Amarcord | Accadde oggi, 23 maggio 1982 – Finale folle a Monte Carlo: vince Riccardo Patrese

Il GP di Monaco 1982 ha regalato gli ultimi tre giri più folli della storia della Formula 1. Riccardo Patrese, al volante della Brabham, conquistò la prima vittoria della carriera. Monaco Monte Carlo 1982.

Monaco Monte Carlo 1982
Credit: Ladbrokes News

La stagione 1982 di Formula 1 è una di quelle che ha lasciato il segno nella mente degli appassionati: momenti di grande euforia regalati dalle gare di Imola, Zeltweg e per l’appunto Monte Carlo si sono alternati ad altri di grande sconforto, causati dagli incidenti mortali di Gilles Villeneuve e Riccardo Paletti o quello che ha posto fine alla carriera di Didier Pironi. Monaco Monte Carlo 1982.

Incidenti che metteranno fine all’era delle wing car; dal 1983, il regolamento abolirà le minigonne ed obbligherà l’installazione del fondo piatto nella parte inferiore delle vetture. Monaco Monte Carlo 1982.

Contesto Monaco Monte Carlo 1982.

Credit: RacingCircuits.info

Il circus giunge a Monte Carlo per il sesto appuntamento del mondiale proprio due settimane dopo il tragico volo di Villeneuve a Zolder. La Formula 1 prova così a mettersi alle spalle l’episodio nel quale ha perso la vita uno dei suoi uomini simbolo. Monaco Monte Carlo 1982.

Il circuito di Monte Carlo ha subito poche modifiche dal 1976 ad oggi. Ma all’epoca, presentava delle caratteristiche che lo rendevano per certi versi più eccitante rispetto ai giorni nostri: difatti, anche nei punti dove oggi troviamo i cordoli, come l’ingresso di Santa Devota o le chicane delle Piscine, c’erano solo guardrail. La chicane del Porto, oggi punto di frenata più forte del tracciato, costituiva un velocissimo sinistra-destra in cui il freno si toccava appena.

La gara del Principato prevedeva poi un regolamento sportivo del tutto esclusivo. In tutte le altre gare del campionato, era fissato a 30 il numero massimo di partecipanti alle qualifiche ed a 26 quello per la gara. A Monte Carlo invece, potevano prendere parte alle qualifiche in 26, da cui venivano fuori i 20 partecipanti alla gara.

Gli iscritti al GP di Monaco 1982 sono 31, così che le libere del giovedì mattina fungono anche da prequalifiche. La Ferrari si presenta all’appuntamento più prestigioso della stagione con una sola vettura, la numero 28 guidata dal francese Didier Pironi.

La Brabham mette a disposizione dei suoi piloti due vetture diverse: Riccardo Patrese è alla guida della BT49D dotata del classico motore V8 Ford Cosworth DFV; al campione del mondo in carica, Nelson Piquet, viene invece affidata la BT50 con il 4 cilindri turbo BMW.

Qualifiche

Le wing car, protagoniste da qualche anno, sono ormai state messe a punto a dovere e raggiungono in curva delle velocità precedentemente impensabili. Così, nel 1982, praticamente in ogni circuito il record della pista viene frantumato di diversi secondi.

Monte Carlo non fa eccezione: Renè Arnoux, con la Renault turbo, conquista la pole position in 1:23.281, un tempo di oltre un secondo e mezzo inferiore al precedente record. In casa Brabham, la scelta del motore aspirato sembra quella vincente sul tortuoso tracciato di Monte Carlo. Riccardo Patrese conquista infatti la prima fila con un divario di mezzo secondo da Arnoux, mentre Piquet è soltanto tredicesimo, staccato di oltre due secondi dal compagno di team.

In seconda fila un altro pilota italiano, Bruno Giacomelli su Alfa Romeo e la seconda Renault, quella di Alain Prost, leader della classifica piloti. In terza fila Pironi con l’unica Ferrari e la Williams di Keke Rosberg. Tra gli altri italiani, troviamo Andrea De Cesaris settimo con la seconda Alfa Romeo e Michele Alboreto nono con la Tyrrell. Sono dunque ben quattro gli italiani nei primi dieci della qualifica di Monte Carlo.

Accanto a lui, c’è la McLaren del nordirlandese John Watson, secondo nel mondiale ad un solo punto da Prost. Chiude la pattuglia dei piloti nostrani Elio de Angelis che scatta dalla quindicesima casella con la Lotus.

