DTM | Analisi fine stagione: Wittmann salva l’onore BMW, ma per vincere occorre ben altro

Le prime gare della stagione lasciavano ben sperare in casa BMW. Ma alla lunga, il costruttore di Monaco di Baviera ha dovuto soccombere allo strapotere Audi. BMW DTM 2019.

BMW DTM 2019
Marco Wittmann nel round olandese del DTM ad Assen – Credit: BMW Blog

Nei primi appuntamenti di Hockenheim, Zolder e Misano, Audi e BMW si erano equamente divise le vittorie, con tre successi a testa. Addirittura, dopo i primi due round, la casa di Monaco aveva fatto sue tutte le 4 pole position in palio. BMW DTM 2019.

Le Audi erano in possesso di un passo gara migliore, ma la BMW, grazie al talento di Marco Wittmann e Philipp Eng, sembrava poter mettere in discussione la superiorità della casa dei cerchi fino alla fine.

Il pilota austriaco ha avuto un inizio di stagione fulminante: una vittoria, due secondi posti ed un quarto posto nelle prime sei corse della stagione, tant’è che si era ritrovato a guardare tutti dall’alto verso il basso in classifica generale dopo la doppia gara di Zolder.

Poi però qualcosa si è inceppato, sia dal lato la BMW che per lo stesso Eng. Nelle restanti gare della stagione, il 29enne di Salisburgo non è più riuscito a salire sul podio, mentre la BMW ha ottenuto soltanto altre tre vittorie e due pole position.

A salvare l’onore di casa ci ha pensato Marco Wittmann: per lui 4 vittorie, 4 pole e 7 podi che gli sono valsi il terzo posto finale nella classifica generale, che però non dice tutto sulla sua ottima stagione. Nella seconda parte del campionato, si è infatti spesso ritrovato come l’unico baluardo al volante della M4 a lottare contro le più veloci RS 5.

Il 2019 degli altri piloti BMW ha regalato pochi spunti. Alla sua quindicesima ed ultima stagione nel DTM, Bruno Spengler è riuscito a far sua la vittoria in gara 2 al Norisring a cui ha aggiunto un secondo posto al Nurburgring e poche altre prestazioni di rilievo.

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Due podi li ha ottenuti lo svedese Joel Eriksson, il quale anche lui lascerà libero il suo sedile nel 2020. Deludente anche Timo Glock, quasi mai nelle posizioni che contano.

Il più giovane della pattuglia, Sheldon Van Der Linde, si è messo in luce con la pole di Zolder, ma ha;pagato l’inesperienza al suo anno di debutto, e nel 2020 è dunque chiamato ad un salto di qualità.

Per una casa prestigiosa come la BMW, che dal suo ritorno nel DTM, avvenuto nel;2012, ha conquistato per tre volte il titolo piloti, la stagione 2019 non può certamente dirsi soddisfacente. Nel 2020, la line up della casa dell’elica, con piloti del calibro di Wittmann ed Eng, a cui si aggiungerà anche Auer, non avrà niente da invidiare a quella dell’Audi.

A Monaco di Baviera non hanno dunque scuse e dovranno mettere a disposizione dei suoi alfieri una vettura vincente. Ma dovranno darsi un bel po’ da fare se vorranno raggiungere le prestazioni dell’Audi ed essere in grado di lottare per il titolo.

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Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari