Il Monitor dei Tempi | GP Italia 2018 – Vettel con la vittoria a portata di cronometro – Bottas, quanto motore gli ha dato Mercedes per farlo rimanere davanti a Raikkonen

Gran Premio d’Italia amaro per i tifosi Ferrari, che si sono ritrovati da una prima fila tutta rossa a doversi accontentare di un secondo e di un quarto posto per le Rosse. Allo stesso tempo però una gara vivace e ricca di spunti, vediamone qualcuno. Analisi GP Italia passo gara Monza

Analisi GP Italia Passo gara monza
Foto copertina Mercedes

Vettel, una vittoria a portata di cronometro.

Un vero peccato che Sebastian Vettel abbia dovuto fare una gara in rimonta perché il cronometro, che non mente mai, dice che aveva tutti i numeri per vincerla questa gara. Se consideriamo infatti i tempi di gara dal rientro della Safety Car in poi, la classifica, curiosamente, vedrebbe ancora Hamilton primo con 1h 10m e 40s di tempo, ma secondo sarebbe proprio il tedesco della Ferrari, a meno di 3 secondi! Terzo sarebbe Raikkonen a 6 secondi da Vettel. Il dato è molto significativo, in quanto Vettel nella sua rimonta ha perso inevitabilmente tempo con tutti i sorpassi e nonostante un’auto comunque danneggiata in modo significativo dopo il contatto con Hamilton al primo giro. Vediamo anche il grafico dei distacchi dal vincitore dei primi 5.

Distacchi dal Vincitore dei primi 5 classificati

È evidente come il distacco di Vettel aumenti inevitabilmente nel primo stint di gara, ma poi si riduca in maniera significativa durante il secondo stint, effettuato con le gomme super soft. È vero che Hamilton negli ultimi giri ha sicuramente gestito la corsa, ma è anche vero che la Ferrari e in special modo Vettel aveva la possibilità di fare un passo avanti nel mondiale invece di un ulteriore passo indietro. Un gran peccato.


Bottas: quanto motore gli ha dato il muretto Mercedes per farlo rimanere davanti a Raikkonen e rovinargli la gara.

La strategia Mercedes di ritardare moltissimo il pit stop di Valtteri Bottas per farlo rimanere davanti a Raikkonen e allo stesso tempo bloccare il suo connazionale e cercare di fargli rovinare le gomme non poteva funzionare se Bottas avesse mantenuto il ritmo di gara tenuto fino a quel momento, in quanto il divario di prestazione con la Ferrari di Raikkonen sarebbe stato troppo ampio e non avrebbe avuto modo di mantenere la posizione.

L’unica carta che poteva Mercedes su un tracciato come Monza era cambiare la mappatura della Power Unit di Bottas e dargli molta potenza in;più, sacrificando probabilmente alcuni aspetti riguardanti l’affidabilità (ce ne accorgeremo nei prossimi gran premi). Ma che step ha fatto Mercedes? Abbiamo messo a confronto i tempi di Valtteri Bottas dal giro 19 fino al giro 35,;cioè dal pit stop di Kimi Raikkonen al pit stop di Bottas, scoprendo quanto emerge dal grafico seguente:

I tempi sul giro di Valtteri Bottas e il distacco da Kimi Raikkonen nella fase centrale della gara

Nella prima fase, con Raikkonen ancora lontano, Bottas girava sul piede dell’1:25.3,;ma non appena la Ferrari si è avvicinata sotto i 3 secondi i tempi si sono abbassati di colpo, spostando la media di tutti quei giri a 1:24.3,;per cui ben 1 secondo al giro più veloce. In un tracciato come Monza diventa evidente che ciò sia possibile solo grazie ad una mappatura della Power Unit molto aggressiva.

Overview e indici di performance

Vediamo poi il grafico dell’andamento generale della gara

Passo gara di tutti i piloti

Si vede come il gruppo di testa viaggi come sempre molto lontano dalle altre squadre, mentre a Monza il midfield è apparso abbastanza compatto e livellato,;comandato dalla battaglia del trio Grosjean, Ocon e Perez. Bene le Williams che questa volta tengono un discreto passo gara con entrambe le vetture. Meno bene del solito le Sauber, a sorpresa vista la PU Ferrari molto prestazionale.

Vediamo infine gli indici di performance

Gli indici di performance dei migliori 4

Con il super secondo stint è Sebastian Vettel a ottenere gli indici migliori,;con anche un best lap praticamente in fotocopia con il giro veloce di Hamilton. Tra i due un gap di performance di circa il 15%. Il crollo finale dovuto alle incredibili condizioni della sua gomma posteriore sinistra rovina gli indici di Kimi Raikkonen,;che nonostante una lunga permanenza nella testa della corsa, si ritrova con quasi il 30% di performance in meno del compagno di scuderia.

In conclusione i numeri dicono che Ferrari era leggermente superiore a Mercedes,;ma che la sfida è estremamente livellata e che finora sono solo i singoli episodi che stanno decidendo questo mondiale.

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Federico Albano

Ingegnere Navale, appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari da oltre 25 anni