Bugatti Centodieci – 110 anni di storia collegata al genio incompreso dell’EB110

Bugatti Centodieci festeggia i 110 anni di storia ispirandosi nel nome e nel design a quella vettura poco capita dell’ EB110. Prodotta in soli otto esemplari riavvolgiamo il nastro di una casa nata italiana e diventata francese ma diretta dal gruppo Volkswagen.

bugatti centodieci

Genio incompreso

Erano gli anni 90 e nei capannoni modenesi un certo Romano Artioli rileva la società “Bugatti”. Artioli chiama Paolo Stanzani ex Ingegnere Lamborghini, che nominerà capo progettista. Segue poi Loris Bicocchi a capo dei collaudatori. Tre nomi ed un unico obbiettivo: mettere sul mercato la miglior supercar mai costruita. Si parte da un foglio bianco nel 1987 e tra nottate in fabbrica ed incidenti ad oltre 400 km/h, qualche anno dopo la vettura è già pronta. Tuttavia si decide di aspettare ancora un anno per la messa in commercio. Nel 1991 infatti, Bugatti festeggerà i 110 anni dalla fondazione. In quel preciso istante si decise anche il nome della vettura: EB110.

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La EB110 entra subito nel cuore di piloti e giornalisti. In quegli anni i motori turbo non erano di certo una novità ma montare 4 turbine a sovralimentare il V12 da 3,5 litri era pura follia. Folle quanto reale. Il risultato lo si legge in cavalli: 560 per la GT e 610 a per la Super Sport. Potenza e leggerezza erano le parole chiave e con un basamento in alluminio e carter a secco la ricetta della supercar perfetta era quasi completa. Manca solo la trazione, che diciamo era semi integrale. Un differenziale centrale che inviava fino al 73% della coppia al retrotreno. Un po’ come dire “ti sei divertito ad uscire di traverso da quel tornante? bene ora però dobbiamo andare forte, mi serve coppia davanti”. Sembrerebbe tutto cosi perfetto se non fosse che questa vettura segnò il declino totale di Bugatti. Nonostante il regalo a Michael Schumacher, con la EB110 in livrea Benetton, la vettura non decolla nelle vendite. Il risultato sono 33 SuperSport, 93 GT in tutto il mondo. Nulla a confronto dei 670 milioni investiti.

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Bugatti Centodieci

In Bugattila la porzione di cavalli sembra fatta da una nonna: dici basta ma lei continua a riempire il piatto. Ingegneri e tecnici riescono a portare la potenza del W16 a 1600 CV (milleseicento). Concentrare tanta potenza in una vettura più piccola di una Ferrari 488 GTB vuol dire aver perso il senso della ragione. Motore e vettura spesso sottovalutati e giudicati senza senso, solo per ricchi sceicchi arabi. Assolutamente nulla di più falso. La Bugatti Centodieci nasconde alcune finezze tecniche e controllo dinamico quasi uniche nel panorama automobilistico. Finezze che ne giustificano (in parte) l’enorme prezzo anche solo della Chiron. Vettura dalla quale la Centodieci eredita gran parte della filosofia. Il motore ha un architettura davvero particolare, si tratta di un W16 8.0L con bancate di 90 gradi ottenuto incrociando due V8 stretti da 4.0L.

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Il motore, che deriva da quello usato sul modello precedente Veyron, eroga 1.600 cavalli ma si discosta del tutto dal suo predecessore per quanto riguarda le gestione elettronica totale, nonché per la presenza della iniezione diretta con doppio iniettore per cilindro per un totale di 32 iniettori. A dissipare così tanta potenza ci pensano ben 10 radiatori sparsi per tutta la vettura che lavorano in sinergia con una  pompa dell’acqua che ha una portata volumetrica massima di circa 800 litri/minuto. Numeri che fanno davvero impressione ma che sono nulla se guardiamo quanta aria questo motore ha bisogno di respirare. A 420 km/h la Bugatti Centodieci aspira 60MILA LITRI di aria al minuto. Miscelata al carburante alla velocità massima ha un consumo di 520 metri per litro di carburante.

Design

Se siete sopravvissuti ai numeri incredibili di questa vettura possiamo ammirarla in tutto il suo splendore da fuori. Bianca per non attrarre ancor più calore al vano motore e non certo per una questione di stile. Tanti spoiler ed appendici aerodinamiche con un alettone montato al posteriore. Ruba la scena il grande diffusore che raccoglie i 4 terminali di scarico. Tra l’alettone e il diffusore è posizionato un gruppo ottico a led a sviluppo orizzontale. Elementi di design che si collegano a finezze uniche ingegneristiche per dar vita alle otto Bugatti Centodieci con cui la casa francese ha deciso di omaggiare la tanto incompresa EB110.

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