Analisi tecnica | Rollio, Imbardata e Beccheggio: cosa sono?

Nel campo delle competizioni motoristiche e dell’automotive in generale molte volte si sente parlare di Rollio, Imbardata e Beccheggio. Cosa Sono? A Cosa servono?

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Credit: Davide Galli f1ingenerale.com

Per descrivere il moto dei corpi è necessario usare delle coordinate che permettono di individuare l’oggetto nello spazio e di descriverne il moto. Nel caso dei veicoli terrestri, come le auto da corsa, si utilizzano le coordinate cardaniche, che si basano su tre rotazioni che sono il Rollio, l’Imbardata e il Beccheggio.

Il Rollio è la rotazione attorno all’asse X di un sistema di assi destrorsi posizionati come in figura. Questo tipo di rotazione è molto minore rispetto alle altre due in condizioni di funzionamento normali e nelle vetture viene causato dalle azioni delle forze d’inerzia quando si effettua un cambio di direzione.

Questo effetto di spostamento di massa nelle curve può causare instabilità, per questo sono introdotte delle barre antirollio che irrigidiscono la struttura. Giocando con la rigidezza di queste barre all’anteriore e al posteriore si possono gestire i fenomeni di sottosterzo o sovrasterzo.

Il Beccheggio è la rotazione attorno all’asse Y. Sicuramente vi ricorderete la gara di Formula Uno del 2019 disputata ad Austin (USA), dove tutti i piloti lamentarono la presenza di un asfalto sconnesso. In quel gran premio l’asfalto provocò un effetto di Beccheggio, ovvero un “dondolio” molto evidente soprattutto in uscita dai box. Su vetture rigidissime come le Formula Uno questo movimento causa instabilità e perdita di aderenza.

L’Imbardata invece è la rotazione attorno all’asse Z della vettura. Questa rotazione in genere descrive il sovrasterzo, ovvero la perdita del posteriore che in mancanza di grip tende a sfuggire verso l’esterno.
Esistono sistemi chiamati ESP, che ormai troviamo anche sulle auto di fascia medio/bassa, che servono proprio a gestire proprio queste rotazioni non volute del veicolo.

Queste tre coordinate possono essere sfruttate per studiare il comportamento di varie componenti del veicolo. Tramite metodi di analisi basati su equazioni differenziali si riesce a costruire modelli molto realistici sul funzionamento di sospensioni, traiettorie di veicoli, deformazioni del telaio e di molte altre componenti.

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Fabrizio Marini

Studente d'ingegneria meccanica presso l'università di Bergamo. Il primo ricordo della Formula Uno risale alla stagione 1999. Un Eddie Irvine che prova a vincere il titolo, avevo 8 anni. Da li in poi ho trascorso un sacco di domeniche sul divano a guardare le gare, combattendo la sonnolenza post brasato con polenta. Sono cresciuto tifando nell'ordine Alonso, Raikkonen, Button (fenomeno sul bagnato), Alonso, Alonso (Ferrari),... , Alonso (McLaren) e Ferrari dei giorni d'oggi.