Esclusiva, Minardi sulla penalità a Vettel: “Il regolamento andrebbe cambiato”

In occasione del Salone dell’Auto di Torino, F1ingenerale ha avuto l’opportunità di intercettare in esclusiva Giancarlo Minardi, che ha espresso la propria opinione in merito alla penalità inflitta a Vettel nel recente Gran Premio del Canada.

Minardi penalità Vettel
07.05.2015- Giancarlo Minardi (ITA) [Foto: Minardi.it]
Il Gran Premio del Canada del 2019 rimarrà nella storia come uno dei più discussi di sempre. Sebastian Vettel ha tagliato il traguardo per primo, ma a seguito di una penalità il vincitore è stato Lewis Hamilton. Tanti volti noti del mondo del motorsport hanno espresso le proprie opinioni in merito alla penalizzazione. Non è stato da meno Giancarlo Minardi, che in esclusiva a F1ingenerale ha commentato: Minardi penalità Vettel

“La mia opinione è che purtroppo esiste un regolamento che bisognerebbe cambiare. I commissari hanno applicato alla lettera il regolamento. Secondo me, Vettel non avrebbe potuto fare diversamente da quello che ha fatto e se fossi stato io nel collegio giudicante avrei lasciato finire la gara, dove probabilmente sarebbe cambiato il risultato visto che Hamilton stava spingendo forte, e avrei deciso eventualmente una penalizzazione sulla gara successiva. Non ci sarebbe stato tutto questo casino, il risultato finale sarebbe stato uguale e il pubblico si sarebbe divertito perché era un Gran Premio molto combattuto. Aggiungo che se vogliamo vedere delle gare combattute il rischio di avere dei contatti e delle penalizzazioni in corsa è grande e quindi bisogna cambiare il regolamento”.

Ricordiamo inoltre che nella giornata di venerdì 21 giugno i commissari revisioneranno la penalità inflitta a Sebastian Vettel. Qualunque sarà il verdetto, il Gran Premio del Canada si appresta a far discutere ancora a lungo.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Ho lavorato nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.