Le prime otto file della griglia – Credit: F1inGenerale

Sintesi della gara

Per la gara sono previsti 76 giri, per un totale di poco più di 251 chilometri. Al semaforo verde, Arnoux scatta alla grande: tiene la vetta e sembra allungare già dalle prime curve. Partono molto bene le due Alfa Romeo, con Giacomelli che supera Patrese ed è secondo, mentre De Cesaris sorpassa Rosberg per la sesta posizione. Guadagna due posizioni anche Alboreto che si mette a sua volta davanti al finlandese.

Ma a farla da padrone sono le due Renault: già alla conclusione del primo giro, Prost sfrutta tutta la potenza del suo motore turbocompresso e svernicia Patrese sul rettilineo dei box; alla fine del terzo giro, ripete la mossa anche su Giacomelli.

Nel frattempo Arnoux ha già guadagnato quasi 7 secondi sugli inseguitori nei primi 3 giri. Le due teiere gialle sembrano avviarsi verso una facile doppietta. Ma si sa, in Formula 1 tutto può succedere, a maggior ragione se si corre a Monte Carlo.

Già nel corso del quinto giro, Giacomelli deve ritirarsi per un problema tecnico sulla sua Alfa Romeo. Sale così in terza posizione Patrese, davanti a Pironi, De Cesaris, Alboreto e Rosberg. La situazione rimane invariata per 14 giri: le due Renault fanno il vuoto con Arnoux che ha circa 8 secondi di vantaggio su Prost; alle loro spalle, staccato di 6 secondi, c’è il trenino dei cinque piloti sopracitati guidato da Patrese.

Ma al quindicesimo giro si materializza il primo clamoroso colpo di scena: Arnoux perde la vettura in uscita dalla prima chicane delle Piscine e finisce in testacoda; il motore della sua Renault si spegne e la corsa per lui finisce qui. La leadership passa così nelle mani di Prost.

Nel frattempo Patrese incrementa il ritmo, mentre Prost perde diverso tempo dietro l’ATS di Salazar da doppiare. Così, al giro 18, il distacco si riduce a solo un secondo e mezzo, mentre i primi quattro sono separati da poco più di 3 secondi.

Leggermente staccati Alboreto e Rosberg, con l’italiano che fa da tappo al finlandese. Una gara che sembrava tingersi di giallo e che invece si è clamorosamente riaperta nel breve volgere di pochi giri. Al giro 23, Rosberg riesce a liberarsi di Alboreto e passa in quinta posizione.

Fino a poco più di metà gara, i primi cinque procedono con lo stesso passo. Il distacco di Patrese da Prost oscilla fra i 7 decimi ed i 2 secondi e mezzo. Tra il 33° ed il 34° giro, approfittando di qualche doppiaggio, il padovano tenta due timidi attacchi, ma preferisce non rischiare più di tanto.

Nel frattempo Pironi si prende un rischio enorme nel tentativo di doppiare De Angelis alla Rascasse; i due si toccano e la Ferrari ne esce con il muso rovinato; il francese, per sua fortuna, riesce a proseguire la corsa senza grosse conseguenze.

Alla conclusione del 40° giro, Prost ha 2.5 secondi su Patrese, seguono da vicino Pironi e De Cesaris. Il giovane pilota romano deve però guardarsi da Rosberg che è proprio nei suoi tubi di scarico. I primi cinque sono contenuti in poco più di 7 secondi. Sesto e più staccato Alboreto che chiude la zona punti. Un GP di Monaco che parla dunque italiano.

Intanto è iniziata la gara ad eliminazione, come quasi sempre capita a Monte Carlo: sono fuori gara le due ATS di Winkelhock e Salazar e le due Ligier-Matra di Laffite e Cheever; anche Watson deve rientrare mestamente ai box per un problema alla sua McLaren.


Sono già sette i piloti ritirati quando siamo solo a poco più di metà gara. Restano dunque 13 vetture a giocarsi il GP di Monaco 1982.

Le prime tre posizioni si stabilizzano e la lotta più avvincente diventa quella per la quarta posizione fra De Cesaris e Rosberg. Il finlandese è più veloce, ma il motore V12 Alfa Romeo permette all’italiano di allungare nei brevi rettilinei e così per la Williams sorpassare diventa difficilissimo.

Rosberg è un leone in gabbia, tenta ripetuti attacchi anche in punti praticamente impossibili come il Mirabeau o il Portier, ma De Cesaris è bravissimo a tenerlo dietro ed a non sbagliare, nonostante il finlandese lo stia pressando ormai da parecchi giri.

