Analisi Tecnica F1 | GP Belgio – Configurazioni aerodinamiche differenti per i piloti Mercedes

Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, seppur compagni di squadra, hanno affrontato la prima sessione di prove libere con due configurazioni aerodinamiche molto differenti.

Aerodinamica Mercedes Belgio F1
©️ unknown

Come si evince dalla grafica, gli alettoni posteriori delle monoposto Mercedes hanno un aspetto totalmente dissimile e ciò delinea scelte aerodinamiche totalmente discrepanti. Aerodinamica Mercedes Belgio F1

Nel caso di Hamilton

Hamilton presenta evidentemente un’ala con un flap molto più pronunciato, indice di un maggior carico aerodinamico generato sul posteriore. Ricordiamo, infatti, che maggiore è l’incidenza dell’alettone e più aria viene “spinta” da quest’ultimo verso l’alto, “schiacciando” maggiormente la vettura al suolo e generando quindi più deportanza. Questo tipo di configurazione ha indubbiamente i suoi pro nelle prestazioni in curva, in quanto una quantità maggiore di carico permette al pilota di portare più velocità nei cambi di direzione.

Tuttavia, come contro, vi è la generazione di maggiore “drag”, in italiano “resistenza all’avanzamento”, che va a gravare sulla velocità massima sui rettilinei. Tale aspetto è fondamentale in un circuito molto veloce come Spa-Francorchamps, i cui lunghi rettilinei richiedono un’elevata efficienza aerodinamica per raggiungere velocità massime più alte possibili. È anche da sottolineare come una configurazione più carica in gara sia anche a favore delle gomme. Infatti, più aerodinamica a supporto dei pneumatici va a diminuire lo slittamento della vettura e quindi lo stress di questi ultimi nelle curve ad alte velocità. Ciò ne rende più facile la gestione e ne diminuisce l’usura.

La scelta per Bottas

Bottas, invece, presenta una soluzione opposta. Infatti, un alettone dall’area ridotta “incontra” una quantità minore di area, generando molto meno attrito e quindi una resistenza all’avanzamento sensibilmente inferiore. Ovviamente, questa scelta va a favore della velocità sui rettilinei, andando a penalizzare la prestazione in curva. La scelta è stata condivisa dalla maggioranza delle scuderie dal momento che, tranne per il settore intermedio, il circuito del Belgio è costituito per la maggior parte da lunghi tratti dritti.

È da sottolineare, come ribadito in precedenza, che una filosofia di questo tipo rende più difficile la gestione dei pneumatici in gara, soprattutto in area sporca, ovvero quando ci si trova a seguire una vettura da vicino. Infatti la “scia”, se nei rettilinei fornisce un grande vantaggio alla vettura che;segue diminuendo la quantità dell’aria e quindi l’attrito che la monoposto incontra, in curva ha l’effetto opposto. Difatti, meno aria passa attraverso gli alettoni e meno deportanza viene generata, rendendo la macchina più instabile e “scivolosa”. Ciò porta ad una perdita di prestazione e ad un aumento di usura dei pneumatici.


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I motivi di questa scelta

Ovviamente non è possibile stabilire con certezza i motivi interni di questa decisione, tuttavia si possono effettuare diverse ipotesi.

La motivazione che sembra più accreditata deriva dalla penalità di 5 posizioni in griglia che Bottas dovrà scontare domenica, in seguito agli incidenti da lui causati nello scorso GP di Ungheria. Ciò lo costringerà a partire molto più dietro rispetto alle potenzialità della monoposto e per questo una maggiore velocità sui rettilinei, derivante da un assetto aerodinamico più scarico, andrà ad aiutarlo nei sorpassi per la rimonta.

Altra ipotesi può essere una semplice motivazione comparativa. In questo caso Mercedes avrebbe volutamente dato ai suoi piloti assetti totalmente differenti, per poi confrontare i dati e delineare quello più performante. Si avrà verifica di questa ipotesi se, nel corso del weekend, le configurazioni andranno ad uniformarsi o rimarranno ben distinte.

Infine, la differenza potrebbe anche essere una richiesta esplicita dei piloti. Non raramente i piloti di uno stesso team effettuano scelte di assetto differenti, al fine di adattare maggiormente la vettura al proprio stile di guida.

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Tag: Aerodinamica Mercedes Belgio F1

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.