Amarcord | Accadde oggi, 6 aprile 2003: Grave incidente per Daijiro Kato a Suzuka, morirà pochi giorni dopo

Il giapponese Daijiro Kato subisce un gravissimo incidente nella gara di casa, a Suzuka. Trasportato in ospedale, morirà due settimane dopo. Facciamo luce su un incidente mai del tutto chiarito.

daijiro kato suzuka incidente
credits: motorinews24

6 aprile 2003. Suzuka. Le moto sono in griglia. In pole c’è Valentino Rossi. In undicesima piazza c’è un giovanissimo pilota giapponese, Daijiro Kato. Il nipponico corre nel Team di Fausto Gresini, ed ha debuttato nella top class nel 2002, in sella alla moto che fu di Valentino Rossi; dopo aver vinto il mondiale 250 del 2001, segnando il record di successi in una stagione. incidente kato suzuka

Il Gran Premio di Suzuka prende il via. Verso la fine del secondo giro, il gruppo esce dalla 130R, la famosa curva velocissima di Suzuka, che precede l’ultima chicane, ma qualcosa va storto. La Honda di Kato, sbatte violentemente contro le protezioni a bordo pista, e dopo che tutti i piloti passano, la scena che lascia è semplicemente agghiacciante. Il pilota giapponese giace esanime a centro pista, in una posizione innaturale. Appare immediatamente chiaro che l’incidente è molto grave. Incredibile a dirsi, ma invece di fermare la gara con una bandiera rossa, ai piloti non viene comunicato nulla, e la corsa prosegue.

Un gruppo di marshall, solleva e carica malamente il corpo di Kato su una barella, e lo trascina fuori dalla pista, mentre il gruppo torna sul luogo del disastro, giro dopo giro, in uno show troppo importante per essere fermato.

Dopo la gara nasce un’inchiesta gestita da Honda e Dorna, che non ha mai del tutto chiarito la dinamica dell’incidente. Secondo le informazioni raccolte da Honda, la caduta è da addebitarsi ad un errore del pilota, che avrebbe fatto derapare troppo la ruota posteriore in ingresso curva, e che nel successivo tentativo di recuperare, avrebbe perso anche l’anteriore, causando di fatto l’incidente. Di seguito, alcuni passi del comunicato sull’inchiesta:

Descrizione dell’incidente di Kato a Suzuka:

Kato è uscito di pista a circa 170 km/h, causando una collisione violenta della sua moto con la barriera di pneumatici a circa 150 km/h, dopo di che si è schiantato contro la barriera di schiuma adiacente, a circa 140 km/h. Kato rimase montato sulla sua moto mentre viaggiava lungo la barriera di pneumatici, ma quando la sua moto colpì la barriera di schiuma adiacente, fu momentaneamente intrappolato tra la barriera di schiuma compressa, e la moto.”

“Poiché la barriera di schiuma non era in grado di assorbire completamente la sostanziale energia cinetica della moto, essa si capovolse in avanti, in aria. Kato fu separato dalla sua moto; e si immerse prima nella barriera di schiuma, e poi fu lanciato in aria, atterrando a faccia in su al centro della pista, 33 metri in avanti rispetto al punto in cui colpì per la prima volta la barriera di pneumatici.

I primi soccorsi:

Il trattamento di pronto soccorso di emergenza di Kato è iniziato con un’osservazione iniziale sul luogo dell’incidente, dove è stato accertato che aveva polso e una respirazione debole. […] Dopo due settimane di ricovero e cure mediche, morì in ospedale il 20 aprile alle 12:42 per infarto del tronco encefalico“.

La conclusione del rapporto:

Nell’esaminare ciò che ha provocato un incidente così grave, sappiamo naturalmente che la causa diretta della morte è stata la collisione ad alta velocità con le barriere. Se non ci fosse stato un divario tra le due barriere, Kato non si sarebbe schiantato contro il lato della barriera di schiuma; e ciò avrebbe cambiato l’entità, e il tipo di lesione che ha ricevuto. Molto probabilmente, se Kato fosse stato in grado di decelerare sufficientemente una volta uscito dalla traiettoria, l’incidente avrebbe potuto concludersi come una semplice caduta. Non si è mai verificato un incidente mortale sul luogo dell’incidente. Il tracciato è stato certificato anche dalla FIM, e nessuno, compresi i piloti, ha ritenuto che l’area fosse pericolosa“.

Nonostante ciò, su pressione dei piloti, dall’anno successivo non si corse più a Suzuka.

Il caso Stoner, nel 2015:

Col senno di poi, c’è chi indica nel malfunzionamento del comando del gas il colpevole di quell’incidente. Per una strana coincidenza, lo stesso problema avvenne a Casey Stoner durante la 8 Ore di Suzuka del 2015. Con la differenza che in questo caso, fu il diretto interessato a chiarire le cause dell’incidente, ed accusare il comando del gas della Honda di aver provocato l’episodio, costringendo di fatto la Honda a confermare.

Purtroppo lo sfortunato Kato, non ha potuto fare altrettanto, e non sapremo mai le reali cause di quello strano incidente, se fu un errore meccanico, o un errore del pilota.

Cliccate qui per seguire tutti gli aggiornamenti del Motomondiale sul nostro nuovo canale Telegram!

Amarcord | Accadde oggi, 31 marzo 1996: Valentino Rossi esordisce nel Motomondiale

Simone Frigerio

Vivo per scrivere, mi nutro di MotoGP e Formula 1