Analisi Tecnica F1 | Lo sviluppo delle Power Unit nell’ultimo anno

Al termine della prima metà della stagione di F1, avendo avuto riscontri in piste dalle caratteristiche e peculiarità molto diverse, è possibile delineare un quadro delle prestazioni delle vetture veritiero ed attendibile.
Una delle aree più discusse e tenute in considerazione nel delineare le prestazioni di una F1 è la Power Unit.

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Criteri utilizzati nella valutazione

La Power Unit è il “motore” delle auto, ma tuttavia non è di così facile interpretazione in quanto, a partire dal 2014, si è optato per propulsori ibridi composti da 6 elementi. Per questo la prestazione complessiva non si riferisce più al solo motore endotermico, ma deriva dalla “somma” delle singole unità, che da fuori è impossibile valutare singolarmente.
Inoltre, è doveroso ricordare che la velocità in rettilineo non è solamente frutto della potenza del propulsore, ma anche dall’aerodinamica. In particolare, si valuta il cosiddetto coefficiente di efficienza, il quale denota la resistenza all’avanzamento della monoposto. Ciò rende praticamente impossibile stabilire fin dove la prestazione sia dipesa da un’area piuttosto che dell’altra. Di conseguenza, si può procedere solo per approssimazione. Servendoci dei dati GPS, possiamo calcolare una media tra le scuderie con la stessa motorizzazione e traducendo il tutto in cavalli.

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Confronto 2020-2021

Confronto prestazioni PU
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Come si può notare, la classifica in termini di posizioni non ha subito sostanziali cambiamenti tra la stagione passata e quella attuale. Tuttavia, è molto interessante analizzare l’evoluzione dei distacchi tra i costruttori.

Le Power Unit “TOP”

Molto più serrata è la lotta per il leader del reparto. Infatti, se nel 2020 vi era un vantaggio abissale a favore della Mercedes, nell’anno corrente Honda ha ridotto sostanzialmente l’intero gap, raggiungendo persino la vetta della classifica in alcuni appuntamenti. Questo gli è stato possibile da quando sono riusciti a superare i problemi di affidabilità che tanto impensierivano gli ingegneri di Milton Keynes. Nelle scorse stagioni Red Bull si è trovata spesso a non poter usare la totalità dei cavalli a loro disposizione.

La seconda metà della classifica

Molto vicine sono anche la Renault e la Ferrari, grazie agli sviluppi implementati dalla scuderia di Maranello durante la pausa invernale, che gli ha consentito di accorciare enormemente lo svantaggio sulla concorrenza.
È doveroso sottolineare che la Ferrari ha annunciato un ulteriore sviluppo successivo al Gran Premio di Italia, che porterà un’altra decina di cavalli al loro motore in vista del finale di stagione. Implementazione che, come si può osservare dal grafico, è tutt’altro che irrilevante e può ulteriormente modificare i valori in campo.
Al contrario, la Renault non sembra condividere la stessa filosofia. Infatti, la dirigenza ha recentemente affermato di aver abbandonato ormai da tempo lo sviluppo del propulsore attuale. Il fine è quello di concentrarsi unicamente su quello venturo che accompagnerà il cambio dei regolamenti.

Chi ha guadagnato di più?

Guadagno cavalli
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Il grafico parla chiaro: il motorista “vincente” negli ultimi mesi è stato sicuramente Honda. Aggiungendo un’enorme quantità di potenza alla loro Power Unit, hanno reso la Red Bull una vettura molto più completa, in quanto competitiva anche sui circuiti veloci, e non solo su quelli ad alto carico come in passato. È stato proprio questo il passo decisivo che ha permesso alla scuderia austriaca di tornare a lottare definitivamente per il mondiale.
Segue la Ferrari che, come ci si poteva aspettare, in seguito all’abissale fallimento dell’anno passato era chiamata ad una forte reazione di orgoglio degna del suo blasone.
Infine, stupisce in negativo trovare la Mercedes in ultima posizione. Tuttavia, quando si raggiungono livelli stellari come quelli del 2020, superarsi anche di poco risulta estremamente difficile. Difatti, nonostante abbiano la Power Unit con il salto qualitativo minore, la rendita lasciata dall’anno scorso fa si che possano lo stesso rimanere nelle primissime posizioni giocandosi il mondiale a pieno titolo.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.