Pubblicato il 26 Gennaio, 2020 alle 11:07

DTM | Quali saranno le conseguenze dell’uscita di Aston Martin?

Credit: DTM.com

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La notizia che R-Motorsport ha ritirato le Aston Martin dal DTM non è passata inosservata. Ma ora quali potranno essere le conseguenze sul campionato turismo tedesco?

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È durata un solo anno l’esperienza di R-Motorsport nel DTM con le Aston Martin. Una storia che ha visto come miglior risultato un sesto posto su 18 gare. Troppo poco rispetto agli investimenti che un team non ufficiale deve sostenere rispetto ai blasoni di Audi e BMW. A conti fatti, quindi, per R-Motorsport il gioco non è valso la candela.

Cronaca di un addio annunciato

Parafrasando il titolo di un’opera celebre di Gabriel Garcia Marquez, Cronaca di una morte annunciata, la  vicenda di Aston Martin era molto prevedibile. Attenzione però, non ci riferiamo solo ai risultati in pista che sono stati il frutto di una progettazione di una vettura così complessa in poco più di tre mesi, quando sia Audi che BMW avevano alle spalle ore e ore di test.

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La prevedibilità dell’evento era nel fatto che a pochi mesi dai primi test in pista, le Aston Martin non avevano ancora un fornitore di motori, dopo che la relazione con HWA era terminata non in maniera felice. Anche se c’erano in atto delle trattative con BMW, nessun accordo era stato ancora ratificato.

Inoltre, stando a quanto riportato da Motorsport.com, le quattro vetture Aston Martin sarebbero andate ad HWA e non ad un acquirente privato. Quindi, anche se BMW avesse fornito i suoi motori, sarebbe stata un’ennesima corsa contro il tempo per modificare le Vantage. La decisione più saggia è stata quindi quella di lasciare il DTM.


Futuro sempre più incerto

Il fatto che il DTM, nel corso della sua storia, abbia avuto delle annate travagliate è un dato di fatto, al punto da essere quasi un elemento di distinzione che rende questo campionato uno dei più affascinanti nel mondo.

Nel 2020, dopo solo una stagione, la situazione è come quella del 2018. Ma c’è una sottile differenza che a qualcuno è sfuggita; già nel 2017 l’ITR sapeva che al termine del campionato successivo Mercedes avrebbe abbandonato il DTM per concentrarsi sulla Formula E. Gerhard Berger ha quindi avuto più di un anno per trovare un terzo costruttore.

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La situazione attuale è invece diversa perchè l’abbandono di Aston Martin è stato un qualcosa che, per quanto fosse prevedibile, non era per nulla ufficiale. Il team svizzero aveva, infatti, già ordinato componenti per il 2020.

Adesso quindi si pone il problema del futuro e la questione non è affatto semplice. Se per il 2020 la soluzione più semplice è quella di una stagione di transizione con un team privato di BMW per raggiungere almeno 16 vetture in griglia di partenza, la questione 2021 è tutta da decidere.

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Da un lato infatti la ITR punta, quanto prima, al passaggio alle vetture ibride, dall’altro bisogna assicurarsi un terzo grande costruttore. Le due cose però sono in relazione causa-effetto. Le tecnologie ibride potrebbero incentivare altri grandi costruttori ad unirsi ad Audi e BMW e uno dei campionati a cui guardare è il SuperGT.

Questo avrebbe come conseguenza un’apertura verso una connotazione internazionale e, tenendo conto della gestione dei costi sia di ITR che di GTA, la scelta è tutt’altro che scontata.

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