Analisi Tecnica F1 | GP Turchia – Scopriamo le configurazioni aerodinamiche adottate ad Istanbul

Terminate le FP1, è possibile delineare un quadro degli assetti aerodinamici utilizzati dai team. Analizziamoli per intuire la quantità di carico che essi andranno a generare. F1 Turchia aerodinamica

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Le caratteristiche del circuito

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Istanbul è una pista caratterizzata da un’ingente quantità di curve di specifica diversa. Vi sono infatti chicane da affrontare a bassa velocità, nelle quali è di estrema importanza il grip nei cambi di direzione e in trazione. Inoltre, sono presenti anche diverse curve ad ampio raggio da percorrere ad alta velocità, dove la deportanza risulta fondamentale. Queste ultime sono capeggiate da curva 8, simbolo del circuito, lunga ben 640 metri (pari al 12% dell’intero giro), durante la quale le vetture sono soggette a fino 5g di accelerazione laterale. F1 Turchia aerodinamica


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Assetto aerodinamico elevato

Basandosi sul layout descritto in precedenza, i team utilizzano un assetto aerodinamico elevato per “aiutare” le monoposto a mantenere i pneumatici incollati all’asfalto. Una scelta di questo tipo aumenta il carico generato dalla vettura, sacrificando leggermente la velocità massima, ma incrementando il grip e la deportanza specialmente nelle curve veloci.

Questa direzione va anche a favore della gestione delle gomme, il cui stress va “alleggerito” perché supportate dall’aerodinamica della vettura. Il che è un aspetto in primo piano per questo weekend, data la scelta della Pirelli di “ammorbidire” di uno step i pneumatici portati al circuito di Istanbul.

Specifiche degli alettoni posteriori

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La direzione verso l’alto carico percorsa dalle squadre è evidenziata dalle specifiche degli alettoni posteriori che sono stati portati in Turchia. Questi presentano una corda di dimensioni notevoli, che va ad aumentare il profilo del flap. Ciò consente alle ali di incrociare una maggiore quantità di aria, incrementando la deportanza generata.

Anche i main plane sono linea con un assetto elevato. Infatti, sono nella loro configurazione lineare, la quale punta a massimizzare la quantità di carico da loro prodotto.

Leggermente più scarico è sembrato invece, durante queste FP1, il pacchetto aerodinamico della Red Bull. Il loro alettone posteriore presenta un flap di corda leggermente minore rispetto ai rivali. Inoltre, il main plane scelto dalla scuderia austriaca abbozza una forma a cucchiaio. Queste discrepanze sono molto sottili, per questo non comportano notevoli differenze sulla prestazione in curva. Tuttavia, indicano una filosofia leggermente diversa adottata dai loro aerodinamici. Va però ricordato che la Red Bull in questo campionato ha spesso corso con alettoni più scarichi della concorrenza, sfruttando il maggior carico che il loro corpo vettura è capace di generare.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.