Amarcord | Accadde oggi: 25 aprile 1982, Villeneuve, Pironi e il tradimento di Imola

A Imola la Ferrari di Didier Pironi arrivò prima davanti al compagno di squadra di Gilles Villeneuve dopo un lungo duello per la prima posizione. Ciò sancì la fine dell’amicizia tra i due piloti e lo strappo tra il canadese e la Ferrari.

Imola Villeneuve Pironi
Credits @Wikipedia

A Imola, domenica 25 aprile 1982, si corse il Premio di San Marino, Didier Pironi, su Ferrari, tagliò per primo il traguardo, davanti al compagno di squadra, Gilles Villeneuve. Michele Alboreto conquistò il terzo posto e il primo podio della carriera.

Tale gara è entrata nella storia della Formula 1 per vari motivi, ma soprattutto per il duello tra i due piloti Ferrari.  Per molti questa gara segnerà l’inizio della fine di Gilles Villeneuve.

L’inizio della stagione 1982

Il Gran Premio di Imola fu la quarta prova della stagione 1982, la prima europea.  Le prime gare del Campionato si erano disputate rispettivamente in Sud Africa (ricordato per lo sciopero dei piloti), in Brasile e negli Stati Uniti.

Al termine del Gran Premio degli Stati Uniti, a Long Beach, i commissari avevano squalificato la Ferrari di Gilles Villeneuve a causa dell’alettone irregolare.

Qualche giorno prima del Gran Premio di San Marino, il 20 aprile, la FIA accolse il ricorso della Ferrari e della Renault sull’ordine d’arrivo del GP del Brasile: Piquet e Rosberg giunti primi e secondi vennero squalificati per irregolarità del peso delle vetture.

La decisione della FIA fu contestata dalla FOCA, associazione che riuniva gli assemblatori britannici, guidata da Bernie Ecclestone, che decise di boicottare il Gran Premio di San Marino.

La gara

Le due Renault avevano conquistato la prima fila della griglia di partenza con Arnaux davanti a Prost. Le due Ferrari di Villeneuve e Pironi partivano dalla seconda fila.

Le quattro vetture mantennero le posizioni alla partenza. Nel corso del primo giro le due Ferrari riuscirono a passare Prost e andarono all’attacco di Arnaux, con Villeneuve che tentò, invano, di passare il francese.

Al 27esimo giro Villeneuve riuscì a sorpassare Arnaux, che riagguantò la posizione di testa quattro giri dopo.

Anche Pironi superò il compagno di squadra, che si riprese la sua posizione.

Nei giri successivi continuò la lotta tra i primi tre, fino a quando Arnoux si dovette ritirare a causa della rottura del motore.

La lotta tra Villeneuve e Pironi per il primo posto

Le due Ferrari erano saldamente al comando della gara. A quel punto dal muretto Ferrari esposero il cartello “SLOW”, cioè diedero l’ordine di rallentare per preservare le monoposto, dal momento che nessun concorrente avrebbe potuto mettere a rischio la doppietta.

Didier Pironi prese il comando della gara e iniziò ad accelerare, mettendo a dura prova l’affidabilità della monoposto. La lotta fra i due proseguì, così che al 49esimo Villeneuve, con un’azione alla Tosa, ritornò a condurre. Dai box della scuderia italiana venne fu esposto di nuovo il cartello “SLOW”, che di fatto imponeva ai piloti di preservare le vetture. Gilles fu l’unico però a seguirlo, tanto che Pironi superò ancora Villeneuve, che, a sua volta, cercò di insidiare ancora il francese, fino all’arrivo. A un giro dal termine, sempre alla Tosa, Gilles Villeneuve riprese a condurre, ma all’ultimo giro, Pironi, giunto al Tamburello, si portò all’esterno di Villeneuve, per passarlo nella curva seguente.

Pironi tagliò così per primo il traguardo. Fu la sua prima vittoria con la Ferrari, la seconda in carriera.

Al terzo posto giunse Michele Alboreto.

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Il dopo gara

Al termine della gara Villeneuve non contenne il suo disappunto. Appena giunto al box Ferrari apostrofò il direttore sportivo Marco Piccinini. Il canadese salì controvoglia sul podio, senza nascondere la sua contrarietà.

Dopo il podio tra i due piloti Ferrari ci fu un diverbio, il canadese accusò il compagno di squadra di avergli rubato la vittoria e di essere un falso amico, giurandogli che non gli avrebbe mai più rivolto la parola.

Gilles Villeneuve dichiarò alla stampa:

“Credevo di avere un amico, un onesto compagno di squadra, invece è un imbecille. (…) A ogni giro vedevo il cartello della Ferrari che indicava di non forzare. Didier mi passa ancora. Mi viene un nervoso incredibile. Allora forzo e, rischiando di finire fuori strada, gli vado davanti. Prima aveva frenato troppo presto, e quasi lo tamponavo. Poi non mi ha centrato per un millimetro. Il motore non rendeva al massimo ed alla fine me lo sono visto sfrecciare all’Interno. Non credevo ai miei occhi. Un comportamento da bandito”.

Pironi minimizzò l’accaduto, convinto che sarebbe tornata l’armonia tra loro. Essendo più veloce del compagno di squadra, Pironi era certo di essersi meritato la vittoria.

Di altro parere fu Enzo Ferrari che espresse comprensione per il suo pupillo Gilles, ma per il Commendatore era più importante il successo della Ferrari e non il pilota. Villeneuve non fu soddisfatto del comportamento di Ferrari, tanto che, nei giorni successivi, meditò il passaggio ad un altro team.

Forse i fatti sarebbero potuti andare diversamente se a Imola ci fosse stato Mauro Forghieri, che rimase a casa con il figlio malato. Lui avrebbe fatto esporre un cartello molto più chiaro con scritto “1° Gilles – 2° Didier” e non semplicemente il cartello “SLOW”.

La fine di Gilles

Ancora oggi a distanza di 38 anni si spendono fiumi di parole e inchiostro sulla vicenda non solo sportiva, ma anche umana.

Per Gilles quello che accadde a Imola fu un tradimento da parte del suo amico Didier Pironi. I due trascorrevano, anche con le rispettive famiglie, il tempo libero.

Fu anche tradimento da parte della scuderia, che tanto aveva aiutato (nel 1979 contribuì alla vittoria del compagno di squadra Scheckter in Campionato). Era convinto che il 1982 sarebbe stato il suo anno. Era convinto di essere la prima guida.

Due settimane dopo a Zolder era alla ricerca del riscatto. Questo fu uno dei motivi per cui, durante il suo ultimo giro di qualifica, sottovalutò i rischi del sorpasso su Jochen Mass provocando l’incidente che lo portò alla morte.

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Victoria L.

Lavoro come account in una web agency. Appassionata di Formula 1 e tifosa della Ferrari da quando vidi il Gran Premio di Jerez del 1997.