Bwoahgelle | Le pagelle scorrette del GP di Francia

Il GP di Francia è stato senza dubbio uno degli appuntamenti più soporiferi della stagione. Per rianimarlo tramite le nostre pagelle scorrette a cura di Aurora e Paolo, abbiamo provato ad immaginarlo come l’esame di maturità, che ha avuto luogo nei giorni poco precedenti al GP.

Lewis Hamilton dopo la gara- Foto Mercedes

Lewis Hamilton: Il secchione Bwoahgelle gp di Francia 

Aurora: Va bene, lo ammetto. La sottoscritta era un po’ un Hamilton al liceo. Preparazione? Quanto bastava. Performance? Intortavo un po’ quello che sapevo, avevo la mia sana dose di fortuna e ne uscii da campionessa. Almeno avevo la dignità di starmene per conto mio, senza fare la ruffiana con i professori, che certo non mi adoravano come adorano Lewis. In questo, forse ero un po’ di più un Kimi. Anche perché tendevo a ignorare i miei compagni di classe. All’università ho dovuto cambiare approccio per rimanere sulla cresta dell’onda: questo momento per Hamilton non è ancora arrivato, ma io credo che anche lui dovrà adeguarsi alla sua personale Facoltà di Giurisprudenza – la stagione 2021. Fino ad allora, vai avanti così, tanto va benissimo lo stesso.

Paolo: Tutti durante il nostro percorso scolastico abbiamo avuto la magica fortuna di incontrare questo elemento. Il classico soggetto che si presenta in sede di esame ed esordisce con i suoi compagni: “Ragazzi, non ho studiato niente” e puntualmente ne esce con il massimo dei voti. Ovviamente il soggetto in questione non si limita a questo ma continua a rinfacciartelo fino alla noia. Hamilton fa esattamente questo. Il giovedì neanche si presenta, arriva al venerdì improvvisando e prende il massimo, idem nei giorni successivi. Non contento però di tutto questo, dopo aver fatto l’esame (dove neanche a dubitarlo ha preso il massimo) non fa altro che ripetere: “è tutto merito dei miei genitori che mi danno la possibilità, ho lavorato tanto, non è stato facile, anche tu puoi farcela ma non ti impegni abbastanza”. Questo weekend il Blessed by God fa tutto perfetto, peccato per il giro veloce.

Lando Norris: Quello intelligente che si applica bwoahgelle gp di Francia 

Aurora: Al liceo, Lando sarebbe sicuramente stato il tipo per cui mi sarei presa una sbandata. Caruccio, un po’ sbadato ma molto intelligente, pensa ai suoi videogiochi e alle sue verifiche di matematica ma non disdegna i tornei di FIFA con gli amici. Tecnicamente Lando dovrebbe essere al liceo, il che in realtà rende ancora più impressionanti le sue performance in pista. Con quello che ha naturalmente, non avrebbe nemmeno bisogno di studiare così tanto. Ma lui studia perché un pochino si sottovaluta, e alla fine è questo il trucco dei veri talenti.

Paolo: Lando ha preparato benissimo questo esame di maturità, si presenta all’orale di domenica con ottimi voti, il massimo che può avere dal suo percorso scolastico. Fa una seconda prova (quella di sabato) mostruosa, neanche lui sa come fa ma ci riesce, insomma tutto è pronto per una conclusione a lieto fine. Però la fortuna si beffa di lui, è il commissario bendato che con una bilancia in mano decide: il massimo lui non lo deve avere! Così il povero Lando prende il minimo indispensabile dopo essere andato nel pallone. Intelligente, si applica ma non tutto dipende da noi e a nulla serve darsi la carica sentendo la musica in griglia, al povero Lando gli dice male. Unica gioia? Gli altri commissari vedono in lui il migliore. Bwoahgelle gp di Francia 

Carlos Sainz: Quello intelligente che non si applica

Aurora: Qui dissento. Carlos non è nemmeno particolarmente intelligente. Carlos è il classico tizio che studia il manuale a memoria, ma se gli fai una domanda che non corrisponde al titolo del paragrafo va nel pallone. Questa volta, la dea bendata è particolarmente benevolente e gli chiede proprio il titolino che sapeva meglio. Lo sanno tutti che quei voti alti, però, non sono davvero meritati.

Paolo: Nel weekend finisce sempre dietro al compagno di squadra. Lando si sta impegnando e non poco, Carlos invece si accontenta di quello che ha. Ha a disposizione i mezzi per fare benissimo , ma come tutti gli adolescenti è la voglia che manca. Ha una grossa differenza col compagno di squadra: Il commissario a lui strizza l’occhio. Così fa una buona partenza, il team lo aiuta perchè sta messo meglio=> esame passato con ottimi voti e il minimo sforzo.Bwoahgelle gp di Francia 

Carlos Sainz e Lando Norris – Foto: McLaren

Daniel Ricciardo: Il genio incompreso

Aurora: Oltre che genio incompreso, Daniel è il classico tipo che, appena arrivano gli studenti in scambio culturale, si mette a provarci con le ragazze straniere. Questa sono arrivate le francesi, e fra un voulez vous pâté avec moi e qualche bonjour croissant Daniel ha perso di vista lo studio. Il carisma esercitato sui professori e i siparietti durante le interrogazioni non sono più abbastanza.

Paolo: Daniel è il classico genio che però non trova spazio a scuola. Capace di calcoli matematici difficilissimi, non riesce a prendere neanche la sufficienza. Quest’anno si vuole riscattare, prova a fare il meglio di sé sempre… esagera però e per una bravata si becca un 6 in condotta che non gli da accesso all’esame. Ma a lui poco importa perchè tanto il potenziale lo ha e lo dimostrerà. Lui non sta simpatico ai professori, ma i coetanei lo amano.

Circuito di Paul Ricard: Le superiori

Aurora: Abbiamo di fronte a noi una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Tanti sono stati i Ministri dell’Istruzione che hanno sostenuto che le superiori fossero troppo lunghe: cinque anni, cinquanta giri, l’equivalenza è servita su un piatto d’argento. Il Paul Ricard è un po’ come il Liceo Classico, mia croce e delizia. Trattasi della grande gloria del passato, che ha visto momenti meravigliosi e che tutti sappiamo poterci regalare davvero il meglio. Qualche stupido, però, l’ha preso in mano, ci ha aggiunto qualche chicane a caso e ha reso un capolavoro un vero incubo. Urge ritorno alle tradizioni.

Paolo: C’è chi lo considera un bel posto e c’è chi lo odia. Nella mia esperienza, il liceo è stato un posto “gradevole”, altrettanto però non si può dire del circuito sede del GP di Francia. Cinquanta giri di continua lotta… tra il tifoso e la palpebra calante, un po’ come le spiegazioni dei professori. Proprio come durante quest’ultime ti svegliavi solo alla fine… quando suonava la campanella e dovevi prepararti. Le superiori, come il Paul Ricard, hanno decisamente bisogno di una rivisitazione.

Pagelle valide per Fanta GP: https://f1ingenerale.com/f1-pagelle-gp-francia-assolo-mercedes/

Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.