Diverse ma simili: le qualifiche del GP di Monaco e della 500 miglia di Indianapolis

Quest’anno le qualifiche del GP di Monaco e della 500 miglia di Indianapolis saranno lo stesso giorno, una dopo l’altra: due mondi agli antipodi eppure tanto simili

monaco gp 500 miglia di Indianapolis
Photos: McLaren- IndyCar/Matt Fraver

Per la prima volta dal 2010 il GP di Monaco e la 500 miglia di Indianapolis non sono nello stesso weekend, con la gara nel Principato che anticipa la 500 miglia di una settimana. Questo però ci permette dopo tantissimo tempo di apprezzare una dopo l’altra le straordinarie qualifiche che caratterizzano le due classiche, forse le più ambite,  attese e sofferte di tutto l’Automobilismo

Dal più lento al più veloce 500 miglia indianapolis monaco qualifiche

Sulla carta, è difficile pensare a due tracciati più diversi: da una parte abbiamo il tracciato più corto, più stretto e più lento del mondiale di F1, dall’altra l’Indianapolis Motor Speedway, un ovale superspeedway con poco banking da 2,5 miglia, che è attualmente il circuito più veloce della stagione IndyCar, e tautologicamente il circuito chiuso più veloce della stagione automobilistica mondiale. Il cittadino di Monaco si potrebbe comodamente inscrivere nello Speedway, e avanzerebbe comunque molto spazio, tanto è immenso il Catino dell’Indiana.

Eppure sono tante le similitudini tra due piste così lontane. Innanzitutto, la Storia: con la sua apertura nel 1909 e la prima gara da 500 miglia nel 1911, Indianapolis è il più antico autodromo ancora in attività del mondo, mentre Monaco nasce 20 anni dopo, nel 1929. 105 edizioni per Indianapolis, 77 per Monaco con quelle in corso.

Innumerevoli i campioni che sono passati sui 2 asfalti, da Foyt, Mears e Unser a Senna, Hamilton, Schumacher e Prost, senza dimenticare chi è passato da una sponda all’altra dell’Atlantico, talvolta vincendo, da Graham Hill a Juan Pablo Montoya, passando per Mario Andretti, Jim Clark, Emerson Fittipaldi, Alberto Ascari e Fernando Alonso, tanto per citarne alcuni.

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Qualifiche cruciali

Le qualifiche del GP di Monaco e della 500 miglia di Indianapolis, nell’automobilismo moderno, rappresentano una delle più grandi sfide tecniche, fisiche e mentali per i piloti e per i team.

Il GP Monaco è quasi sempre vinto dalla prima fila, e le possibilità di passare sono quasi nulle rendendo la qualifica più importante della gara.

La 500 miglia di Indianapolis può essere vinta anche dall’ultima fila, ma partire davanti è sempre un vantaggio, sopratutto negli ultimi anni. Il prestigio e l’onore di essere il poleman è già un’attrattiva di suo, ma a rendere importanti le qualifiche è anche il fatto che non c’è nessuna garanzia nemmeno di poter prendere il via. Solo 33 auto possono partecipare, quest’anno 2 saranno eliminate al termine del Bump Day, Domenica 23. In passato, con oltre 60 vetture nell’entry list, sono stati moltissimi i momenti drammatici e le trattative dell’ultimo minuto per entrare nei 33.

Assetti agli antipodi, ma la stessa concentrazione

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Monaco chiede il massimo grip aerodinamico e meccanico (con le ali più grandi della stagione), strategia nella gestione del traffico durante le 3 sessioni di qualifica e infine tantissima concentrazione nei 75 secondi che compongo il giro.

È necessario sfiorare il guard-rail in più punti alla ricerca del millesimo in meno. Spesso sono a disposizione solo 2 tentativi per ognuna delle 3 sessioni, con una bandiera gialla sempre in agguato a distruggere il giro.

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Indianapolis, d’altra parte, richiede se possibile di ridurre al minimo la resistenza aerodinamica e quindi anche la deportanza. L’obiettivo è andare il più velocemente possibile sui rettilinei, pur mantenendo il momento in curva. A 230 miglia all’ora la macchina balla, slitta in modo impercettibile dalla TV ma molto sensibile per il pilota, a cui serve la sensibilità per capire quanto si può ancora modificare l’assetto.

