Ducati stravolge il nuovo Monster 2021

Attorno al Monster, negli anni, si è creata una cerchia di appassionati che osannano questa moto che, per Ducati, ha segnato l’inizio di una nuova era.

foto ducati monster 2021 V.I.
foto di Veronika Ivko (@_._veronica_a_ph)

Siamo nel 2021, viene presentata la nuova generazione. Nel vederla, una domanda sorge spontanea: la Ducati Monster è migliorata rispetto alla versione precedente? Vediamolo insieme! 

Il nuovo telaio

Iniziamo a parlare del telaio che, quasi sicuramente, è la prima caratteristica che salta all’occhio: ora monta un Front Frame in alluminio ispirato a quello della Panigale V4.

Scelta azzardata, sì (vi ricordo che una delle caratteristiche dei vecchi Monster era il telaio a traliccio), ma presa per raggiungere uno degli scopi di Ducati: fare una moto leggera. 

Il nuovo telaio, infatti, pesa appena 3 Kg, circa 4,5 in meno di quello della precedente Monster 821. La “cura dimagrante” non ha coinvolto solo il telaio, ma anche i cerchioni che perdono 1,7 Kg, il forcellone che perde 1,6 Kg e il telaietto reggisela che perde addirittura 1,9 Kg e altro, per un totale di 18 Kg in meno rispetto alla 821.

 

foto di Natasha Servino (@natasharaw)

 

La ciclistica

Altro aspetto curato da casa Ducati è stato la guida, ora più semplice (aggiungerei alla portata di tutti). Per quando riguarda la ciclistica, la forcella con steli rovesciati da 43mm non è regolabile, mentre il mono posteriore lo è solo in precarico.

L’ impianto frenante è marchiato Brembo, con pompa radiale, pinze M4-32 e dischi da 320mm. L’ angolo di sterzata è migliorato, ora arriva a 36° , e permette di raggiungere un diametro di sterzata di 5,3m. 

 

concessionaria Ducati 11Gradi (Due Mari)

 

Il motore

Il nuovo Monster cresce di cilindrata, potenza e coppia, ora il motore (Euro 5) è il Testastretta 11° da 937 cc bicilindrico ad L (con alesaggio e corsa rispettivamente di 94mm e 67,5 mm) in grado di erogare 111 Cv a 9.250 giri/minuto e una coppia massima di 93 Nm a 6.500 giri/minuto. Anche qui Ducati ha lavorato sulla riduzione di peso, ora siamo a -2,4 Kg rispetto alla 821. 

Il Monster è disponibile anche in versione depotenziata, da 35 kW, per essere guidato da chi ha la patente A2 (prezzo € 10.290).

Tre riding mode

Questa moto presenta 3 “mappature” o “riding mode”: Urban, Touring e Sport (da una mappatura “leggera” ad una più sportiva). Ciascun Riding Mode, inoltre, può essere personalizzato modificandone i valori per il livello di intervento di controllo di trazione, controllo di impennata e ABS Cornering.


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Prime impressioni

Prima di parlare del Ducati Monster, si ringrazia la concessionaria Ducati 11Gradi (Due Mari) per la prova della moto.

Con un’altezza da terra di 82 cm, la sella si presenta comoda e sagomata per dare il giusto confort al pilota. I comandi sono ben realizzati, la qualità dei materiali usati è molto buona (come tradizione Ducati) ma soprattutto sono nel giusto posto, non si perde tempo a trovarli.

Il faro illumina bene la strada, soprattutto di notte. Da apprezzare, inoltre, la funzione di “faro automatico”. Sul lato destro del manubrio, infatti, è presente un tasto che, nel momento in cui viene premuto, accende, in condizioni di scarsa illuminazione, le luci.

Il manubrio ha le giuste dimensioni, non obbliga il pilota ad aprire troppo le braccia, quindi anche nelle lunghe percorrenze non stanca.

Parliamo del peso. Come detto prima, Ducati ha lavorato molto sulla riduzione di questo. Che la moto sia leggera si sente, e lo si avverte quando la si guida nel traffico cittadino o in un percorso misto, una strada di montagna casomai. Da precisare che la moto non è impegnativa, anzi, è molto divertente da guidare.

Parliamo del motore. Con una cubatura di 937 cc e 111Cv, sa essere docile nelle mappature meno estreme e cattivo in modalità sport. Precisiamo che per ogni mappatura si avrà una risposta del motore/cambio diversa. Per farvi capire meglio, in modalità Sport, per esempio, abbiamo tutti i cavalli e tutta la coppia subito, in Urban, invece, la potenza viene limitata.

Senza alcun dubbio gli ingegneri Ducati hanno fatto un ottimo lavoro, sia dal punto di vista “stilistico” che meccanico.

 

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