Citroën AMI: piccola, elettrica, pratica, perfetta per la città. Ha senso?

Citroën AMI è la macchina che (non) ti aspetti: è piccola, ha un motore elettrico da 7 kW ed ha una praticità senza eguali in città. Eppure, gli interrogativi che riguardavano Renault Twizy sul senso del suo acquisto si ripropongono. Vediamola insieme.

Citroen AMI esterni
Foto: it-media.citroen.com

Finalmente la Renault Twizy ha una concorrente: è la compatriota Citroën AMI, una microcar elettrica dal design retro che, proprio come la “cugina” Twizy, è destinata a dividere profondamente il pubblico. Diamo subito due numeri: lunga 2 metri e 41, larga 1 metro e 36 (con specchietti retrovisori chiusi, si parla di 4/5 cm in più nel caso in cui siano aperti), alta 1 metro e 52 e con un peso di 490 kg con batteria montata (la metà di un’Audi A1, per capirci). Il design è quasi speculare tra anteriore e posteriore per poter minimizzare l’utilizzo di parti differenti, tanto che persino le porte si aprono in sensi opposti: quella del passeggero classico, quella del guidatore si apre “al contrario”. Il grande tetto panoramico e i bumper laterali, che hanno firmato tutte le ultime Citroën, completano il curioso ma intelligente disegno dell’AMI.

Ha senso acquistare Citroën AMI?

Dipende. Indubbiamente è un’auto che ha senso di esistere per molte ragioni, soprattutto se confrontata con Renault Twizy, sua diretta concorrente. Proprio come Twizy, infatti, AMI può essere guidata da chi ha la patente AM (conseguibile dai 14 anni) ed è completamente elettrica. Se è vero che entrambe le vetture arrivano ad una velocità massima di 45 km/h e possono essere entrambe ricaricate dalla presa a 220V di casa (AMI si ricarica completamente in 3 ore, Twizy in mezz’ora di più), la differenza sta nell’autonomia. Il quadriciclo leggero di Renault arriva fino a 100 km di percorrenza, mentre la nuova AMI si ferma a 75 – differenza comunque trascurabile, vista la natura del mezzo. Dov’è quindi che AMI sorpassa, anzi, svernicia Twizy? Nell’abitacolo, nella connetività e nella polivalenza d’uso.

Interni, tecnologia, utilizzi

Citroen AMI interni
Foto: it-media.citroen.com

AMI schiaccia la controparte del “diamante” grazie ai suoi interni, che consentono al passeggero di stare comodamente, grazie al generoso spazio per le gambe, affianco al conducente. Non solo, AMI dispone anche di tre ingegnosi portaoggetti (che riprendono i colori sgargianti dei dettagli degli esterni), di uno spazio con porta USB per gli smartphone e di un’app per avere tutti i dati della vettura sotto controllo. Inoltre, a differenza della Twizy, AMI sarà disponibile in versione CARGO per le aziende: Citroën propone questa versione del suo ultimo prodotto per i lavoratori autonomi retailers, corrieri e amministrazioni. La soluzione ideale per il cosiddetto “ultimo miglio”, grazie alla sua area di carico.

Quanto costa?

Mazzata finale di Citroën sui cugini di Renault. Twizy ha un prezzo d’attacco (per la versione più “basic” da 45 km/h) di ben €12.000, mentre Citroën AMI può essere vostra a partire da €7.200, senza considerare l’ecoincentivo statale. Il bonus senza rottamazione, infatti, fa scendere il prezzo di AMI fino a €5.731, mentre quello con la rottamazione di un veicolo “L” ante Euro 3 si arriva a €5.108. I vantaggi che Citroën offre a chi decide di comprare AMI non si fermano qua: ai nuovi acquirenti verrà infatti proposta l’offerta esclusiva “Gigami” di Windtre, minuti e giga illimitati, 200 SMS ad €9,99 al mese per 24 mesi.

 

Se siete alla ricerca di un quadriciclo leggero, per voi, per vostro figlio o per la vostra attività lavorativa, sicuramente Citroën AMI è un’opzione da tenere in considerazione. Il suo prezzo, la sua sicurezza e la sua spaziosità sono dei plus da non sottovalutare per questa categoria di veicoli. Il design è destinato a far discutere ancora a lungo e a dividere gli appassionati di auto: cosa avrà in riservo per noi il futuro di questa tipologia? Chi vivrà, vedrà.

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