Analisi Tecnica F1 | GP Olanda – Scopriamo le configurazioni aerodinamiche adottate a Zandvoort

Con la prima sessione di prove libere è iniziato ufficialmente il weekend del GP di Olanda. Dato l’ingente lasso di tempo trascorso, è interessante esaminare le configurazioni aerodinamiche optate dagli ingegneri su queste vetture moderne per il ‘nuovo’ circuito di Zandvoort.

©️ F1

configurazioni aerodinamiche zandvoort

Scelta univoca

Il circuito del Belgio, per la sua eterogeneità di caratteristiche e per la variabilità del meteo, aveva creato discrepanze tra le scelte aerodinamiche effettuate dai team. Infatti, alcuni hanno optato per una soluzione più scarica prediligendo la velocità sui rettilinei, mentre altri hanno caricato maggiormente, dando più importanza alle curve e… alla “probabile” pioggia.

Al contrario, la pista olandese sembra aver messo d’accordo i tecnici di tutte le squadre, dato che il suo layout e le sue peculiarità convergono tutte in un’unica direzione.


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Analisi della configurazione aerodinamica

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Come evincibile dalla grafica, la configurazione aerodinamica selezionata è decisamente ad alto carico.

Ciò è sicuramente determinato da un flap molto pronunciato e di area consistente (evidenziato in verde), che quindi “incrocia” e “butta verso l’alto” una notevole quantità di aria, generando un elevato carico. Il che fornisce più importanza al DRS in quanto, più l’ala mobile presenta dimensioni consistenti e maggiore è il beneficio alla sua apertura.

Fonte di attenzione deve anche essere il “main plane” (evidenziato in blu). Quest’ultimo con una configurazione lineare, a differenza di quella “a cucchiaio”, genera il massimo carico possibile dalla componente.

Le motivazioni

©️ F1

Le squadre hanno optato per questo tipo di configurazioni aerodinamiche basandosi sul  nuovo layout del circuito di Zandvoort. Infatti, quest’ultimo è caratterizzato quasi interamente da ampie curve veloci, che quindi richiedono un elevato carico aerodinamico.

Pochi sono, al contrario, i rettilinei e, al di fuori di quello del traguardo, nessuno sembra presentare una lunghezza o un’opportunità di sorpasso tali da dare priorità alle velocità massime.

Un’ulteriore motivazione è sicuramente la gestione dei pneumatici. È ben noto come un carico maggiore aiuti a preservare maggiormente le coperture le quali, su questo circuito, sono molto sollecitate. Queste ultime sono infatti sottoposte ad ingenti forze sia laterali, per le molteplici curve veloci ad ampio raggio, sia longitudinali, per le due curve sopraelevate a banking positivo.

Il metodo

Dal momento che la F1 manca su questo circuito dal lontano 1985, le squadre non hanno potuto contare sul bagaglio di dati del Gran Premio dell’anno precedente. Questa è una “grande perdita” in termine tecnico, dato che solitamente è la principale fonte per determinare il setup della vettura.

Tuttavia, ovviamente, i tecnici hanno a disposizione altri metodi e altri strumenti per determinare l’assetto base. In seguito, quest’ultimo sarà poi limato con l’attività in pista durante le prove libere.

Fattore chiave è la galleria del vento, dove può essere simulata l’attività della macchina in pista e il conseguente comportamento dell’aerodinamica, mediante l’analisi dei flussi e dei fluidi generati. È estremamente utile per la configurazione aerodinamica della vettura e per l’aerobalance.

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Un’altra via che, con lo sviluppo della tecnologia, ha preso sempre più piede nel mondo della F1 sono i simulatori. Questi ultimi sono sempre più dettagliati e, per tale motivo, riproducono la reazione della vettura ai cambiamenti di setup in modo sempre più preciso. Perciò è di fondamentale importanza avere un simulatore di ultima generazione il più attendibile possibile.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.