c’erano tutti.

Matteo Franzo


Matteo Franzo

Grande appassionato di motorsport, specialmente anni '70 e '80. Grazie ad articoli nostalgici vi porterò a rivivere le grandi opere del passato con la speranza di trasmettervi questa sana passione.