Analisi tecnica F1 | Mercedes notevolmente migliorata sul dritto. Ecco il segreto

La Red Bull, recentemente, non ha nascosto alle telecamere di essere seriamente preoccupata per la prestazione trovata da Mercedes negli ultimi Gran Premi, quale la velocità sul dritto che la scuderia di Brackley sembra aver magicamente guadagnato. Analizziamo in cosa consiste lo step evolutivo messo in pratica dai campioni in carica. f1 Mercedes sviluppo velocità

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La risalita della Mercedes

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Nelle fasi centrali del campionato, Mercedes sembrava essere impotente contro la prestazione della Red Bull. Per questo, molti appassionati già l’avevano data per sconfitta indirizzando massivamente le previsioni per il titolo verso la sua rivale. f1 Mercedes sviluppo velocità

Tuttavia, i 7 volte campioni negli anni hanno sempre mostrato la capacità di superare le difficoltà e riprendersi, anche nelle situazioni più complesse. Così è avvenuto in questo campionato, con la scuderia inglese che ha conquistato il gradino più alto del podio negli ultimi due Gran Premi, interrompendo quella fatidica striscia di sole 2 vittorie in 11 gare.

La cosa più importante per i fan inglesi è che questi successi siano arrivati non da episodi fortuiti o variabili favorevoli ma dalla pura velocità della monoposto. Se vogliamo, infatti, colui che in queste occasioni è stato maggiormente “aiutato dagli dei del Motorsport”, nonostante ne sia uscito comunque sconfitto, è stato proprio Verstappen. L’olandese ha approfittato degli ultimi giri caotici nel GP di Turchia per guadagnare la seconda posizione (che altrimenti sarebbe stata solamente una ben meno redditizia 9° piazza), riducendo al minimo lo svantaggio della partenza dal fondo.


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Gli sviluppi della prestazione

Mercedes ha letteralmente dominato gli ultimi appuntamenti del mondiale, mettendo in pista un passo, sia in qualifica che soprattutto in gara, irraggiungibile per qualsiasi altra vettura. Ciò è prevalentemente dovuto ad un netto miglioramento della velocità sul dritto. Questo, infatti, oltre a fornire un vantaggio nei rettilinei, permette di caricare maggiormente la vettura, andando così a pareggiare la maggiore deportanza Red Bull. Pertanto la W12 riesce finalmente ad essere competitiva anche sulle piste favorevoli all’avversaria, come dimostrato nella vittoria del GP di Turchia.

I motivi del miglioramento

Apparentemente, questa crescita sembra inspiegabile, dal momento che la Mercedes non ha portato sviluppi al motore, né altri miglioramenti sostanziali nelle altre aree.

Non avendo quindi un surplus di cavalli, la velocità di punta è stata necessariamente ricavata lavorando sull’altra faccia della medaglia: il drag. Come i più appassionati sanno, la top speed è risultato ovviamente della spinta data dalla power unit, ma anche dell’efficienza dell’aerodinamica. Quest’ultima consiste nell’ottenere la minor resistenza all’avanzamento possibile, riducendo l’attrito della vettura con l’aria.

Gli ingegneri con sede nel Regno Unito hanno raggiunto questo obiettivo lavorando sulle sospensioni. In particolare, come si può notare nel video seguente, hanno ideato un assetto capace di variare momentaneamente l’altezza posteriore della monoposto in rettilineo. Precisamente, all’aumentare della velocità, il retrotreno tende ad abbassarsi diminuendo il rake, il quale favorisce la prestazione in curva ma danneggia quella in rettilineo. Così facendo si induce lo stallo del diffusore, limitando notevolmente il carico, e di conseguenza anche il drag, che esso produce.

Tutto questo ovviamente si resetta in frenata, ristabilendo le altezze originarie della monoposto per massimizzare, al contrario, la produzione di carico in vista delle curve.

 

Questo espediente è estremamente geniale perché permette al team di adeguare l’assetto della W12 nell’arco del giro. In questo modo è possibile privilegiare la velocità massima sui rettilinei e la deportanza nelle curve, ottenendo quindi il massimo della prestazione possibile in entrambe le fasi.

Sarà questa la trovata che permetterà a Mercedes di ipotecare il mondiale o Red Bull è pronta a rispondere a questo salto di qualità della rivale?

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.