Bwoahgelle | Le pagelle scorrette del GP del Canada

Il GP del Canada si è concluso da un po’, ma sicuramente non è finita l’arrabbiatura e cocente delusione dei tifosi Ferrari. Noi di F1ingenerale, però, ci prodighiamo per regalare loro un sorriso. Anche in questi tempi bui tornano le Bwoahgelle, le pagelle senza filtri del GP del Canada a cura di Aurora e Paolo. Vediamo chi sono stati gli eroi e i cattivi di Montreal.

Sebastian Vettel: Occhio di Falco Bwoahgelle GP Canada

Aurora: “Non farlo. Non darmi speranza.” Il nostro Sebastian ci aveva quasi creduto, era sicuro che questa volta nemmeno la Mercedes sarebbe stata ineluttabile. Invece è bastato uno schiocco di dita a farlo sprofondare nella disperazione e a far vacillare il suo equilibrio mentale. Sotto podio furioso come Ronin, nemmeno Scarlett Johansson avrebbe potuto riportarlo alla calma, figurarsi Hamilton.

Paolo: Non ha superpoteri, è solo un umano molto allenato e forte… Praticamente un Batman che non ci ha creduto abbastanza. Dotato di mira infallibile punta tutti i muri di Montréal e riesce nell’impresa conquistata solo da Leclerc in questa stagione: la pole! Ma come Leclerc ci dà solo speranza. “In quanti futuri possiamo vincere?” “Uno” (solo se le Mercedes si spaccano).

Bwoahgelle GP Canada
Sebastian Vettel torna al famoso (quanto divisivo) “taglio aerodinamico” che ha visto il suo debutto nella stagione 2018.

Lewis Hamilton: Black Panther

Aurora: No, non è questione di colore della pelle. Pensateci un attimo: a metà film (o Grand Prix, che dir si voglia) si rende conto che forse, per una volta, è lui che ha torto. Forse il suo rivoltoso rivale merita davvero quel trono più di lui, lo stesso rivoltoso rivale che sul campo lo ha massacrato. Questo però ai fini narrativi è un dettaglio irrilevante: è scritto che devono vincere i buoni, e così sarà. Poi dopo si può dire che il rivoltoso rivale aveva ragione, ma erano i suoi modi ad essere sbagliati. Però queste riflessioni si fanno solo dopo aver vinto.

Paolo: Viene da una località che nessuno conosce e che lui ripete in loop, si crede il dio del suo paese, il suo braccio destro è donna (Angela Cullen), diventa quello che è grazie ad una attrezzatura stratosferica ed un sano allenamento. Personaggio quasi ideale… ah, dimenticavo! Sono entrambi insopportabili.

Direzione gara: Thanos

Aurora: Ragazzi, parliamoci chiaro. Non è che i presupposti fossero sbagliati. C’è un equilibrio cosmico nella Formula 1 che va mantenuto, e serve qualcuno che lo protegga per l’interesse di tutti. Le modalità d’esecuzione? Discutibili. Autenticamente ineluttabili, dato che nemmeno un viaggio nel tempo può rendere ammissibile il ricorso minacciato da Ferrari. Almeno Thanos risolveva tutto con uno schiocco di dita: qui l’agonia è durata venti giri.

Paolo: Son capaci di distruggere tutto il bello che c’è in una gara che senza il loro intervento staremmo ancora commentando, ma che invece ricordiamo solo per il loro schiocco di dita che in un “attimo” (10 giri a fine gara) ha distrutto quanto di più bello vediamo in una F1 sempre più perfettista e perbenista.

Antonio Giovinazzi: Falcon; Charles Leclerc: War Machine; Sergio Perez: Wong

Aurora: Ma chi sono? Qualcuno se li ricorda? Qualcuno ci pensa mai che sono supereroi anche loro? Questa volta sono lì giusto per riempire la trama.

Paolo: Finchè Anthony guida col braccio bionico va tutto perfetto, poi decide di cambiare mano e si gira, mandando all’aria un weekend che sembrava decente. Charles War Machine che abbiamo visto nei precedenti appuntamenti si ritrova lì dov’è senza sapere come, forse con l’aiuto di uno più bravo di lui? Sergio invece, come l’ottimo bibliotecario, si fa fregare dall’ultimo arrivato. Riesce a perdere il confronto con Stroll, che come Stephen Strange probabilmente non riesce a tenere neanche una penna in mano, figuriamoci un volante.

Valtteri Bottas: Captain Marvel 

Aurora: Si annuncia come unica speranza per sconfiggere chi tiene in pugno le redini del gioco. Nonostante le promesse, si limita a una comparsata sostanzialmente indifferente ai fini della trama. Non esprime minimamente il suo potenziale, e per questo ci ha deluso un po’ tutti.

Paolo: Il più anonimo della gara, ma è pur giusto. Per una volta che la Ferrari ci anima, teniamo a bada il biondino dai superpoteri, finchè riusciamo a cavarcela da soli….

Max Verstappen: Thor Bwoahgelle GP Canada

Aurora: Max non me ne voglia, ma in comune con Thor ha solo colore degli occhi e dei capelli (purtroppo). Tuttavia il carattere è quello: irascibile, arrogante, maturato però con il tempo e l’esperienza. E soprattutto fortissimo. Sfortunatamente, non si sa bene perché, in questo ultimo capitolo del franchise F1 2019 si lascia un po’ andare e non è poi così utile ai fini della narrazione. Dai, torna in forma!

 

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo Formula 1, Formula E e WEC sul blog Instagram @theracingchick.