Analisi tecnica F1 | GP Olanda – Analisi delle strategie di gara

Era già stato anticipato che, per diversi motivi, le strategie di gara sarebbero state una delle chiavi principali del GP di Olanda. Tuttavia, gli appassionati si sono trovati difronte a delle lotte tattiche forse ancora più belle ed emozionanti del previsto. Andiamo ad analizzarle.

 

©️ Pirelli

L’importanza delle strategie

Il circuito di Zandvoort ha in gran parte confermato la difficoltà di sorpassare in pista. Difatti, tranne per la rimonta di Perez su una vettura nettamente più veloce, la quasi totalità dei sorpassi sono stati effettuati ai box o comunque costruiti mediante la strategia.

Estremamente varie, come ci aspettavamo, sono state le scelte effettuate dai vari team. Infatti, per il secondo stint, alcuni sono andati più aggressivi scegliendo la media, altri più conservativi con la dura. Ulteriori squadre hanno invece effettuato due o addirittura tre soste.


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Il duello Verstappen – Hamilton

Seppur durante la gara non abbiamo assistito ad un vero corpo a corpo, il duello tra i due contendenti al titolo è stato intenso forse come non mai, in una battaglia tattica serratissima.

Le squadre si sono trovate a dover rivedere i piani strategici sin dalle primissime fasi di gara, quando Verstappen ha dato vita ad un ritmo estremamente veloce, come mai visto nelle prove libere. Hamilton si è trovato costretto a copiare l’andatura per non lasciar allontanare troppo l’avversario, consumando le sue gomme molto più velocemente. È stato infatti subito chiaro che loro due avrebbero disputato una gara a due soste.

Al giro 20 è stata la Mercedes a prendere l’iniziativa, facendo fermare Lewis molto presto, tentando un undercut. Ovviamente per massimizzare l’efficacia di questo “attacco strategico” hanno dovuto scegliere la mescola più morbida possibile, che in questo caso era la medium. A questo punto è stata evidente la loro conversione su una gara a due soste. La Red Bull ha reagito prontamente e, aiutata da un in lap molto veloce del loro pilota, è riuscita a rimanere davanti.

L’ultimo tentativo per superare Verstappen ai box, la Mercedes lo ha giocato al giro 44, fermando Hamilton per montare la gomma media al fine di tentare un ulteriore undercut. Tuttavia, questa scelta si è rivelata presto errata per diversi motivi. Innanzitutto, hanno fatto uscire il pilota nel traffico, impedendogli di girare velocemente. In seconda, il divario al momento della chiamata era maggiore di 3 secondi, distanza impossibile da recuperare in un solo giro. Infine, il pit stop è stato effettuato troppo presto, precludendo le chance di Hamilton di arrivare fino in fondo con quel set di gomme. Per questo motivo Verstappen ha reagito nuovamente subito, montando però le hard per essere sicuro di terminare la gara in sicurezza.

Col senno di poi, Mercedes avrebbe potuto aspettare di accorciare maggiormente il gap da Max (in genere si stima intorno all’1.5s) e di avere il margine per uscire davanti ai doppiati, prima di far fermare nuovamente Lewis per tentare l’undercut.

La gara di Bottas, a supporto di Hamilton

Arma in più nelle mani della Mercedes a supporto di Hamilton, sarebbe potuto essere Valtteri Bottas, soprattutto dal momento che Perez si è trovato a rimontare dal fondo. La scuderia di Brackley ha provato ad impiegarlo in tutti i modi per fornire un supporto a Lewis, nonostante il finlandese sia stato immediatamente “sverniciato” dal ritmo delle due macchine in testa.

Innanzitutto, la Mercedes ha modificato il suo piano strategico in modo complementare a quello di Hamilton. Perciò dato che, come detto in precedenza, il campione del mondo ha dovuto seguire il leader in una gara a due soste, Bottas ha allungato enormemente il primo stint, con l’obiettivo di effettuare una sosta sola. Inoltre, quando Verstappen era in prossimità di raggiungerlo, il finlandese è rimasto in pista sofferente con gomme estremamente usurate, allo scopo di ostacolarlo. Questo però, non ha creato il minimo fastidio al pilota della Red Bull, che lo ha superato agevolmente. A quel punto, fallita la sua azione di disturbo, è entrato ai box per il cambio gomme.

Gli strateghi Mercedes non a caso hanno optato per la mescola media, scelta apparentemente incomprensibile in quanto la hard sarebbe stata più sicura. Tuttavia, questa decisione ha una motivazione ben precisa. Infatti, avendo la certezza che Verstappen si sarebbe dovuto fermare di nuovo, una mescola più veloce avrebbe permesso a Valtteri di entrare più facilmente nella sua finestra del pit stop. Così l’olandese, dopo sua la seconda sosta, gli sarebbe uscito dietro e lui avrebbe avuto un’ulteriore possibilità di rallentarlo. Sfortunatamente, anche questo tentativo è ben presto fallito, dato che il ritmo schiacciante del leader lo ha distanziato in men che non si dica.

La lotta per la quarta piazza

Leclerc, ingaggiato con Gasly nella lotta per la quarta posizione, ha valutato di fermarsi al giro 24 per tentare l’undercut, dato che le gomme dell’avversario erano chiaramente giunte a fine vita. Tuttavia, il francese ha contrastato questo attacco fermandosi prima. Per il monegasco non avrebbe avuto senso seguirlo ai box con la certezza di rimanergli dietro, allora ha scelto di restare fuori. Gasly ha montato una gomma media, con la quale non era affatto garantito arrivare fino in fondo.

Al contrario, allungare lo stint avrebbe permesso al pilota Ferrari di avere coperture più fresche a fine Gran Premio. Il che, da un lato gli avrebbe permesso di difendersi più efficacemente se Gasly si fosse fermato di nuovo, altrimenti gli avrebbe garantito più delta gomma per superarlo in pista. Sfortunatamente per i fans del cavallino, questo non è successo, perché Gasly ha gestito perfettamente le gomme, impedendo quindi a Leclerc di poterlo insidiare.

La gestione della media

©️ Pirelli

La gomma media alla fine si è dimostrata la migliore tra le tre a disposizione, confermando l’ottimo ritmo che aveva mostrato sin da venerdì, ma togliendo tutti i dubbi riguardo la sua durabilità coprendo persino uno stint di 47 giri.

Diverse squadre l’hanno intuito in tempo, riuscendo a sfruttarla a pieno. Ad esempio, Norris l’ha utilizzata per più di 40 giri nel primo stint, dando vita ad un importante overcut su diverse vetture che gli ha permesso di rimontare fino alla zona punti.

Altri invece, come Gasly, Alonso e Ocon, si sono affidati ad essa per il secondo stint e sono riusciti ad arrivare tranquillamente fino in fondo senza perdere prestazione.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.