Bwoahgelle | Le pagelle scorrette del GP del Bahrain

Ritorna il nuovo e già apprezzatissimo appuntamento con le Bwoahgelle. Qui troverete i giudizi dei nostri redattori Aurora e Paolo, già autori delle regolari pagelle, senza filtri e peli sulla lingua. E la puntata di oggi sarà una strage degna dei migliori episodi del Trono di Spade. Bwoahgelle GP Bahrain

Sebastian Vettel: Uso obbligatorio del cardiofrequenzimetro

Aurora: Lo spinning è un’attività aerobica/anaerobica di gruppo su bicicletta stazionaria. È stato importato dagli Stati Uniti in Europa nel 1995. Nato come preparazione in luoghi chiusi per il ciclismo su strada, subisce un’evoluzione tecnica grazie al personal trainer Johnny Goldberg e viene esportato sui circuiti di tutto il mondo da Sebastian Vettel. Il campione tedesco ne rivisita i fondamenti e lo adatta alle esigenze della sua carriera agonistica. Le diverse discipline in cui il pilota si cimenta, quali ad esempio il lancio del punto iridato (disciplina derivata dal giavellotto), richiedono costante allenamento.

Paolo: Sembrava a tutti che il povero Seb fosse finalmente passato ad un gioco di simulazione, ma niente, Vettel non vuole lasciare gli arcade: convinto che ci sia controllo di trazione e flashback, non si cura di stare combattendo in pista e non con il joystick. Però si cala perfettamente nel ruolo di ragazzino anni ’90, una volta girato prova a tornare indietro con la SF90 facendola diventare la magica Delorean di ritorno al futuro. Tempo di crescere Seb.

Max Verstappen: “Let me in! Let me iiiiiiiin!” Bwoahgelle GP Bahrain

Aurora: La direzione di gara ci è rimasta talmente male per la disavventura di Leclerc che ha preferito inventarsi una safety car inesistente piuttosto che togliere il podio al monegasco. Nel mentre, Verstappen è disperato perché, in un modo o nell’altro, un motore Renault (in questo caso due) riesce sempre a togliergli qualche gioia.

Paolo: Il povero olandesino era convinto di farcela, quantomeno a conquistare il podio. Ma indovinate chi non era d’accordo? Ovviamente Ricciardo! Avuto il problema elettrico, decide di scendere dall’auto e di portarsi il volante. La macchina non si può spostare = safety car. Max dietro Charles, podio al sicuro. Karma!

Kimi Raikkonen: Ma io che c**** ne so, scusa?”

Aurora: Avrete facilmente intuito che il nome delle nostre pagelle scorrette è un omaggio al pilota più memabile della griglia da oltre quindici anni. Il muretto gli chiede in che condizioni sia la sua ala anteriore, ma con la cataratta che avanza è difficile vederla. Esporta rapidamente il suo approccio delicato e diplomatico anche nei box Alfa Romeo: il suo ingegnere di pista non ha tempo da perdere dietro ai legittimi dubbi di assetto del finlandese. L’allievo supera il maestro.

Paolo: In Australia il vero Kimi si era nascosto. Non per il modo di guidare, anzi. Punti in entrambi gli appuntamenti e grandi lotte in pista, ma ci erano mancati i suoi team radio, vera perla all’occhiello del finlandese. Dopo gli storici “Leave me alone” e “Where is my drink?” arrivano anche i primi con l’Alfa. La storia si ripete.

Nico Hulkenberg: Corrado Guzzanti interpreta Mariano Giusti

Aurora: Ieri partiva diciassettesimo, nemmeno il tempo di sbattere le palpebre ed era in zona punti. Nel frattempo, però, tutte le appassionate inseguivano con gli occhi la macchina del suo compagno di squadra. Permettetemi di dire che qua c’è un errore di valutazione prestazionale, ma soprattutto estetico! Ragazze, Ricciardo è carino, ma volete mettere con i lineamenti neoclassici, l’aplomb teutonico e la statuaria presenza di Hulkenberg? Eddai. Anche solo per la tranquillità con cui sopporta i diversi svarioni Renault da tre anni a questa parte ne guadagna in sex appeal. Tenetevi il vostro focoso Daniel. Io mi tengo il mio algido, paziente e costante Nico.

