Amarcord | Accadde oggi, 28 marzo 1993: Senna stupisce tutti sotto la pioggia di Interlagos

Interlagos 93, Senna vinse contro ogni aspettativa il GP di casa, sotto il boato assordante dei suoi compatrioti in festa. Fu l’ennesima dimostrazione di un campione pronto a combattere con le unghie e con i denti fino all’ultimo

Interlagos Senna

Interlagos 1993, Senna è sulla pista di casa sua, in Brasile. Il mare di compatrioti suoi fan è sulle tribune. In pista tra gli altri c’è Prost sulla Williams Renault. Il loro non è un rapporto facile. Dopo le diatribe dell’89 e del 90 e il licenziamento improvviso di Prost. Sarebbe dovuta essere la fine dei problemi con il brasiliano, invece si rivelò tutt’altro.

Al suo ritorno lo aspetta il sedile della sua Williams, lo stesso che è stato negato ad Ayrton proprio a causa sua. Memore degli anni passati in Mclaren come compagno di Senna, il professore ha posto come unico veto al team quello di non dover essere il compagno di squadra di Beco.

Per Senna, che alla Williams ambiva, tanto da dire che era disposto a guidare su una loro monoposto “se necessario anche gratis”, è inaccettabile. Dopo aver anche valutato il ritiro dalla F1 per concentrarsi in altre categorie, ha la meglio Ron Dennis: Senna resta in Mclaren, seppure con un contratto poco vincolante come quello “a gettone”.

Nonostante le difficoltà iniziali il tre volte campione del mondo di San Paolo disputa delle ottime gare e riesce a tenere testa anche alla più tecnologica Williams-Renault. Per il secondo GP della stagione la meta è la pista di Interlagos, 4325 m di asfalto sotto il cielo brasiliano. Le sessioni di qualifica hanno visto la supremazia di Prost, ma sarà in gara che Senna stupirà.

Al via Prost è davanti, seguito dal suo compagno di squadra, l’inglese Damon Hill, che viene immediatamente superato da Senna. Durante il primo giro la monoposto di Mario Andretti vola sopra quella dell’austriaco Berger lasciando tutti con il fiato sospeso. Fortunatamente entrambi i piloti ne escono illesi.

Nel frattempo Senna, nei giri successivi, combatte contro Hill e Schumacher per difendere la sua posizione, fino a quando non gli viene inflitto uno stop and go di penalità. Ayrton deve retrocedere proprio dietro la vettura di un altro ragazzo che farà la storia della F1: Michael Schumacher. Il tedesco subirà la stessa sorte di Beco poco dopo, per via di un sorpasso mentre c’è la bandiera gialla.

Ma in Brasile la sorpresa sta per arrivare dal cielo. Una pioggia torrenziale, incubo di tanti piloti, bagna la pista costringendo tutti i partecipanti a cambiare le gomme. Schumacher durante il suo pit stop perde troppo tempo, Prost, dopo aver ritardato il cambio gomme, finisce fuori, andando a schiantarsi contro la monoposto di Fittipaldi.

A quel punto in pista resta Hill, che tenta di proteggere la sua posizione dal brasiliano. L’occasione di rimonta per quest’ultimo arriva proprio dopo la sosta ai box, al quarantaduesimo giro, quando riesce a sorpassare l’inglese.  E’ in testa. Da quel momento come un cane che non vuole mollare l’osso, il campione non mollerà più la sua posizione, combattendo fino all’ultimo con Damon Hill. Alla fine dei 71 giri non c’è spazio per nessuno, Senna taglia il traguardo per primo sotto gli occhi del suo popolo, che impazzisce di gioia.

Il Gran Premio di Interlagos, per Senna ha rappresentato una  vittoria sudata e ottenuta nonostante la potenza sul piano tecnologico del rivale francese, nonostante ogni aspettativa per quell’anno fosse molto diversa.

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