I muretti e le barriere SAFER contornano il Brickyard. In qualifica occorre massimizzare il raggio di curvatura, sfiorando il muretto esterno e poi buttandosi verso l’apice, senza però andarlo a toccare, evitando quindi di andare in testacoda, e poi di nuovo si punta verso il muro, sfiorando la barriera SAFER. Ovviamente anche qui uscire significa andare a muro, solo che rispetto a Monaco ci sono circa 200 km/h di velocità in più.

Non c’è traffico in pista, ogni pilota è da solo, ma c’è comunque molta strategia nelle 6 ore delle sabato, in cui si possono effettuare più tentativi e occorre intelligenza nel conoscere se la pista è più o meno veloce per via delle temperature. Dopo che tutti hanno effettuato un giro infatti, si può riprovare accodandosi nella Slow o nella Fast Lane. Nel primo caso c’è più coda, ma si mantiene il tentativo precedente, nel secondo si ha la precedenza, ma il tentativo precedente è cancellato.

Ogni tentativo dura 4 giri, o 10 miglia, o 160 secondi. La concentrazione è fondamentale, perché ogni minimo errore si ripercuote per tutto il giro e quello successivo, rovinando la qualifica. La differenza tra un giro buono e l’ultima fila nell’era moderna è mezzo secondo, 2 secondi sui 4 giri, 4 miglia orarie di media.

Attenzione ai dettagli 500 miglia indianapolis monaco qualifiche

Photo: INDYCAR/James Black

La F1 è l’apice dell’innovazione tecnologica nel Motorsport, ma anche in IndyCar l’attenzione al dettaglio è fondamentale.

I team preparano per tutto l’anno la vettura destinata alla 500 miglia, curata in ogni minimo dettaglio per andare più veloce, ed è intensa la lotta tra i motoristi Honda e Chevrolet, ma anche i produttori di molle e ammortizzatori, che sono liberi e sono la più fondamentale differenza tra le squadre, visto che la Dallara DW-12 è uguale per tutti.

Lo stesso Alonso ha recentemente dichiarato che “il livello di dettagli che devi ottenere in termini di setup, di preparazione per la 500 miglia è molto più alto che in qualsiasi gara di F1.”

Il ricambio generazionale

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Lewis Hamilton e Scott Dixon non sono ancora pronti a lasciare lo scettro, a caccia di nuovi record, mentre dietro i vari Verstappen, Leclerc, Norris, Sainz, Herta, Palou, VeeKay e O’Ward incalzano

Guardando alla situazione storica in F1 e in IndyCar, c’è un filo conduttore. Il fenomeno generazionale degli ultimi 2 decenni (Lewis Hamilton e Scott Dixon), campione in carica (7 e 6 titoli), si trova in lotta con piloti giovani e affamati.

Da una parte Colton Herta, Pato O’Ward, Alex Palou e Rinus VeeKay, i 4 giovani vincitori delle prime 5 gare (con Dixon che conta una vittoria), dall’altra Max Verstappen, giovane anagraficamente ma non per esperienza, alla sua prima sfida mondiale contro Hamilton. Per ora Hamilton e Dixon hanno mantenuto la prima posizione in classifica, ma è una leadership tutt’altro che consolidata.

Dalle 15.00 alle 24.00 avremo 9 ore di passione, dai due lati dell’Atlantico: uno spettacolo da non perdere.

Tutto quello che occorre sapere:


F1 | Orari GP Monaco 2021 – Anteprima e orari TV su Sky e TV8

Tutto ciò che bisogna sapere sulla 500 miglia di Indianapolis: IndyCar | 500 miglia di Indianapolis 2021: Anteprima e Orari TV

IndyCar | 500 miglia di Indianapolis – 1° giorno di Prove Libere: Power subito in testa

aIndyCar | 500 miglia di Indianapolis – 2° giorno di Prove Libere: Dixon davanti a Ed Carpenter Racing

IndyCar | 500 miglia di Indianapolis – Prove Libere 3° giorno: Kanaan in testa, Ferrucci a muro

IndyCar | 500 miglia di Indianapolis – Fast Friday: Dixon 1°, Honda in vantaggio

F1 | GP Monaco – Risultati FP3: è lotta Verstappen-Ferrari; Hamilton solo settimo


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Francesco Ghiloni

Studente universitario di Chimica e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.