Analisi F1 | Per Max Verstappen è arrivato il tempo di maturare.

Quarto anno in F1 per Max Verstappen, terzo in Red Bull ma nella prima parte di stagione l’olandese ha dimostrato come ancora non sia del tutto maturato. E’ stato protagonista di diversi errori sopratutto nelle prime gare per poi cambiare rotta regalandoci sorpassi  e ottime prestazioni. Ma ora da lui c’è da aspettarsi di più perché dall’anno prossimo sarà tutto sulle sue spalle.

Max Verstappen F1

Nelle prime gare della stagione Verstappen è incappato in errori grossolani ed evitabili che ne hanno compromesso le prestazioni. Il testacoda in Australia, l’errore in Q1 e il contatto in gara (duro ma corretto) con Hamilton in Bahrain, l’incidente con Vettel in Cina e con Ricciardo in Azerbaijan e l’errore alle Piscine a Monaco nelle PL3. C’è da dire però che quando il giovane talento non ha commesso errori o non ha avuto problemi è sempre riuscito a capitalizzare le occasioni conquistando il miglior risultato possibile. È stato anche protagonista di sorpassi spettacolari e di dure ma corrette battaglie, da segnalare i numerosi sorpassi fatti nel GP di Monaco e la battaglia con Kimi Raikkonen a Silverstone dove l’olandese ha risposto al sorpasso del ferrarista all’esterno.

Ora l’olandese deve completare la sua maturazione che sembra iniziata dal GP del Canada, se ora i suoi errori possono essere “perdonati” non sarà così qualora dovesse giocarsi un titolo mondiale. Da lui ci si aspetta di più, nel 2019 dovrà diventare il punto fermo del team di Milton Keynes e lo potrà fare solo se avrà compiuto quest’ultimo step.


Confronto con il compagno di scuderia

La lotta interna è equilibrata, Verstappen è in vantaggio in qualifica mentre in gara c’è un pareggio. Nella classifica l’australiano precede il compagno di 13 punti (118 punti a 105).

In questa prima parte della stagione in n.33 è sembrato nettamente più performante in qualifica del compagno precedendolo 9 volte su 3 senza però mai aver conquistato una pole a differenza di Ricciardo che;è partito dalla prima casella a Monaco. In gara i due si equivalgono, sono finiti 5 volte l’uno davanti all’altro (escludendo Bahrain e;Baku dove entrambi si sono ritirati) ma l’olandese ha conquistato più piazzamenti a;podio (1 vittoria, 1 secondo posto, 2 terzi posti) mentre Ricciardo ha conquistato “solo” 2 vittorie.

Verstappen però, a differenza di Ricciardo, ha subito molto di meno i problemi d’affidabilità della PU Renault. Solo uno dei quattro ritiri dell’olandese è frutto di un problema al propulsore francese quello dell’Ungheria mentre gli altri sono dovuti ad un errore di fissaggio della gomma in Baharain, il contatto con Ricciardo a Baku e un problema ai freni a Silverstone.

Confronto tra 2017 e 2018

La differenza dal 2017 è netta, i ritiri sono diminuiti (5 nel 2017-4 nel 2018) e i risultati sono più che ottimi. L’anno scorso il 20enne aveva conquistato come piazzamento di rilievo solo un 3° posto in Cina concludendo le altre gare o 4° o 5°, in questa prima parte del 2018 ha quasi eguagliato i risultati della stagione precedente dove aveva conquistato 2 vittorie, 1 secondo e 1 terzo posto.

Possiamo dire che la classifica è bugiarda. Verstappen ha mostrato di essere più veloce del teammate, soprattutto in qualifica, ma gli errori e;i ritiri non hanno permesso al giovane talento di essere più vicino alla vetta della classifica.

Punti di forza

Velocità: Paragonandolo al compagno Verstappen si è dimostrato molto veloce sia in qualifica che in gara. Probabilmente con una Red Bull a livello di Ferrari e Mercedes darebbe filo da torcere ai due contendenti al titolo.

Aggressività: Ebbene sì, l’aggressività è il suo punto di forza almeno fino a quando non fa guai. Verstappen è un osso duro, superarlo è veramente difficile così come resistergli. Uno dei pochi piloti sulla griglia a regalare spettacolo.

Punti deboli

Immaturità: L’olandese è apparso ancora immaturo nelle prime gare, ha commesso errori da principiante, gli stessi che gli vedevamo fare negli anni precedenti. Nelle ultime gare sembra che abbia iniziato a pensare di più, forse anche per lui è arrivata la maturità?

Pioggia: Strano ma è così, Verstappen è sembrato meno incisivo sul bagnato rispetto agli anni precedenti. In questo 2018 non abbiamo ancora visto il “rainmaster” che è il giovane olandese. Se è ingiudicabile la sua prestazione in Germania, per l’azzardo del team, in Ungheria non è così. Con la pioggia Verstappen doveva essere uno dei favoriti per la pole invece è finito 6°;alle spalle dei Mercedes e Ferrari ma anche di Pierre Gasly e la sua Toro Rosso, distante quasi mezzo secondo.


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Giada Di Somma

Ragazza appassionata di motorsport fin da bambina. Autrice su F1 in Generale e blogger su Instagram (_sv_05_).