Bwoahgelle GP Bahrain
“Me sembra che l’unico fra noi due che sta facendo uno sforzo per evitare che io ti meni sono sempre io, la stessa persona che poi, prima o poi, ti menerà, ma lo capisci?”

Daniil Kvyat, Lance Stroll, Pierre Gasly, Kevin Magnussen: Gone Girl

Aurora: Dopo aver letto le Bwoahgelle dello scorso appuntamento, la Sciarelli in persona ha spedito una mail alla redazione. Ci ha pregato, che dico, implorato di poter tenere una rubrica sul nostro sito per documentare le curiose sparizioni che si avvicendano nei paddock di tutto il mondo. Le abbiamo detto di no, perché in questa redazione non facciamo sensazionalismo. Le persone scomparse sono una cosa seria, e l’emergenza dilaga.

Paolo: Non me ne voglia Aurora, ma io inserisco nella lista anche il magico italiano: Antonio Giovinazzi. Degno erede della tradizione di bidoni italiana. I cinque stanno lottando davvero per il campionato dei paracarri. Tra chi scompare all’ombra del compagno e chi si butta fuori da solo, le nuove leve stanno facendo bene!

Lando Norris: Top Gun Bwoahgelle GP Bahrain

Aurora: Il visino da bravo ragazzo, l’attitudine un po’ sbruffona e la statura ridicola (davvero, raggiunge a stento il metro e settanta) non possono che ricordarci il Tom Cruise degli anni migliori. Si abbatte senza pietà sul MIG sovietico di Kvyat, e come nel film, il suo amatissimo Carlos “Goose” Sainz lo abbandona a sé stesso. E proprio come nel film, ogni Maverick ha bisogno del suo Iceman. Adesso si attende solo una sudatissima partita di beach volley fra McLaren e Alfa Romeo. Io chiederò l’accredito stampa.

Paolo: DATE UNA MEDAGLIA A QUESTO RAGAZZO! FINALMENTE, DOPO ANNI DI LOTTE CON I NOSTRI GENITORI, ABBIAMO UNA SCUSA PER CONTINUARE A GIOCARE. La prossima volta che i vostri genitori vi diranno che state troppo tempo davanti ai videogiochi, voi dite: “Mamma, Norris gioca sempre anche dopo una gara, lui è un pilota di F1 e si allena molto con i videogiochi. Io voglio diventare come lui” e via fino alle 7 davanti alla Play. Salvatore di nerd.

Lance Stroll: Rocket Man

Paolo: il canadese deluso dalla sua monoposto decide di attrezzarsi da solo. In curva quattro, si trasforma in un razzo missile con i circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va! Fa fuoriuscire dal retro della sua monoposto rosa una quantità di scintille degna di una cena calabrese a base piccante. Spicca il volo all’inizio ma non arriva a punti. Anche gli americani prima di andare sulla luna hanno fatto qualche tentativo.

ROKiT Williams Racing: Innesti importanti

Paolo: Dopo l’arrivo del nuovo direttore tecnico, Giovanni Storti, la scuderia di Groove inizia a migliorare. Le componenti prese dal “Paradiso della Brugola” sembrano funzionare. Davvero ottimo il lavoro dell’italiano, che a quanto riportano rumours sarebbe pronto a richiamare a se’ gli altri due tecnici esperti del settore. Sicuramente a breve verrà annunciato anche Giacomo Poretti come capo degli ingegneri. L’ennesima prova che il made in Italy è tanta roba.

David Beckham: Bend it like Beckham Bwoahgelle GP Bahrain

Aurora: Il film appena citato, con il suo nome nel titolo, fa riferimento alla grande capacità del giocatore di imprimere una buona curvatura alla palla nel tiro. Stessa curvatura che ha impresso nello sventolare la bandiera a scacchi. Winnie Harlow, guarda e impara.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Mi occupo della redazione Endurance e GT, spesso in pista.