Amarcord | Accadde oggi, 15 maggio 1986, la morte di Elio De Angelis

15 Maggio 1986. Dopo l’incidente del giorno prima si spegne Elio De Angelis, un altro uomo a cui il fato ha negato di continuare a vivere il suo sogno.

Elio De Angelis
Elio De Angelis – Foto redlive

“Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci”. Questa frase di Niki Lauda riassume in poche parole quello che è un pilota di Formula 1. Elio De Angelis era uno di questi. Un uomo a cui il fato negò di continuare a vivere quel sogno che era diventato realtà.

Era riuscito a debuttare in Formula 1 nel 1979. L’accordo con la Shadow prevedeva che il pilota italiano pagasse venticinque mila dollari ogni Gran Premio per poter salire sulla monoposto. Riuscì a trovare degli sponsor, senza probabilmente non ce l’avrebbe fatta. A suon di ottimi piazzamenti si guadagnò un posto sulla Lotus. Rimase nella scuderia di Colin Chapman per sei stagioni. Dopo essere arrivato davanti al compagno di squadra Mario Andretti, la stagione 1981 si rivelò più difficile del previsto, soprattutto a causa di scontri tra la Lotus e la Federazione. Riuscì a vincere la sua prima gara solo nel 1982, in occasione del Gran Premio d’Austria, battendo Keke Rosberg di appena cinque centesimi. L’arrivo di Ayrton Senna portò Elio De Angelis a cambiare aria nel 1986.

Elio De Angelis
Elio De Angelis sulla BT55 – Foto twitter

Si trasferì alla Brabham dove trovò Riccardo Patrese come compagno di squadra. Il feeling con la nuova monoposto, la BT55, non fu dei migliori perché ritenuta poco sicura dal pilota italiano. Tale si rivelò. Durante le prove al Paul Ricard, nei pressi delle Esses de la Verriere, l’alettone si staccò portando la vettura a impattare contro le barriere, ribaltandosi e prendendo fuoco. Piloti come Nigel Mansell e Alain Prost tentarono di tirare il pilota romano fuori dall’abitacolo nonostante le fiamme. Trattandosi di test privati le misure di sicurezza non erano ottimali, tant’è che l’elicottero di soccorso impiegò circa trenta minuti ad arrivare. Non morì a causa del forte impatto ma l’essere rimasto tra le fiamme e il fumo per più di sette minuti portarono all’asfissia. Elio De Angeli si spense il 15 Maggio 1986.

L’evento colpì tutti e in seguito a questo incidente i piloti minacciarono di non correre i Gran Premi successivi a meno che non venissero prese misure drastiche sulla sicurezza. De Angelis fu l’ultimo pilota a morire fino al terribile Gran Premio di San Marino del 1994.

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Roland Ratzenberger, Ayrton Senna, Jules Bianchi, Anthoine Hubert. Uomini che non desideravano di fare altro se non quello che stavano già facendo. Uomini che dopo molti sacrifici erano arrivati a vivere il loro sogno, un sogno che solo il destino poteva infrangere.

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