Amarcord | Villeneuve a Jerez: campione contro ogni aspettativa

Ventitré anni fa, a Jerez, Villeneuve conquistava il suo primo titolo mondiale, battendo Schumacher al termine di una gara difficile da dimenticare

Jerez VilleneuveFonte: Unknown

26 ottobre 1997, nel GP d’Europa, sul tracciato di Jerez,  Villeneuve e Schumacher si giocano il mondiale. Il primo giovanissimo talento della Williams, il secondo già due volte campione del mondo in forza alla Ferrari. Entrambi vicinissimi in quanto a punti (Michael 78, Jacques uno in meno) entrambi affamati di vittoria.

Il titolo ’97, infatti, sarebbe per Jacques il primo, quello in grado di attestare il valore del canadese. Tutt’altra storia per Michael che è già due volte campione del mondo ma che rincorre il suo primo titolo in Ferrari. Ferrari che non vince dal 1979, diciotto anni di speranza e agonia.

Naturale, dunque, che ansia e aspettative siano tante, forse anche troppe. Non è un mistero, infatti, che quel 26 ottobre gli occhi di tutti siano proprio su Schumacher, creando una pressione non indifferente sul pilota.

La gara

Al via Schumi parte bene e conquista la testa della gara inseguito da Frentzen e Villeneuve. Per diversi giri il ferrarista domina tallonato dal canadese, in cerca di un’occasione per superarlo. E il momento arriva al giro numero 48. Alla curva Dry Sac, infatti, Jacques attacca il pilota tedesco con una manovra degna di nota.

A quel punto accade l’impensabile. Schumacher, in un misto di panico e paura di perdere, stringe il pilota della Williams e lo colpisce alla fiancata commettendo un terribile errore. Il destino però gioca a favore di Villeneuve. A finire fuori, infatti, non è la Williams ma la stessa Ferrari che vede svanire anche per quell’anno ogni possibilità di vittoria.

A conquistare il titolo, infatti, sarà proprio Jacques che, nonostante i danni riportati sulla sua vettura, riesce ad arrivare terzo dietro Hakkinen e Coulthard. Il resto è storia. Schumacher dovrà attendere il 2000 per conquistare il suo primo titolo in rosso rompendo un digiuno, per il Cavallino, lungo ventun anni.

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