DTM | C’è anche un pò di Italia nelle vittorie di Renè Rast

Durante il weekend di gara del DTM a Brands-Hatch, F1inGenerale ha avuto la possibilità di conoscere uno dei protagonisti delle vittorie di Renè Rast: l’ingegnere italiano Davide Mainò.

DTM Renè Rast
Renè Rast e Davide Mainò, Credit: Audi Sport

Renè Rast è uno dei volti noti del DTM; pilota che incarna il mix di velocità, costanza e affidabilità. Un uomo squadra in grado di analizzare fin nel dettaglio tutti i dati messi a disposizione dal team per cercare di migliorare e limare ogni singolo centimetro di pista. Un pilota che fino a questo momento ha dimostrato di essere uno dei migliori nell’interpretazione e nel portare a limite le nuove vetture turbo del DTM.

Tuttavia i grandi successi del tedesco sono anche il frutto della stretta collaborazione con i propri ingegneri, uno dei quali porta in alto il nome dell’Italia: Davide Mainò.

Cosa significa essere ingegnere di Renè Rast?

Sicuramente una grande soddisfazione! Conoscevo Renè già in passato perché era molto famoso ai tempi delle Porsche Cup quando ha vinto per tre anni di fila il Porsche Supercup e ne conoscevo il valore. Abbiamo iniziato a lavorare insieme a Zandvoort nel 2016 quando ha sostituito [Adrian] Tambay e poi ci siamo ritrovati nel 2017 e abbiamo vinto il titolo all’esordio. Per me è stato davvero speciale perché era il mio secondo anno del DTM mentre lui era all’esordio nella categoria.

Quale è stato il tuo percorso per arrivare ad essere un protagonista del DTM?

Io vengo dall’Italia dove ho lavorato con Coloni Motorsport con cui ho fatto Auto GP e alcune gare di Gp2. Ho fatto anche il campionato turismo WTCC con Proteam Racing, team privato di BMW e ho avuto varie altre esperienze tra cui la Carrera Cup Italia.

Tutti sappiamo che sei un ingegnere ma in pratica qual è il tuo ruolo nel Team Rosberg?

Io sono un data engineer cioè mi occupo dell’acquisizione dati della macchina e dell’analisi dati che vengono trasferiti al race engineer e al technical director. Il mio ruolo è quindi un supporto al race engineer.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere la carriera di ingegnere nel motorsport?

Consiglio di fare esperienza sul campo. Oggi c’è un po’ la tendenza di avere una formazione molto teorica e arrivare un po’ impreparati al livello pratico sui campi di gara. Io consiglio di alternare la preparazione teorica che è molto importante a esperienza pratica in pista; quindi già a 20 anni andare a fare dei tirocini gratuiti presso team piccoli come può essere la Formula Renault, la Formula 3 o la Formula 4 che sono molto formativi perché puoi farti un’idea molto concreta di quello che è il motorsport e dopo questa esperienza suggerisco di approfondire con gli studi e la combinazione viene molto apprezzata nel corso della carriera lavorativa.

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