DTM | Berger ci ripensa: sì alle gare a porte chiuse

Credit: DTM

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In un primo momento, Berger aveva escluso di disputare delle gare del DTM a porte chiuse. Tuttavia, l’austriaco ha affermato che pur di correre potrebbe ricorrere a questa soluzione. DTM Berger

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Gerhard Berger, capo di ITR, torna sui suoi passi aprendo alle gare a porte chiuse, dopo aver detto di no qualche settimana fa. DTM Berger

Berger ha spiegato che considerata la situazione attuale bisogna considerare ogni opzione. Tra queste, anche quella di correre senza spettatori, che sarà l’ultima ad essere presa in considerazione.

“Ma il nostro guadagno si basa sull’evento. Quindi il nostro obiettivo principale deve essere sempre quello di andare in diretta davanti ai fan. ‘Ghost racing’ è solo un modo per far girare la giostra.” ha detto Berger ad Auto Motor und Sport.


Berger aggiunge che per il DTM sarebbe più complicato gestire la perdita degli incassi dei tifosi rispetto alla F1:  “Contrariamente alla Formula 1, il nostro modello pare ‘noleggi’ la pista. Le entrate degli spettatori e degli sponsor confluiscono nel pacchetto complessivo. La Formula 1 funziona in modo diverso. Ricevono una quota di iscrizione dai circuiti di gara e gli organizzatori devono recuperare i soldi attraverso la vendita dei biglietti e gli aiuti del governo. Senza entrate degli spettatori, gli organizzatori non possono rifinanziarsi. Tutti gli altri diritti sono detenuti dalla Formula 1. È abbastanza ipotizzabile che in un momento così difficile Liberty rinunci alle entrate degli organizzatori e sia quindi in grado di mandare in scena gare senza spettatori”.

Con la situazione che non sembra migliorare nei paesi che ospiteranno le gare del DTM, Berger commenta che adesso è difficile immaginare quando possa cominciare la stagione.

In particolar modo, Norisring e Zolder sono i round che rischiano di più considerate le norme disposte da Germania e Belgio.

“Ci sono più scenari.” dice Berger. “Il migliore prevede di partire a luglio. Disputeremmo l’intera stagione con dieci appuntamenti. Nel peggiore dei casi quest’anno non si corre, ma credo che ci sarà una via di mezzo tra le due. Cominciare ad agosto o settembre sarebbe da prendere in considerazione. Ma con il calo di temperature sulle piste europee rende impossibile andare oltre il mese di novembre. E’ difficile per tutti programmare adesso, perché né gli esperti sanno quando la situazione migliorerà, né i governi riescono a garantire le misure di sicurezza in maniera prevedibile. La situazione può ancora cambiare in base al numero dei contagi. Dipendiamo dai contratti con sponsor e promotori. La cosa è complicata”.

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Classe 2005, vivo a Napoli dove frequento il liceo linguistico. Adoro qualsiasi cosa abbia quattro ruote e spero di trasformare la mia passione in lavoro.
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