Quando Prost conclude il 60° giro, il suo vantaggio su Patrese ha raggiunto i 7.3 secondi. Pironi è terzo ad 8 secondi dall’italiano della Brabham ed ha un vantaggio di 10 secondi sulla coppia De CesarisRosberg. Chiude la zona punti Alboreto a circa 20 secondi dal finlandese.

Nel frattempo, Monte Carlo ha mietuto altre due vittime illustri: il campione in carica Nelson Piquet, con il turbo del motore BMW in fiamme e il bicampione del mondo Niki Lauda, anche lui con un problema al motore della sua McLaren. Entrambi però erano già doppiati e non sono mai stati protagonisti della gara. Restano così solo 11 vetture a 16 giri dalla conclusione.

Rosberg non si rassegna all’idea di finire la gara alle spalle di De Cesaris. Ma al 65° giro, dopo aver percorso quasi 40 giri alle spalle dell’Alfa Romeo, il finlandese sbaglia ed è fuori gara. Un errore che però la regia incredibilmente si perde.

Passano 5 giri ed anche Alboreto deve abbandonare la sua Tyrrell all’uscita della seconda chicane delle Piscine per la rottura della sospensione. Un vero peccato per il pilota milanese che si trovava in quinta posizione a sole 7 tornate dalla conclusione.

Sono così rimaste nove vetture. Le posizioni sembrano ormai definite: il vantaggio di Prost su Patrese oscilla sempre tra i 6 ed i 9 secondi. Ma ecco sopraggiungere una pioggia battente a mettere del pepe agli ultimi giri.

Gli ultimi 3 giri

Prost taglia il traguardo per la 73esima volta ed inizia il terzultimo giro. Il suo vantaggio su Patrese è ormai rassicurante: 7.7 secondi. In terza posizione Pironi, mentre quarto è De Cesaris; quinto e staccato di un giro, Derek Daly sulla Williams; a due giri ci sono le Lotus di Mansell e De Angelis, rispettivamente sesto e settimo.

Gli ultimi 3 giri del GP di Monaco 1982 con il commento RAI

Nessuno lo sa ancora, ma stiamo per assistere agli ultimi tre giri più incredibili nella storia della Formula 1. La gialla Renault numero 15 percorre con tranquillità la prima metà del giro, arriva poi alla chicane del Porto dove sbanda in uscita. Il contatto con il guardrail è inevitabile e la Renault ne esce distrutta.

Nessuna conseguenza per il pilota, ma Prost vede andare in frantumi in un attimo la vittoria a Monte Carlo e la chance di allungare in classifica.

Passa a condurre Patrese, che taglia il traguardo ed inizia il penultimo giro; esce dal Mirabeau e si appresta ad affrontare il tornantino del Loews, ma anche lui perde il controllo della sua Brabham e va in testacoda. Il padovano è comunque bravo e fortunato a non finire contro il muro.

La leadership passa così nelle mani di Pironi che inizia l’ultimo giro; il francese esce dalla curva del Portier ed imbocca il tunnel quando inizia a rallentare. La batteria ha abbandonato la Ferrari numero 28 che si ferma proprio all’interno del tunnel.

Ci sarebbe De Cesaris, ma l’Alfa Romeo ha terminato il carburante proprio all’inizio dell’ultimo giro. Toccherebbe ora a Daly, il quale però ha parcheggiato la Williams priva di alettone posteriore. Chi vincerà questo GP di Monaco?

Dopo qualche secondo di smarrimento, la regia intercetta la vettura bianca e blu numero 2 che sta affrontando il complesso delle Piscine. Patrese era dunque riuscito a mantenere acceso il motore ed a ripartire dopo il testacoda. Rascasse, Antony Noghes e finalmente ci siamo: Riccardo Patrese è il vincitore del GP di Monaco 1982!

Il padovano percorre l’intero giro d’onore del tutto inconsapevole di aver vinto ed il commento dello storico telecronista RAI, Mario Poltronieri, dice tutto su quanto accaduto: “Riccardo Patrese dovrebbe essersi aggiudicato la corsa. Forse non sa di aver vinto ed io stesso qualche dubbio ce l’ho”.

Patrese viene avvisato soltanto dopo aver completato il giro d’onore ed ancora incredulo può liberare la gioia per il primo successo della carriera. E’ lui l’unico ad aver completato tutti i 76 giri previsti. In seconda e terza posizione vengono classificati Pironi e De Cesaris. Quarta e quinta le Lotus di Mansell e De Angelis.

Una delle gare più pazze della storia si conclude così con tre italiani classificati nei primi cinque.

 

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Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari