Il Monitor dei Tempi – GP Germania 2018 – La super rimonta di Hamilton nel dettaglio – La pressione su Vettel nel momento dell’errore – La strategia di Raikkonen

Gara pazza e ricca di colpi di scena sul tracciato di Hockenheim per il Gran Premio di Germania. Una gara amarissima per Sebastian Vettel e i tifosi Ferrari, al contrario di una doppietta a sorpresa letteralmente caduta dal cielo per Lewis Hamilton e la Mercedes. Vediamo alcuni aspetti interessanti che si possono analizzare dai tempi sul giro. Analisi passo gara GP Germania

Foto copertina: Ferrari


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La rimonta di Hamilton

Lewis Hamilton ha fatto senza ombra di dubbio la differenza: partiva 14esimo, è arrivato in pochissimi giri alle spalle del gruppo dei top e da lì è riuscito a tenere un ritmo ottimo e allo stesso tempo a far durare le sue gomme Soft per più di 40 giri. Poi con le gomme Ultra Soft in condizioni di asfalto umido ha cominciato a staccare tempi inarrivabili per tutti, e grazie agli errori dei primi tre (Vettel a muro, Bottas con un pit durato moltissimo e Raikkonen richiamato ai box un giro in ritardo) si è ritrovato per le mani la vittoria.

Una specie di miracolo, che fa anche capire che da una parte se le condizioni non sono estremamente “calde” la Mercedes sa far durare le sue gomme come la Ferrari, dall’altra dà la misura che per riuscire a sconfiggere il duo Hamilton-Mercedes, Vettel e la Ferrari non possono mai sbagliare nulla.

Diamo un’occhiata al grafico coi distacchi di Hamilton dagli altri top 3 piloti del Gran Premio (Vettel, Raikkonen e Bottas).
La rimonta di Lewis Hamilton vista tramite i distacchi dagli altri top drivers

Abbiamo annullato l’effetto del pit stop di Hamilton per avere un andamento continuo del gap e per avere ben visibili i trend. Si nota come l’andamento della prima parte di gara sia del tutto simile a quanto avvenuto a Silverstone due settimane fa, con un distacco che cresce velocemente nelle primissime fasi, fino ad un massimo di circa 26 secondi, per poi iniziare a scendere, stavolta grazie principalmente al fatto che Hamilton partiva con gomma soft, mescola dalla durata maggiore rispetto alle ultra soft dei primi.

Il distacco da Vettel si mantiene poi costante, con i due contendenti al mondiale che amministrano le rispettive gomme a distanza, anche se il tedesco della Ferrari sta parecchio tempo dietro al compagno di squadra Kimi Raikkonen bruciando un po’ del suo vantaggio. Hamilton si ferma al giro 42 e monta gomme Ultrasoft, poco prima che arrivi la pioggia a sconvolgere le sorti di questo Gran Premio. E con le coperture dalla mescola più morbida Hamilton vola letteralmente sulla pista scivolosa, guadagnando in soli 8 giri ben 12 secondi su Vettel, 19 su Raikkonen e 13 sul compagno di squadra Bottas.

I tempi sul giro dal giro 44 al giro 51 per i top si alzano di oltre 10 secondi per la pioggia

I tempi sul giro in questa fase crescono sempre di più per via della pioggia, arrivandosi ad alzare di ben 13/15 secondi al giro, ma è sempre Hamilton (linea grigia) a staccare i tempi migliori in questa fase. A questo punto l’incidente di Vettel manda in pista la Safety Car e, complici una lunghissima sosta per Bottas e un pit stop ritardato di un giro per Raikkonen, Hamilton prende la testa della corsa concludendo la sua impensabile rimonta.

Tanta bravura da parte del campione inglese, insieme sicuramente a un po’ di fortuna che l’ha aiutato in questa sua impresa.

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Qualcosa ha influenzato Sebastian Vettel costringendolo in errore?

L’incidente che ha negato una probabile vittoria a Sebastian Vettel al giro 52 è stato un colpo terribile per il morale del pilota e dei tifosi del Cavallino. Le condizioni erano difficilissime, ed il pilota ha ammesso l’errore. Ma Vettel ha preso dei rischi? Se sì, perché?

Analizziamo i giri dal 43 al 51, cioè dal momento in cui ha iniziato a piovere fino all’incidente del tedesco.

Il gap tra Vettel e gli altri 3 piloti con le condizioni che potrebbero aver messo in difficoltà il pilota tedesco

Vediamo subito che quando inizia a piovere il pilota che guadagna in assoluto più di tutti come detto è Lewis Hamilton, mentre Vettel, con le spalle coperte dal compagno di squadra tiene un buon ritmo e addirittura allunga fino al giro 48 sul duo Raikkonen-Bottas che lo inseguiva. Nei due giri successivi però la situazione cambia: i due finlandesi si avvicinano e Hamilton arriva al giro 50 ad aver dimezzato il suo distacco. Nel corso del giro 51 accade il pasticcio Raikkonen-Magnussen e Bottas riesce a sopravanzare il connazionale ferrarista. E qui Vettel per la prima volta risponde ai tempi di Hamilton girando in fotocopia. Questo per l’ultima volta, perché non completerà il giro successivo andando a sbattere alla curva 13 come tutti sappiamo.

La nostra impressione è che a favorire l’errore del Ferrarista sia stata anche una combinazione di fattori e di informazioni che ha ricevuto (il ritmo di Hamilton e il sorpasso di Bottas) che l’hanno portato a rischiare quel poco in più del limite.

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La strategia di Kimi Raikkonen su due soste

La gara di Kimi;Raikkonen è stata caratterizzata da un primo pit stop molto anticipato che l’ha portato ad avere un bel vantaggio su Valtteri;Bottas grazie all’undercut effettuato. Ma sappiamo che senza la pioggia difficilmente le gomme di Kimi avrebbero retto per tutti i giri, è per cui immaginabile che il finlandese della Ferrari si sarebbe fermato a circa 20 giri dalla fine per montare un set di UltraSoft nuove e fare un ultimo stint velocissimo per recuperare il tempo della sosta e la posizione su Bottas. Ce l’avrebbe fatta?

Abbiamo fatto una piccola simulazione, usando i;tempi di Raikkonen con UltraSoft dopo la Safety Car e i tempi di Bottas con gomme Soft prima della Safety Car ed ecco i risultati

Tempi sul giro e gap ipotetici di Raikkonen e Bottas se la Ferrari avesse potuto proseguire con la strategia a due soste

Come vedete abbiamo immaginato la sosta di Raikkonen al giro 47 per avere un ultimo stint da 20 giri. I tempi del finlandese con le UltraSoft dopo;la Safety Car erano mediamente di 1:16.5, abbiamo immaginato che per gestire le gomme 10 giri in più è verosimile un tempo medio di 1:16.800. Negli ultimi 10 giri abbiamo usato i;10 giri effettivamente fatti da Raikkonen dopo la Safety e abbiamo poi impostato un minimo di degrado per le ipotetiche gomme Soft di Bottas (3;centesimi soli al giro) fino al traguardo.

Insomma nonostante ci siamo tenuti ampi margini cautelativi il nostro risultato è;che Raikkonen avrebbe avuto un ritmo talmente superiore al connazionale della Mercedes da riuscire a riprenderlo a 5;giri dalla fine e ad avere un margine nelle gomme di circa 9 secondi nel finale per poter tentare un attacco. Sicuramente un azzardo, ma dai numeri (ripeto, ci siamo tenuti dal lato conservativo) poteva essere una scommessa assolutamente vincente!

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Gli indici di performance

Dando poi un’occhiata agli indici di performance scopriamo che anche se regna assoluto l’equilibrio, Mercedes ha indici leggermente migliori di quelli di Ferrari,;ma l’assenza di Vettel dall’ultimo stint, velocissimo con le Ultra Soft pesa molto su questa classifica.

Analisi passo gara GP Germania
Indici di performance del Gran Premio di Germania per Ferrari e Mercedes

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Il finale di Grosjean

Nelle retrovie non possiamo non segnalare gli ultimi 10 giri di Romain Grosjean, decimo all’uscita della Safety Car e;6 al traguardo con 4 sorpassi in serie ai danni rispettivamente di Hartley, Ericsson, Ocon e Perez!

Analisi passo gara
La grande rimonta di Romain Grosjean vista attraverso i distacchi dal leader Lewis Hamilton

Nel grafico vediamo i distacchi dei primi 10 da Lewis Hamilton dopo la Safety Car,;e abbiamo evidenziato i 4 sorpassi del pilota Haas (linea verde) in rapida successione, stavolta è davvero notevole il finale di gara per il francese!

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Federico Albano

Ingegnere Navale, appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari da oltre 25 anni