Analisi tecnica F1 | GP Brasile – Analisi delle strategie di gara

Il Gran Premio del Brasile non è stato privo di colpi di scena, nonché di tensione per il duello tra Hamilton e Verstappen. Oltre ai duelli in pista, le strategie sono state protagoniste. Andiamo ad analizzarle. F1 Brasile analisi strategie

Gara su due soste

©️ Pirelli F1

Seppur la Sprint Qualyfing sembrava preludere la possibilità di terminare la gara con una sosta soltanto, l’elevato degrado odierno ha totalmente eliminato questa opzione. Il fattore principale sono state le calde temperature del tracciato, circa 15°C in più rispetto a ieri.

Infatti, tranne i due pioti dell’Alpine, nessun’altro ha terminato la gara con una sosta sola, seppur la Safety car iniziale abbia fatto slittare la prima finestra dei pit stop. F1 Brasile analisi strategie

La maggior parte delle strategie si è incentrata sull’undercut. Infatti, al fine di attaccare un rivale prossimo, gli strateghi hanno optato molto spesso a questa opzione. Lo si è potuto riscontrare con Gasly a inizio gara, che ha indotto entrambe le Ferrari a fermarsi per coprire.

Altro fattore chiave in ambito strategico è stata la Virtual Safety Car al giro 29, che è andata incontro alle vetture che non si erano ancora fermate, facendogli guadagnare circa 10s nella sosta. Tra i piloti che ne hanno approfittato maggiormente ci sono stati Bottas, che grazie a questa variabile è riuscito a superare agevolmente Perez, e Ricciardo, uscendo a ridosso delle Ferrari.


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Analisi dei pneumatici

La gara è stata praticamente monopolizzata dalla media e dalla dura. Alcune vetture hanno effettuato due stint su tre con una mescola piuttosto che con l’altra, ma non ci sono state notevoli discrepanze tra le due strategie.

La mescola gialla è stata la più veloce, mostrando inoltre una consistenza a livello in una gara in cui, tutto sommato, non c’è mai stato un allarme di degrado. Anche la hard ha riscontrato una prestazione più che positiva, diventando la gomma chiave della gara per il suo largo utilizzo.

Poco usata è stata la soft, montata per la partenza solo da Tsunoda e al penultimo giro da Perez per il giro veloce. I team, a differenza di ieri, visto le temperature decisamente maggiori, non hanno voluto rischiare con la mescola più morbida. Hanno infatti ritenuto che quest’ultima avrebbe sofferto il degrado in maniera decisamente maggiore.

©️ Pirelli F1

Il duello per la vittoria

Il momento clou della gara è sicuramente stato il duello tra Hamilton e Verstappen, i contendenti del mondiale. La lotta si è decisa in pista, ma tuttavia anche le strategie sono state determinanti per il risultato.

Entrambi i piloti sono partiti con la gomma media. Il primo a fermarsi è stato Hamilton per tentare un undercut sull’avversario. Verstappen si è fermato subito dopo per coprirsi dall’attacco della strategia Mercedes, rendendolo fallimentare.

Tuttavia, con le hard, l’inglese ha messo in pista un passo mostruoso. Il che ha fatto temere alla Red Bull un ulteriore tentativo di undercut, inducendoli a fermare l’olandese molto anticipatamente, dopo un secondo stint di soli 13 giri, per togliere questa possibilità di attacco alla scuderia rivale. Sfortunatamente, però, il leader del mondiale ha incontrato Latifi in uscita dalla pit lane, il quale involontariamente ha finito per rallentarlo.

La Mercedes, a questo punto, aveva due opzioni: fermare Hamilton il giro successivo, sfruttando il tempo perso dal n°33 dietro la Williams e vanificando il suo tentativo di undercut, oppure allungare lo stint per poi usufruire di una media nuova nel finale. Tuttavia, la scuderia di Brackley, probabilmente presa in contropiede dal pit stop anticipato Red Bull, non ha colto l’attimo di fermare subito il pluricampione del mondo. Non è stata optata neanche l’opzione di allungare lo stint. Lewis è stato chiamato ai box due giri dopo. Tempo sufficiente a farlo cadere nell’undercut di Verstappen, con conseguente perdita di 1s, non dandogli neanche la possibilità di sfruttare nel finale gomma con meno giri, cosa che avrebbe ottenuto fermandosi più tardi.

Concludendo, la strategia delle “frecce d’argento” è stata più sulla difensiva. Infatti, seppur non abbiano fatto nessun errore, avrebbero potuto fornire un aiuto più consistente al proprio pilota di punta con qualche rischio in più. Bisogna anche considerare però che questa decisione può essere stata scelta deliberatamente. Non è da escludere che sia stata ponderata essendo consapevoli della superiorità su questa pista della loro vettura, nonché della possibilità di effettuare sorpassi come mostrato da Hamilton.

©️ unknown

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.