Analisi tecnica F1 | GP Turchia – Analisi delle strategie di gara

Il Gran Premio di Turchia è volto al termine, non senza colpi di scena. Le strategie sono state protagoniste ancora una volta, sia nell’eterna attesa di vedere delle gomme da asciutto in pista, sia nell’osservare se chi non aveva ancora effettuato la sosta sarebbe arrivato fino in fondo.

©️ Pirelli F1

Gara sul bagnato F1 Turchia analisi strategie

©️ Pirelli F1

Al contrario di tutte le previsioni, non c’è mai stata la possibilità di montare gomme da asciutto. Come si preannunciava in mattinata, la gara è iniziata su pneumatici da bagnato. F1 Turchia analisi strategie

All’inizio ci si aspettava che la pista sarebbe andata subito ad asciugarsi. Per questo motivo, tutte le scuderie hanno allungato il primo stint in attesa del momento per montare gomme da asciutto. Tuttavia, il protrarsi di queste condizioni – come dimostrato dal disastroso tentativo di Vettel nel montare gomme medie – ha fatto cambiare i piani. Infatti, la maggior parte dei piloti, tranne Leclerc, Hamilton ed Ocon, hanno virato verso un secondo stint con gomme intermedie.

Questa azione è stata caldamente consigliata anche da Pirelli. Infatti, una volta esaminati i pneumatici smontati dalle prime vetture ad entrare ai box, ha rilevato che essi avevano esaurito tutta la gomma superficiale facendo emergere la carcassa interna (come evidenziato nella foto seguente). Quindi, arrivare fino in fondo con lo stesso set, avrebbe aumentato esponenzialmente il rischio di cedimento.

Le intermedie usate di Hamilton

Record per Ocon

L’unico che alla fine non ha “ceduto” al cambio gomme è stato Esteban Ocon. Seppur questa scelta si è rivelata errata, ne è valso un record. Infatti, erano 28 anni che un pilota non terminava la gara senza entrare ai box. L’ultimo fu proprio Gerald Berger su Ferrari in occasione del Gran Premio di Germania 1993. Magra consolazione per il francese che a causa di questa strategia è retrocesso fino alla 10ª posizione.

Anteriore destra praticamente distrutta di Ocon, con la carcassa interna ben visibile

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Un rischio per Leclerc

©️ Scuderia Ferrari media

Molto discutere ha fatto la scelta Ferrari di rimanere coraggiosamente fuori mentre tutti i suoi rivali diretti avevano optato per il cambio gomme. L’azzardo gli avrebbe permesso di giocarsi la vittoria ma, rivelandosi sbagliata, gli ha fatto perdere il podio.

Ciò nonostante, questo rischio è stato ben ponderato in casa Ferrari. Infatti, rimanendo fuori, Leclerc ha tentato l’all in diventando persino leader del Gran Premio per ben 9 giri. Tuttavia, quando è stato palese che il gradino più alto del podio sarebbe stato irraggiungibile, gli uomini in rosso non si sono intestarditi e hanno sfruttato l’ultima opportunità utile per entrare ai box e rettificare la strategia uscendo in posizione da podio.

Quindi, ricapitolando, se l’azzardo avesse funzionato avrebbe regalato ai Tifosi la tanto desiderata vittoria, altrimenti in ogni caso Leclerc avrebbe mantenuto la sua iniziale terza posizione. Per tale motivo, benchè il senno di poi non gli abbia dato ragione, è sembrata una scelta opportuna e molto ragionevole visto la posta in palio.

Sfortunatamente però, non tutto è andato secondo i piani, dato che le intermedie nelle prime fasi dello stint hanno faticato molto più del previsto. Il che ha fatto perdere il podio a Leclerc in favore di Perez non ripagando l’audacia degli strateghi Ferrari.

Il comportamento delle intermedie

Anomalo può sembrare il comportamento che le gomme intermedie hanno avuto nella seconda parte di questo Gran Premio. Infatti, solitamente, la mescola raggiunge il suo picco di performance nei primi giri in cui è montata. Al contrario, oggi, la maggior parte dei piloti ha faticato enormemente a trovare grip nelle prime fasi dopo il pit stop.

Ciò è dovuto alle condizioni della pista. Infatti, se era ancora troppo umido e scivoloso per i pneumatici da asciutto, non era sufficientemente bagnato affinchè le intermedie potessero lavorare a pieno regime. Di conseguenza, i “quadratini” del battistrada che hanno lo scopo di evacuare l’acqua stagnante, in assenza di quest’ultima, si inclinavano e si muovevano notevolmente al contatto con l’asfalto, facendo scivolare la vettura. Tale deficit andava migliorando con l’usura della gomma la quale, consumando il battistrada zigrinato, diminuiva questo fenomeno

Inoltre, sempre a causa delle condizioni non ottimali per le intermedie, è stata riscontrata dai piloti iniziale difficoltà nel generare temperatura all’interno della gomma, con conseguente formazione di graining e ulteriore perdita di grip. Anche questo problema andava via via alleviandosi dato che, il procedere dello stint, favoriva la presa di temperatura, ripulendo il graining e ritrovando prestazione.

©️ Pirelli F1

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.