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F1 | Ricciardo, 10 anni da ‘Honey Badger’: Daniel svela finalmente l’origine del suo soprannome

Coniato ormai quasi dieci anni fa in occasione della sua prima stagione in Red Bull nel 2014, Daniel Ricciardo ha finalmente svelato l’origine del buffo soprannome ‘Honey Badger’

Sono passati ormai quasi dieci anni dall’inaspettata promozione di Daniel Ricciardo dalla Toro Rosso alla casa madre Red Bull. L’australiano approfittò infatti del ritiro dalle competizioni di Mark Webber, per scalzare il connazionale ed affiancare Sebastian Vettel nel 2014. Contro ogni aspettativa, la prima stagione dell’australiano alla corte di Milton Keynes fu così clamorosa da costringere il quattro volte campione del mondo ad abbandonare la scuderia a fine anno, direzione Ferrari.

Ricciardo Honey Badger Red Bull
Ricciardo svela l’origine del soprannome ‘Honey Badger’ © Red Bull

Ricciardo svela l’origine del soprannome ‘Honey Badger’

L’approdo del nativo di Perth in Red Bull fu accolta con un certo scetticismo tra gli addetti ai lavori e i piloti in griglia, con Ricciardo che ricorda ancora bene quei momenti: ”Credo che sia stato il mio primo anno in Red Bull, nel 2014”.

“Ero molto consapevole di questo. L’ho percepito in alcuni piloti, i quali probabilmente ridevano di me pensando: ‘Oh, cosa ha fatto Red Bull, ha preso questo giovane ragazzo che ha i capelli ricci e sorride molto e potrebbe essere veloce su un giro, ma noi lo bullizzeremo in gara”’.

“Lo sentivo e forse l’ho orchestrato un po’ anche nella mia testa per darmi un obiettivo da dimostrare. Credo che sia stato quello il momento in cui ho adottato l’appellativo di ‘Honey Badger’ e ho ottenuto il maggior numero di riconoscimenti quell’anno in termini di miglior pilota nei sorpassi. Ho sentito che quello fosse il momento di fare un passo avanti e di essere preso un po’ più sul serio”.

Celebre per il suo aspetto innocuo e rassicurante, il tasso del miele può rivelarsi in realtà un animale estremamente tenace, difensivo e grintoso in determinate situazioni, tutte peculiarità che il pilota di Perth ha dimostrato di avere nella sua pluridecennale carriera in Formula 1.


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Dopo il debutto con HRT nel 2011, Franz Tost decise di offrirgli la prima grande opportunità in un sedile di tutto rispetto in Toro Rosso. Al primo anno, Ricciardo fece peggio dell’allora compagno di squadra Jean Eric Vergne, ma nel 2013 ebbe la meglio sul francese, chiudendo il campionato con 20 punti.

“Naturalmente, con il tempo le cose possono cambiare e le persone possono dimenticarsene”, ha aggiunto Daniel. L’anno prossimo sarà il decimo anniversario di ‘Honey Badger’, quindi ho intenzione di fare ancora un po’ di rumore e di essere preso sul serio. Non che io non pensi di esserlo, ma sicuramente alcuni lo mettono in dubbio”.

“Ci sono alcune cose che ho fatto, come ad esempio quest’anno, in cui mi sto allenando da solo e mi sto svegliando in orario e mi sto trascinando in palestra. Voglio dimostrare che posso farcela e che non ho bisogno di qualcuno che mi tenga la mano, che questo è ciò che voglio e non è il desiderio o la richiesta di qualcun altro”.

Dopo il ritorno in griglia quest’anno, sempre con la scuderia di Faenza, il 34enne australiano confida nel 2024 per avere finalmente la grande chance di tornare a essere il pilota che ha impressionato tutti nel periodo in Red Bull. 

Così come nel 2014, l’obiettivo di Daniel è quello di convincere nuovamente tutti di poter essere in grado di valere un top team, ed è pronto a riprendersi il sedile lasciato vacante a fine 2018, dovesse Perez continuare nel suo periodo di crisi.

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