DTM | Il futuro dell’ibrido potrebbe essere favorito dalla condivisione della tecnologia

Il DTM guarda all’ibrido per attirare altri costruttori in futuro. Tale passaggio potrebbe essere favorito dalla nascita della nuova classe LMDh grazie alla convergenza fra ACO e IMSA.

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Credit: DTM

L’addio di R-Motorsport al DTM ha messo nuovamente sotto i riflettori il problema della sopravvivenza della categoria. Era infatti dal 2011 che il DTM non si ritrovava nella condizione di schierare solo due costruttori. Il 2020 quindi sarà un anno di transizione, con la speranza che BMW decida di schierare un team clienti per cercare quantomeno di pareggiare il conto delle vetture in griglia di partenza (16 in tal caso).

Tuttavia bisogna guardare avanti, non solo nella ricerca di nuovi costruttori quanto piuttosto nell’adozione di nuovi regolamenti tecnici. Il Boss di ITR, Gerhard Berger, più volte ha sottolineato che il futuro inevitabilmente avrà come punto chiave la tecnologia ibrida. Lo stesso ex pilota di Formula 1 ha parlato di questo scenario come probabile a partire dal 2022.

Condivisione delle tecnologie

La soluzione potrebbe essere la condivisione delle tecnologie ibride, seguendo l’idea di Toyota nel mondiale WEC. Secondo i giapponesi avere un fornitore unico per il powertrain in diverse categorie può attirare altri costruttori. Non dimentichiamo che Toyota è attiva anche nel SuperGT che con il DTM condivide il regolamento di Classe 1.

Se per il WEC e l’IMSA, che con l’accordo hanno dato vita alla nuova classe LMDh, c’è il rischio di appiattire le competizioni, per il DTM è un punto di forza. Da sempre infatti il campionato turismo tedesco cerca in tutti i modi di tenere i prezzi contenuti con varie parti che sono in comune per tutti i costruttori.

Portavoce di questo pensiero è Jens Marquardt, Boss di BMW, che sta cercando di far allineare le nuove specifiche ACO-IMSA con il DTM, come riferito a Sportscar365:

”Stiamo cercando di andare nella stessa direzione affinchè tra ITR e IMSA ci sia lo stesso livello di conoscenza per un sistema ibrido standard. Mi auguro che anche lì la cooperazione possa beneficiare tutti. In termini di economia di scala, questo renderebbe tutto più conveniente e affidabile.”

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