Automotive | 50 sfumature di auto – Elettrica sì, elettrica no

Il mondo dell’automotive sta spingendo sempre più verso le vetture elettriche. Ma quali sono i pro e i contro e come capire se è utile o meno?

vetture elettriche

Chi non ha una zia sui sessanta a cui è legato affettivamente?
E se questa amata zia chiedesse proprio a voi, che in famiglia siete considerati gli espertoni di macchine, se è davvero giunto il momento di passare ad un auto elettrica, cosa le rispondereste?
A) “Tieniti la tuo Punto che vai ancora alla grandissima!”
B) “Fai correre l’economia e comprati una Maserati Levante!”
oppure vetture elettriche
C) “Quando vorrai ti spiegherò perché puoi essere la persona ideale per una city car elettrica.” Atteniamoci ai fatti: per fare bella figura ci servono molti dati sull’uso che fa la zia della sua auto ma noi per non annoiarla le sottoporremo cinque semplici domande.

Quanti chilometri fai in media al giorno?

Tutte le city car elettriche hanno ormai autonomie di tutto rispetto che vanno dai 133 km della Smart EQ ai 320 km della più generosa Fiat 500 elettrica. Stiamo parlando di misurazioni fatte con il protocollo WLTP, finalmente più realistico del precedente NEDC. Tra l’altro questi chilometraggi tendono ad aumentare se si utilizza l’auto solo nel ciclo urbano. Con queste autonomie, la maggioranza degli italiani, ci starà dentro alla grande. La media Italia del 2019 per automobilista è di circa 31 km al giorno di percorrenza.


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Nei tuoi percorsi quante volte percorri più di 60-70 km in autostrada?

Nell’uso autostradale le vetture elettriche naturalmente consumano di più e riducono di conseguenza la loro autonomia. Se non siamo proprio di fronte a un pendolare extraregionale, anche in questo caso rimaniamo nel range di autonomia senza particolari ansie.

Hai la possibilità di ricaricare in garage o in cortile?

Se la risposta è “sì”, abbiamo fatto bingo perché il miglior distributore di energia elettrica sul mercato è proprio lì, nel nostro garage, con la nostra utenza di casa, magari potenziata per caricare più in fretta, utilizzando il nostro impianto elettrico adeguatamente verificato. L’ideale sarà corredarlo di una “wall box” una semplice attrezzatura che ci darà la possibilità di gestire al meglio e più velocemente le ricariche rispetto al cavo standard collegato ad una comune presa schuko.

Hai una colonnina pubblica di ricarica nelle vicinanze?

Per chi non ha il garage sarà importante avere fin da subito, vicino a casa o al luogo di lavoro una colonnina pubblica. Ne stanno spuntando come funghi, anche se non le notiamo e ce lo dicono i numeri dell’autorevole fonte Motus-e: oltre 16.000 punti di ricarica. Tra i diversi operatori se ne installano attualmente circa 70 aggiuntive ogni settimana. In Italia sono già più dei distributori di GPL e metano. Presso le comuni colonnine pubbliche, da 11-22 kw, il costo della ricarica sarà molto superiore rispetto alla ricarica domestica, parliamo di 0,43 € per Kwh contro gli 0,20 € per Kwh dell’impianto di casa ma permettono anche a chi non ha la fortuna di possedere un box di entrare di diritto nel futuro della mobilità.

Ti capita di attraversare le zone a traffico limitato della città?

Per chi lavora o abita in centro e il sindaco della sua città, oltre alla ZTL, blocca spesso la circolazione per via degli sforamenti ai limiti previsti per le polveri sottili, la strada è già tracciata. Nella maggior parte di questi casi viene permesso il passaggio solo a vetture ibride Plug-in o elettriche che in alcuni casi parcheggiano anche gratuitamente sulle strisce blu, quelle normalmente a pagamento.

Ok giochiamoci il jolly e immaginiamo che la zia abbia tutte le migliori condizioni di utilizzo: percorre in media 40 km al giorno, di cui al massimo una ventina di superstrada, ha un garage di proprietà e ogni tanto le piace recarsi in centro magari attraversando la zona a traffico limitato.

Non sarà una passeggiata convincere un’automobilista tradizionalista come lei ad elettrificarsi e ci saranno tanti aspetti su cui dovremo rassicurarla e istruirla. Se riusciremo ad accompagnarla in concessionaria a provare l’auto con la spina ne sarà entusiasta, garantito! Prima di questo però c’è la nostra arringa finale.
“Cara zia, hai tutte le caratteristiche giuste per passare alla mobilità elettrica. Queste auto sono divertenti e facili da guidare, non inquinano, sono più efficienti dei veicoli tradizionali, hanno autonomie adeguate, si ricaricano più in fretta di quello che pensi e cominciano ad essere accessibili soprattutto grazie agli incentivi….”
“Ma va, tuo zio mi dice che costano un sacco di soldi! Per lui é meglio una bella km 0 a benzina”.
Sono stato ingenuo, mi sarei dovuto aspettare una qualche azione familiare di disturbo ma ho la battuta pronta e rilancio senza darmi per vinto. “Ok se sabato prepari le lasagne vengo a pranzo da voi e facciamo il conto della serva. Carta e penna e calcoliamo tutti i costi: la vostra km 0 a benzina contro la mia city car elettrica!”
To be continued…

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Marco Cucchi

Formatore, consulente e coach nel settore automotive, cofondatore di HL Consulting srl, appassionato di Motorsport, autore del libro "Ayrton Senna, io c'ero" Edizioni Acar.