Analisi F1 | McLaren: Bisogna ancora migliorare…e molto.

Da Honda a Renault, dal #MakeHistory al #BeBrave, dal “Now we can fight” dell’Australia all’incontro con la realtà. La McLaren è in crisi, tecnica e di leadership, con il cambio di fornitura ci si aspettava un grosso salto in avanti della squadra inglese, avvenuto solo in parte.

Foto: McLaren Formula 1

Prestazioni previste dopo i test

Dopo aver lasciato la PU nipponica si prevedeva che il team grazie alla nuova fornitura Renault potesse fare un grande salto in avanti. Già dai test i miglioramenti erano palesi tanto che, nonostante si fossero presentati problemi di adattamento alla PU francese, la MCL33 aveva migliorato di più di 1 secondo le prestazioni dell’anno passato candidando così la McLaren alla lotta di centro gruppo. Per il team questa però è stata una vera e propria frenata brusca alle loro ambizioni perché a fine 2017 gli uomini McLaren erano convinti che sarebbero stati al livello della Red Bull. Alla fine dei test la MCL33 sembrava effettivamente un’altra macchina rispetto alla precedente. Non capace di lottare con i top team ma abbastanza veloce da poter lottare per il posto di “primo degli altri” a patto che i problemi mostrati nei test fossero risolti.

Reali prestazioni

Come detto prima ai top team la McLaren non ci è arrivata ma si è avvicinata a quelli di centro gruppo ed ora è in lotta con la Haas e la Force India per il 5° posto nel mondiale. Questo risultato si deve soprattutto alla costanza di Fernando Alonso che in tutti i GP che ha completato è riuscito a conquistare la zona punti nonostante la MCL33 si sia dimostrata altalenante nelle prestazioni soprattutto tra la qualifica e la gara dove sembra tutt’altra macchina.

La stagione per il team inglese inizia nel migliore dei modi, in Australia Alonso e Vandoorne hanno concluso la qualifica 11° e 12° mentre in gara sono riusciti a recuperare  segnando quello che ora è il miglio risultato del team nel 2018, 5° lo spagnolo e 9° il belga.

In Bahrain così come in Cina e a Baku i due piloti non raggiungono la Q3 ma in gara Alonso riesce sempre a conquistare punti mentre Vandoorne non ci riesce solo a Shanghai.

Ma è proprio in Spagna che l’idolo di casa raggiunge la Q3, la prima 2018, mettendo fuori proprio il compagno. In gara l’asturiano porta altri punti finendo 8° mentre Vandoorne si deve ritirare per un problema al cambio, è da qui che la stagione del belga prende una piega del tutto diversa.

Nei successivi appuntamenti la McLaren entra in crisi, solo 3 piazzamenti nei punti nelle successive 7 gare e 5 ritiri, 2 per Vandoorne e 3 per Alonso.

Reattività nel trovare l’assetto ideale e nella strategia

La McLaren ha dimostrato di saper scegliere ottime strategie che hanno permesso più volte di centrare la zona punti rimediando ad una qualifica difficile ma non è stato sempre facile trovare l’assetto ideale. La monoposto risulta difficile sia da guidare che, appunto, da settare basti pensare che nel GP d’Austria il team ha montato un’ala 2017 sulla monoposto di Alonso nel tentativo di migliorare la guidabilità.

Il discorso Vandoorne è nettamente più complicato, il belga dal GP di Spagna è apparso molto sottotono non riuscendo a trovarsi a proprio agio sulla monoposto. La soluzione sembra essere stata trovata nell’ultimo GP dove il team ha optato per la sostituzione del telaio. Il n.2, prima che il cambio lo abbandonasse, si trovava subito alle spalle del compagno di squadra e in zona punti. Questa decisione è stata presa dopo numerosi tentativi, tutti falliti, che hanno dimostrato una scarsa abilità del team nel risolvere i problemi, cosa ammessa proprio dal belga: “Abbiamo sostituito la scocca sulla mia monoposto ed è stata quasi una scelta disperata. Purtroppo non siamo riusciti a venire a capo dei problemi che ci hanno recentemente rallentato. Ho spinto la squadra verso questa decisione.”


Confronto rispetto al 2017

Rispetto allo scorso anno la situazione della McLaren è senza dubbio migliorata, a questo punto della stagione il team nel 2017 aveva conquistato solo 11 punti mentre nel 2018 sono già a quota 52, 22 in più rispetto alla fine della stagione passata. Il team ha centrato la Q3 1 volta in più del 2017 (2 nel ’17 – 3 nel ’18). I problemi di affidabilità si sono presentati in maniera nettamente inferiore, il team ha sofferto solo di problemi al cambio o agli scarichi ma la PU Renault non li ha mai costretti al ritiro a differenza della PU Honda che nel 2017 ha costretto il team al ritiro innumerevoli volte.

Alonso al Gp di Germania – Foto: McLaren Official Site

Aree migliori e peggiori

Sicuramente l’area migliore della McLaren è quella della PU che si è mostrata molto affidabile, nei motorizzati Renault solo la Red Bull ha accusato numerosi problemi di affidabilità. L’area peggiore è senza dubbio quella del telaio, se nel 2017 la McLaren era convinta di possedere quello migliore del circus la situazione nel 2018 è ben diversa. La MCL33 ha meno carico aerodinamico della precedente, problema che il team pensava di poter risolvere, almeno in parte, con il nuovo pacchetto aerodinamico portato nel GP di Spagna. I risultati invece hanno dimostrato come ciò non sia avvenuto, nei GP ad alto carico aerodinamico (Monaco e Ungheria) il team era in difficoltà risultando anche più lento rispetto al 2017.  Questo passo indietro è dovuto alla mancata correlazione dei dati della galleria del vento con quelli della pista, situazione vissuta anche dalla Red Bull nel 2017 e dalla Force India nel 2018.

Possibilità di miglioramento per il resto della stagione

Ovviamente l’area nella quale la McLaren deve lavorare per migliorare le proprie prestazioni è quella del telaio ma tutto dipenderà della correlazione dati tra galleria del vento e pista. Il team non ha ancora trovato il bandolo della matassa, neanche cambiando galleria e appoggiandosi a quella della Toyota a Colonia (usata tempo fa anche dalla Ferrari). Per questo motivo la squadra deve “sperimentare” in pista e usare i weekend di F1 come se fossero dei test per cercare di capire dove intervenire ed in che modo, così facendo però la possibilità di migliorarsi in tempi brevi è veramente poca e più il tempo passa più difficilmente la McLaren uscirà da questa crisi che potrebbe anche compromettere lo sviluppo della monoposto 2019.

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Giada Di Somma

Ragazza appassionata di motorsport fin da bambina. Autrice su F1 in Generale e blogger su Instagram (_sv_05_).