Il Monitor dei Tempi | GP Ungheria – La sfida strategica Ferrari Mercedes • Se Vettel fosse rientrato davanti a Bottas? • Super Gasly e Super Magnussen

Gran Premio d’Ungheria caldissimo quello di domenica, sul circuito di Budapest dove è difficilissimo superare e dove quindi tante battaglie si sono svolte sul cronometro, analizziamo i momenti principali della gara. Analisi GP Ungheria

Analisi GP Ungheria Analisi passo gara F1

Collegamento rapido alle varie sezioni dell’articolo:

 

La sfida strategica Ferrari-Mercedes

La Ferrari numero 5 di Sebastian Vettel partiva dalla quarta piazza, ma alla terza curva è riuscita superare quella del compagno di squadra, Kimi Raikkonen. Da lì in poi inizia la sfida strategica tra Ferrari e Mercedes sul tortuoso tracciato ungherese, dove, come detto, i sorpassi sono quasi impossibili.

Vediamo quindi l’andamento dei tempi tra i due piloti in rosso e i due piloti delle frecce d’argento, il tutto calcolato relativamente al vincitore della gara, Lewis Hamilton.

La gara di Ferrari e Mercedes con Hamilton come riferimento

Vediamo come Ferrari anticipa il pit stop di Kimi Raikkonen al giro 14 per consentirgli di liberarsi dal traffico e di mettere in difficoltà Bottas, che è costretto a rispondere al giro successivo lasciando strada a Vettel, che era partito con gomme Soft. Il Ferrarista inizia quindi a guadagnare terreno sul leader della corsa Lewis Hamilton (partito con gomme UltraSoft). Il trend continua per una serie di giri anche dopo la sosta del britannico (avvenuta al giro 25), fino al giro 41. Bottas intanto con le gomme Soft fa registrare tempi molto alti, con tutta probabilità per cercare di allungare il più possibile la vita agli pneumatici. Vettel arriva ad avere un vantaggio di circa 14.5 secondi su Hamilton al giro 31, e ben 25.3 secondi sul finlandese della Mercedes al giro 34.

Qui avviene uno dei momenti chiave della gara: Vettel incontra una serie di doppiati, mentre Bottas fa registrare una serie di giri record. Bottas riduce moltissimo il distacco da Vettel e Ferrari fa effettuare il secondo pit stop a Raikkonen, sperando che Mercedes non sacrifichi la gara di Bottas e lo fermi a sua volta per coprirsi dal finlandese. Ma Bottas non si ferma e al giro successivo, la tornata numero 39, Vettel si ferma ai Box con un vantaggio di soli 17.6 secondi su Bottas, tiratissimo per riuscire a rientrare in pista davanti all’avversario. L’errore al pit dei meccanici Ferrari che costa a Vettel circa 2 secondi fa sì che il tedesco rientri subito dietro al finlandese, e da qui la gara per Ferrari si complica molto.

Il dettaglio del momento chiave della gara tra Vettel e Bottas

Dal primo grafico (in alto) infatti, si vede chiaramente come il ritmo di Bottas da qui in poi vada sempre più peggiorando, con le gomme sempre più deteriorate e con un Hamilton che in solitaria davanti può comodamente allungare mentre Vettel è bloccato e poco può fare. Il ritmo del secondo è così lento che Raikkonen al giro 58 arriva a ridosso dei due in battaglia e si accoda al trenino, nonostante avesse effettuato una sosta in più. Il trenino procede fino al giro 65, quando la manovra di Vettel con il contatto tra la sua Ferrari e la Mercedes dà via libera al duo Ferrari, che nonostante un ritmo comunque da gestione negli ultimi giri, recuperano 7 secondi in 5 giri sul leader Lewis Hamilton, ma il distacco è ormai troppo ampio perché venga colmato.



Se Vettel fosse rientrato davanti a Bottas?

La simulazione dei tempi di Vettel senza il blocco di Bottas davanti a sé

Avremmo assistito a una gara diversa. Abbiamo infatti preso gli ultimi 5 giri della gara di Sebastian Vettel e;abbiamo ipotizzato che il tedesco avrebbe potuto girare con;la stessa media dal pit stop in poi. Tale assunto è comunque cautelativo, in quanto nei nostri tempi di riferimento le gomme di UltraSoft di Vettel erano;già estremamente consumate dopo aver percorso oltre 25 giri seguendo Valtteri Bottas da vicino. Il risultato della simulazione (linea tratteggiata) vede;un Vettel che avrebbe raggiunto Hamilton in soli 5 giri, e avrebbe avuto ben 25 giri di tempo per studiare un attacco (seppur difficilissimo) all’inglese. Vettel avrebbe avuto secondo i;nostri calcoli un margine nelle gomme di ben 24 secondi rispetto all’inglese, posto ovviamente che nella fase finale della gara Hamilton stava amministrando. Non sappiamo se Vettel avrebbe mai potuto superare Hamilton in pista, ma di certo avremmo assistito ad un finale tirato tra i due contendenti al titolo.

Super Gasly e Super Magnussen

Il grafico dei tempi di tutti i piloti, in evidenza Gasly e Magnussen che corrono da soli come secondo gruppo quasi tutta la gara

Ci sono altri due piloti la cui gara di domenica va sottolineata: uno è il francese della Toro;Rosso Pierre Gasly, che ha sempre tenuto un ottimo ritmo per tutta la gara, con un sesto posto mai in discussione, senza neppure essere doppiato. L’altro è il danese della Haas Kevin Magnussen, che seppur non;ben visto da molti altri piloti del circus, ha anch’egli corso sempre con tanto ritmo, mai impensierito dal compagno di;squadra Grosjean, e autore di una bellissima manovra di difesa su Daniel Ricciardo. Ricciardo e Magnussen hanno mostrato come si può attaccare e difendersi dando spettacolo in assoluta correttezza. Bravi!

I nostri indici di performance

Gli indici di performance del Gran Premio di Ungheria 2018 – Migliori 4 piloti

Infine ecco gli indici di performance dei migliori 4 piloti. Da notare come Hamilton non primeggi sul tempo medio e sia lontanissimo sul giro migliore.

Analisi F1 – Test F1 Ungheria: Rassegna novità aerodinamiche [Ala anteriore 2019]

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Federico Albano

Ingegnere Navale, appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari da oltre 25 anni