Analisi tecnica F1 | GP Russia – Analisi delle strategie di gara

Il Gran Premio di Russia ha regalato uno spettacolo entusiasmante, che ha raggiunto il picco della suspance negli ultimi giri. La strategia è stata determinante, in quanto le prime posizioni sono state decretate dai muretti che hanno reagito più tempestivamente alle precipitazioni. Analizziamo le scelte strategiche che sono state prese sia sull’asciutto che nel finale thriller. GP Russia analisi strategie

©️ Pirelli F1

Analisi delle mescole

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La P Zero White C3 è stata la gomma principale del Gran Premio, montata prevalentemente per il secondo stint ma anche utilizzata da alcuni piloti per iniziare la gara. Nonostante le temperature non elevate, non ha sofferto difficoltà di warm up presentando una velocità notevole, oltre che alla eccellente consistenza e durabilità tipica della hard. Quest’ultima ha infatti permesso di compiere diversi stint di considerevole lunghezza, fino a 36 giri di Perez e Giovinazzi. GP Russia analisi strategie

La P Zero Yellow C4 è stata la mescola che la maggior parte, prevalentemente nella top 10, hanno utilizzato per iniziare la gara. Ha garantito un’ottima prestazione e un grip di alto livello, Tuttavia, in diversi casi è stata incapace di compiere lo stint prefissato, presentando un graining accentuato nell’anteriore sinistra. Il che ha costretto alcuni piloti, tra cui Sainz, ad anticipare la sosta. In altri casi, questa gomma ha affrontato un numero ben più ricco di giri, come i 28 percorsi da Norris.

La P Zero Red C5 non è stata praticamente mai montata nel corso del GP. L’unico è stato Tsunoda in una chiamata pressoché rocambolesca all’inizio delle precipitazioni al posto della Intermedia, poi montata al giro successivo. Per il resto le squadre non si sono voluti affidare ad un’opzione che, per quanto vantaggio potesse dare nell’immediato, è risultata troppo poco consistente per compiere stint di lunghezza sufficiente. Il graining accentuato già sulle medie, ha scoraggiato del tutto la scelta di questa opzione, ancora più fragile sotto questo punto di vista.

Infine, la Intermedia si è sicuramente rivelata la gomma chiave, in quanto ha determinato il risultato. È stato proprio chi ha montato prontamente questa mescola, come Raikkonen, Verstappen, Sainz e Bottas, ad “undercuttare” i più esitanti guadagnando una notevole quantità di posizioni.


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La gara sull’asciutto

©️ Pirelli F1

Come previsto nell’analisi pre-gara, la scelta libera della gomma di partenza ha fatto optare la maggior parte dei team per una strategia media-hard. Questa soluzione è stata doverosa per i piloti primi in griglia, contando sull’ottimo grip garantito dalla C2 per le fasi di partenza. Grazie a quest’ultimo Carlos Sainz è riuscito a prendere la prima posizione in staccata in curva 2.

Al contrario, le vetture chiamate ad una rimonta come Leclerc, Verstappen e Bottas, hanno preferito la strategia inversa. Quest’ultima è stata resa possibile dal celere warm up della mescola dura, molto competitiva fin da inizio gara. A testimone di ciò vi è lo strabiliante giro di apertura di Leclerc, nel quale ha guadagnato 7 posizioni, con il pneumatico che gli ha fornito un ottimo grip sia in partenza che nelle prime curve. Ovviamente la durabilità della C3 ha permesso ai team di allungare il primo stint, “overcuttando” le vetture più lente ma anche avendo più flessibilità per decidere il momento della sosta. Inoltre, questa strategia ha permesso di montare gomme medie nuove, quindi più prestazionali, per le ultime fasi di gara. Il che ha sia agevolato i sorpassi, come quelli del monegasco su Vettel, Raikkonen, Ocon, Russell e Stroll, ma ha anche fornito decisamente più grip all’inizio delle precipitazioni.

Tutti i piani prevedevano comunque una sola sosta e, la libertà di scegliere la gomma iniziale evitando la soft, ha di certo facilitato il loro compimento. Infatti nessuno, prima della pioggia finale, aveva effettuato un secondo pit stop.

Il finale thriller

Questa gara sarà probabilmente ricordata per il suo finale al cardiopalma, in cui la pioggia è stata protagonista. Quest’ultima è arrivata a 6-7 giri dalla fine. Tuttavia, all’inizio, si trattava solo di qualche goccia in determinate zone del circuito. Per questo, tutti i piloti ad eccezione di Bottas – in cerca di qualcosa di diverso, che alla vine ha pagato, visto la precaria P14 che occupava in quel momento – hanno preferito continuare. In seguito, è diventato sempre più palese il bisogno delle gomme da bagnato nonostante la gara fosse giunta quasi al termine. Infatti, nei giri 49-50 la maggior parte dei piloti hanno sostituito i pneumatici.

Nel frattempo, tra scodate e aquaplaning, vi era una fantastica lotta a 3 tra Alonso, Perez e Leclerc. Sfortunatamente, a differenza dei primi due che hanno colto l’ultimo momento utile pittando al giro 50, il monegasco ha deciso di provare a rimanere ancora fuori. Un giro di troppo… dato che da quel momento le precipitazioni sono decisamente aumentate, rendendo la pista inguidabile con le slick e conseguente uscita di pista per il ferrarista. Lo stesso è accaduto anche al leader Norris il quale, in una comprensibile esuberanza trovandosi a pochi giri dalla prima vittoria in carriera, ha totalmente ignorato le istruzioni del box, scegliendo di rimanere in pista. Alla fine, questo gli costerà ben 6 posizioni.

È scontato affermare che, con il solito senno di poi, la scelta migliore sarebbe stata rientrare immediatamente al giro 47. Infatti, chi ha rischiato in quel senso ha guadagnando una notevole quantità di posizioni “undercuttando” massivamente il resto del gruppo.

Tuttavia, è anche comprensibile l’iniziale tentativo di rimaner fuori per chi non aveva nulla da perdere. In fondo, rettificando la strategia entro il giro 50 ci sarebbe stata la possibilità di salvare gran parte del bottino di punti, nonostante comunque non fosse la strategia ottimale. Un irrimediabile errore è stato, invece, rimanere fuori oltre quel giro, andando incontro ad un disastro dal punto di vista della classifica.

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Le parole di Isola

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Mario Isola, responsabile Pirelli F1 e Car Racing, ha così commentato il Gran Premio appena terminato:

Dopo le condizioni di bagnato di ieri, la pioggia ha esitato ad arrivare fino agli ultimi giri e ha deciso la gara. Fino ad allora i piloti avevano sfruttato al meglio le condizioni dell’asciutto, usufruendo della libertà sulla scelta delle gomme di partenza […]. La pista si è “resettata” in seguito alla pioggia, il che ha portato a un po’ di scivolamento e graining all’inizio della gara, ma questo è stato presto superato…”

Egli ha proseguito delineando un bilancio delle mescole:

“…la resistenza all’abrasione della mescola dura si è rivelata molto adatta alle condizioni, con alcuni stint molto lunghi di oltre 35 giri. Anche la media ha fatto 28 giri con Lando Norris. Tuttavia, alla fine, è stata la gomma intermedia a fare la differenza sia in qualifica ieri che soprattutto nel finale di oggi […]”

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.